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Focus on

23/11/2015
RUOTE OMOLOGATE PER UN MERCATO PIÙ LIBERO E SICURO

Decreto ruote

La valenza, le modalità applicative e gli effetti sul mercato derivanti dal “decreto ruote”, già in vigore dall’inizio dell’anno, illustrati nel corso della tavola rotonda di Autopromotec intitolata “Sistemi ruote, norma, applicazione e tutela della legalità”: eccone l’interessante resoconto  

Francesco Lojola

 

 

Un tema caldo e più che mai d’attualità al centro del dibattito e un panel di relatori di primo piano per una tavola rotonda risultata fra le più seguite nell’ambito dell’intero calendario convegnistico della rassegna Autopromotec. Sotto la lente, le novità introdotte dal decreto n. 20/2013, il cosiddetto “decreto ruote”, che regola l’omologazione nazionale delle ruote in lega e in acciaio e il light tuning. Più precisamente, si tratta del dettato di legge che contiene le “norme in materia di approvazione nazionale di sistemi ruote nonché procedure idonee per la loro installazione quali elementi di sostituzione o di integrazione di parti di veicoli sulle autovetture nuove o in circolazione”. Un riferimento normativo a lungo atteso, da un lato per disporre di uno standard di qualità minimo a garanzia della sicurezza dei veicoli e della circolazione stradale, dall’altro per svincolare il montaggio di ruote speciali (diverse dalle originali, come pure da quelle sostitutive del costruttore del veicolo, per esempio di differente larghezza o diametro) dal nulla osta della Casa automobilistica. “In precedenza nel nostro paese – ha sottolineato l’ad di Autopromotec Renzo Servadei nell’aprire il dibattito – vigeva una sorta di anarchia. Oggi il mondo dei cerchi aftermarket può giovarsi di regole ben precise: una chiarezza utile agli imprenditori che devono poter operare senza timore che qualcuno si avvantaggi con comportamenti scorretti”.

 

Solo ruote marchiate Nad o Unece 124

“Il decreto 20/2013 – gli ha fatto eco Corrado Bergagna, presidente di Assoruote, l'associazione italiana dei produttori di ruote in lega e in acciaio – rappresenta un primo importante passo nella direzione che da tempo si auspicava”. Il “decreto ruote”, che riguarda i veicoli M1 (auto) e M1G (fuoristrada) e si applica alle ruote speciali nonché a quelle sostitutive identiche, repliche e repliche parziali non già omologate in base al regolamento Unece 124, è in vigore dal 1° gennaio di quest’anno. Però, per consentire ai costruttori di smaltire le scorte, anche in considerazione della contrazione del mercato a seguito della congiuntura e in ragione delle tempistiche necessarie per completare le procedure di omologazione, il Ministero dei Trasporti e delle Infrastrutture ha accordato una deroga. Così, fino al 30 settembre chi già abbia avviato l’iter di omologazione per i propri prodotti e sia iscritto in un apposito elenco, può commercializzare i cerchi in stock. “All’indomani della scadenza – ha spiegato Bergagna – tutte le ruote vendute in Italia dovranno possedere l’omologazione nazionale Nad oppure essere omologate in base al regolamento Unece 124”. Finché non sarà emanata una norma europea sovranazionale, il decreto 20/2013 è destinato a rappresentare il riferimento. Di fatto, “per le ruote speciali – ha affermato Maurizio Vitelli, direttore generale della Motorizzazione - tuttora non esiste un regolamento comunitario. E con questo decreto l’Italia ha colmato una lacuna evidente”. In primis con l’effetto di tutelare molto di più gli acquirenti finali, dal momento che le nuove regole rendono assai più difficile la vendita fraudolenta e la contraffazione.

 

Dichiarazione d’installazione e di conformità

La norma prescrive che il rivenditore specializzato che monta le ruote sul veicolo consegni al cliente una dichiarazione con cui attesta l’installazione a regola d’arte e il certificato di conformità dei cerchi, ottenuto dal costruttore. Tutto ciò, naturalmente, dopo aver scelto fra le diverse combinazioni tra cerchi e pneumatici idonee per lo specifico veicolo. “Se il sistema ruote prescelto – ha sottolineato Salvatore Napolitano, responsabile del Dipartimento dei trasporti terrestri – prevede misure di pneumatici già riportate nella carta di circolazione, è richiesto unicamente di tenere a bordo la dichiarazione dell’installatore e il certificato di conformità”. Un obbligo che va rispettato: l’assenza dei documenti comporta infatti una sanzione amministrativa, in base ai commi 7 e 8 dell’articolo 180 del Codice della Strada. “Se invece si montano ruote con misure di pneumatici diverse da quelle indicate a libretto, è necessario aggiornare la carta di circolazione presentando domanda presso la Motorizzazione (nella stessa provincia dove ha sede l’officina dell’installatore) e superando le verifiche della visita e prova”. Alla domanda (per la quale le imposte assommano a una quarantina di euro) vanno allegati la dichiarazione di installazione e il certificato di conformità. Se l’esito del collaudo è positivo, viene rilasciata un’etichetta da apporre sulla carta di circolazione che specifica gli pneumatici in alternativa e l’omologazione del sistema ruota. Cosa rischia chi venga colto in difetto dalle Forze dell’Ordine? Gli articoli 77 e 78 del Cds, riferiti l’uno ai controlli di conformità al tipo omologato e l’altro alle modifiche costruttive dei veicoli, prevedono pesanti sanzioni.

 

Dalla multa al sequestro del veicolo

Si va dall’ammenda per chi importa, produce e commercializza il componente fuori norma, al suo sequestro e confisca, anche se installato sul veicolo. E se la violazione riguarda il mancato aggiornamento della carta di circolazione, è previsto il ritiro della medesima. “Finora – ha aggiunto Napolitano – abbiamo rilasciato circa 200 omologazioni nazionali Nad per ruote speciali. A chi ci chiede perché non vengano accettate le omologazioni tedesche, rispondiamo in primo luogo che in Germania la struttura normativa poggia su basi del tutto differenti; e poi, che il loro regolamento tecnico si sovrappone solo in parte al nostro, che prevede ulteriori prove a garanzia della sicurezza”. Al momento le omologazioni di altri Paesi non sono riconosciute, ma la normativa italiana lascia aperta la porta a una possibile approvazione, sebbene con valutazioni ad hoc da verificare. Quanto poi alle certificazioni accettate oltre confine (per esempio quelle dell’ente certificatore  indipendente Tüv) restano comunque irricevibili perché non emanate da un organismo ministeriale. Il vicepresidente commissione tecnica dell’Euwa, Giorgio Muffatto associazione europea dei produttori di ruote, la cui commissione tecnica opera per uniformare gli standard di produzione ha dichiarato: “notiamo che rispetto al regolamento Unece la norma italiana introduce prove che non riteniamo indispensabili ai fini della sicurezza come pure l’obbligo biennale di ripetere la certificazione delle fabbriche. Molti dei nostri associati hanno quindi deciso di non coprire il mercato italiano, per il quale dovrebbero sostenere ulteriori costi. Anche per questa ragione puntiamo ad accelerare l’emanazione di una norma comunitaria sovranazionale”. Nel frattempo, il decreto 20/2013 potrebbe subire un aggiornamento. Tra le questioni aperte, la prima riguarda le ruote di vetture fuori produzione, i cui numeri di vendita non giustificherebbero i costi di un’omologazione; e poi, tra le altre, la possibilità di riconoscere come omologate per tutti i veicoli di una medesima serie le ruote speciali con misure diverse da quelle a libretto già ammesse per un data versione del modello. “Ci riserviamo di valutare – ha concluso Napolitano – le eventuali proposte che ci giungano in merito”.

 

 

OBIETTIVO LIGHT TUNING

Alla moltitudine di fan del tuning il “decreto ruote” apre senz’altro nuove prospettive. “Ci attendiamo – ha detto Corrado Bergagna, presidente di Assoruote – grandi cambiamenti sul mercato, una volta che la norma sarà stata pienamente metabolizzata. Se oggi i costruttori sono concentrati soprattutto sul processo di omologazione, presto ci sarà modo perché alzino il volume della campagna di informazione e comunicazione”. Un impegno sia nei confronti degli operatori di settore sia verso il grande pubblico, già fatto proprio da Assoruote, che ha appena pubblicato un leaflet dal titolo “Normativa sui sistemi ruote: omologazione cerchi e light tuning”, nel quale fornisce le risposte ai quesiti più frequenti, indicando agli appassionati come procedere. Sul sito assoruote.it, dal quale è possibile scaricare il leaflet, è disponibile anche l’elenco delle aziende che hanno ottenuto la deroga per commercializzare le ruote in stock: alla lista che già comprendeva Alcar Italia, Ambrosetti Ruote, Arcasting, Fondmetal, Mak, Oz e Uniwheels, si sono aggiunte Acacia, Eta Beta, Momo e Mw Aftermarket.

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