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Normative: News Legali

03/05/2016
NEWS - LA RIFORMA DEGLI APPALTI PUBBLICI

A cura dell'Avv. Tommaso Bagnulo

 

Il 28 gennaio 2016 è stata approvata la Legge n. 11/2016 con deleghe al Governo per il recepimento di tre direttive europee (2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE) in materia di appalti pubblici nei settori dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dei servizi postali nonché per il riordino della disciplina vigente in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture.

La riforma della disciplina degli appalti pubblici si presenta fortemente orientata alla trasparenza, semplificazione, pubblicità, armonizzazione e digitalizzazione delle procedure di gara.

In tale ottica, l’obiettivo primario è stato l’adozione del nuovo “Codice degli appalti pubblici e dei contratti di concessione”, approvato in via preliminare nel corso del Consiglio dei ministri n. 107 del 3 marzo 2016. Esso reca disposizioni legislative in materia di procedure di affidamento, di gestione e di esecuzione degli appalti pubblici e dei contratti di concessione, coordinate con la previgente disciplina nonché con le disposizioni in materia di protezione e tutela ambientale e paesaggistica, di valorizzazione dei beni culturali e di anticorruzione. Il fine è quello di evitare incertezze interpretative e applicative e ridurre l’impatto di fenomeni corruttivi all’interno delle procedure di appalto. In ragione di ciò, un ruolo di fondamentale rilevanza viene svolto dall’ANAC (Autorità Nazionale Anti-Corruzione), alla quale sono difatti attribuite sia funzioni di promozione dell’efficienza, di sostegno e sviluppo delle migliori pratiche nel settore degli appalti pubblici e dei contratti di concessione, sia poteri di vigilanza e di controllo, di adozione di atti di indirizzo, di deterrenza e sanzionatorio. Sotto questo primo profilo si accompagna anche una semplificazione delle regole processuali, con l’intento di deflazionare il contenzioso amministrativo e rafforzare i metodi alternativi di risoluzione delle controversie, quali l’accordo bonario, l’arbitrato, la transazione, il collegio tecnico consultivo e i pareri di precontenzioso dell’ANAC.

In secondo luogo, il legislatore evidenzia la necessità di una progressiva digitalizzazione delle procedure in materia di affidamento degli appalti pubblici e dei contratti di concessione, così da ridurre gli oneri amministrativi, contenere i tempi e ampliare la platea delle imprese abilitate alla partecipazione alle procedure di appalto (in particolare, micro, piccole e medie imprese).

In terzo luogo, è prevista una riorganizzazione delle stazioni appaltanti, da un lato, attraverso la definizione dei requisiti di capacità economico-finanziaria e tecnico-professionale, attinenti e proporzionati all’oggetto dell’appalto, che gli operatori economici devono possedere per partecipare alle procedure di gara; dall’altro lato, attraverso il rafforzamento del controllo dei flussi finanziari dei pagamenti, disponendo l’obbligo per le imprese aggiudicatarie di appalti pubblici di ricorrere a conti dedicati e l’obbligo per le stazioni appaltanti di pubblicare nel proprio sito internet il resoconto finanziario al termine dell’esecuzione del contratto.

Ulteriormente, la riforma introduce misure volte a contenere il ricorso alle variazioni progettuali in corso d’opera: esse devono essere adeguatamente motivate e giustificate unicamente da condizioni impreviste e imprevedibili e, comunque, debitamente autorizzate dal responsabile unico del procedimento. In ogni caso, è riconosciuta la facoltà per l’amministrazione committente di procedere alla risoluzione del contratto quando le variazioni superino determinate soglie rispetto all’importo originario.

Da ultimo, è stabilito l’utilizzo, per l’aggiudicazione degli appalti pubblici e dei contratti di concessione, del criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, seguendo un approccio costo/efficacia, quale il costo del ciclo della vita e includendo il “miglior rapporto qualità/prezzo”, valutato con criteri oggettivi sulla base degli aspetti qualitativi, ambientali o sociali connessi all’oggetto dell’appalto pubblico o del contratto di concessione.

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