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Focus on

23/11/2015
LE SFIDE DECISIVE VERSO IL 2016

Autotrasporto

Nel documento programmatico del Governo le priorità nel campo delle sicurezza, delle infrastrutture e dell’efficienza. Dubbi e richieste delle associazioni di rappresentanza

Paolo Castiglia

Momento decisivo. Sì, si può dire così, per l’autotrasporto, visto che è stato pubblicato sul sito web del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti “L’Atto di indirizzo concernente l'individuazione delle priorità politiche da realizzarsi nel 2016”. Il documento individua le priorità politiche che dovranno essere perseguite con la direttiva ministeriale per l'attività amministrativa e la gestione per il 2016 e vuole individuare delle priorità nel campo delle sicurezza, dello sviluppo delle infrastrutture, per incrementare l’efficienza del sistema dei trasporti e per ammodernare la stessa struttura del Ministero che ricordiamo è il terzo ministero per grandezza ed importanza politico-finanziaria d’Italia.

Il decreto si concentra molto sulle infrastrutture viarie e sulla logistica portuale nonché sulla loro pratica pianificazione con un approccio di tipo quasi “immobiliare”, cioè fatto di progetti e cantieri, che sono certamente importanti, ma che, secondo le reazioni di gran parte del mondo dell’autotrasporto, non incidono sulla struttura e sull’organizzazione del mercato dell’autotrasporto merci. 

Secondo alcuni era, infatti, preferibile un approccio maggiormente legato a imprenditoria e economia e meno “ingegneristico”. La maggior parte degli interventi pubblici riformatori si concentra sulla riqualificazione: vale a dire una governance per la logistica nazionale, l’intermodalità, la continuità territoriale, gli Its nonché le connessioni di “ultimo miglio”. Secondo gli autotrasportatori però, il tutto senza specificare nel merito quale tipo di impresa di autotrasporto merci italiana si vuole contribuire a realizzare. Ad esempio, come già richiesto in occasione dell'ultima crisi del settore in Sicilia, secondo le associazioni dell’autotrasporto occorre reintrodurre l'Ecobonus, che era stato bloccato dall'Ue tra il 2007 e il 2010.

Per regolare il trasporto stradale e l’intermodalità, il documento del Governo sembra voler favorire le aggregazioni tra le cooperative ed i consorzi, concentrando in particolare su queste forme associate i contributi, e questo ha provocato reazioni tra gli artigiani, che si sentono lasciati da parte. In altre parole l’intenzione politica sembra essere quella di voler modificare l’assetto strutturale dell’economia italiana composta da migliaia di imprese produttive e di servizi artigiane, che sono diffuse sul territorio ed utilizzano a loro volta - quasi in via esclusiva e dedicata - un autotrasportatore monoveicolare, esso pure artigiano.

Inoltre, il Ministro vuole dare applicazione piena delle procedure per l’accesso alla professione e al mercato, ma dal mondo dell’autotrasporto ci si chiede se l’intenzione è quella di escludere l’accesso al mercato tramite la “cessione d’azienda” o la “cessione dell’intero parco veicolare”. “Così facendo, però si sottrae un indennizzo all’autotrasportatore che intende cessare l’attività ed uscire dal mercato – spiega direttamente il presidente di Confartigianato Trasporti Amedeo Genedani – ma noi non accetteremmo questa impostazione che sottrae un riconoscimento al termine dell’attività lavorativa. L’ipotesi potrebbe diventare di nostro interesse se ad esempio venisse riconosciuta una indennità per aver svolto un lavoro usurante”.

Il presidente di Confartigianato Trasporti spiega poi che la sua “è un’organizzazione a cui non ci interessa il politichese: i nostri associati sono stati disponibili a sacrifici e ai tagli degli ultimi anni vista la difficile congiuntura che sta attraversando il nostro Paese perché sono imprenditori con grande senso di responsabilità, ma lo saranno solamente a fronte di riforme concrete, certe ed immediatamente operative”.

Spiega anche che, insieme alle altre organizzazioni di categoria, “vogliamo alcune fondamentali certezze capaci di fornire un reddito dignitoso alle nostre imprese, che poi è la condizione indispensabile per effettuare gli investimenti: sicuramente il rispetto dei tempi di pagamento a trenta giorni data fattura con la contemporanea indeducibilità della stessa e, così come avviene in Francia, l’applicazione delle tariffe di trasporto di riferimento”. Occorre, infine, conclude Genedani, “pianificare per tempo il futuro dell’autotrasporto e non vivere sempre nelle emergenze, solo così si può ridare dignità alle imprese che rappresentiamo e realizzare un sistema integrato ed efficiente del trasporto di merci nazionale”.

 

 

Si rafforza la collaborazione tra Ministero delle infrastrutture e Guardia di Finanza

Attivazione di controlli congiunti presso i cantieri di realizzazione delle infrastrutture, ai fini delle attività di vigilanza, sorveglianza, monitoraggio, accertamento, ispezione e controllo. Si rafforza e si organizza quindi, in modo strutturato, il rapporto di collaborazione tra il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e la Guardia di Finanza.

Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Graziano Delrio ed il Comandante Generale della Guardia di Finanza, Saverio Capolupo, hanno infatti firmato un protocollo d’intesa che avvia una stretta cooperazione tra la prossima “Struttura tecnica di missione per l’indirizzo strategico, lo sviluppo delle infrastrutture e l’Alta sorveglianza” del Mit ed il Corpo della Guardia di Finanza, in particolare con il Nucleo Speciale Anticorruzione, di recente costituzione.

“Stiamo lavorando in pieno accordo con l’Autorità Nazionale Anticorruzione e con la Guardia di Finanza – afferma il Ministro Delrio – sono orgoglioso di questa collaborazione, che risponde all’ambizione di aiutare il nostro Paese a ritrovare una linearità nelle infrastrutture e nelle opere pubbliche, che più volte ha dimostrato di aver smarrito”.  Capolupo ha ringraziato il Ministro “per la possibilità di contribuire nel garantire la legalità al nostro Paese”. “Il nostro lavoro -  ha continuato -  è diretto a tutelare il sistema economico”.

Il protocollo mette in atto quanto previsto da diversi provvedimenti, tra cui  il decreto ministeriale del 9 giugno scorso secondo il quale “per i compiti di Alta sorveglianza la Struttura tecnica di Missione può stipulare appositi accordi con l’Autorità nazionale anticorruzione.

Per gli stessi compiti o per specifiche attività di verifica o controllo, può essere stipulato, altresì, uno specifico protocollo di intesa con il Comando generale della Guardia di Finanza, prevedendo l’assegnazione di personale appartenente al Corpo in posizione di comando, distacco o analoghe posizione previste dal rispettivo ordinamento”.

 

 

A Macerata corso universitario sui trasporti

L'Università di Macerata ha avviato, in collaborazione con Fondazione Colocci e Unasca, un corso universitario in Consulente dei Trasporti, nell'ambito del corso di laurea triennale in Scienze Giuridiche Applicate, che ha sede a Jesi. L'obiettivo è quello di creare un polo di riferimento sia per i giovani che intendono intraprendere una carriera in questo settore, sia per chi già opera nello stesso e vuole approfondire e acquisire titoli. Questo corso, strategico, “risponde alla domanda delle associazioni professionali di una formazione mirata in un mondo sempre più complesso e interessato da cambiamenti veloci”, spiega il rettore Luigi Lacchè

Il nuovo corso di studi ha un percorso sia giuridico, sia economico ed è integrato da conoscenze specialistiche riguardanti il settore dei trasporti, della circolazione stradale, della sicurezza stradale, della navigazione in senso ampio, dell'assicurazione e del diritto doganale.

Si può frequentare anche tramite una piattaforma telematica di e-learning, che permette di studiare da domicilio senza obblighi di frequenza. L’Unasca, che associa le scuole guida, offre borse di studio e supporto scientifico, anche l'organizzazione di convegni e approfondimenti tecnici. 

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