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Normative: News Legali

27/04/2015
NEWS - Diritto all'oblio, deindicizzazione e le linee guida dell'Advisory Council di Google

A cura dell'Avv. Tommaso Bagnulo

A seguito della nota sentenza della Corte di Giustizia Europea nel caso C-131/12, Google Spain and inc Vs Agencia Española de Protection de Datos (AEPD) and Mario Costeja González, Google ha costituito una commissione di esperti per elaborare le linee guida operative e procedurali in materia di diritto all’oblio, nelle procedure di richiesta di cancellazione degli utenti. Difatti, in occasione del caso citato, la Corte di Giustizia più che riconoscere un generale diritto all’oblio in capo agli utenti, ha disposto in capo a Google l’obbligo di rimuovere i link (si badi, non le informazioni in essi contenute) dall’elenco dei risultati, qualora appaiano “inadeguati, irrilevanti, o non più rilevanti, ovvero eccessivi” per i soggetti interessati. Si parla del cosiddetto delisting, o altrimenti detto deindicizzazione. La Corte ha, invero, riconosciuto in capo a tutti i gestori di motori di ricerca il ruolo di responsabile del trattamento dei dati personali, “nel momento in cui essi estraggono, organizzano tali dati nell’ambito dei loro programmi di indicizzazione, prima di conservarli nei loro server ed eventualmente di comunicarli e di metterli a disposizione dei propri utenti sotto forma di elenchi di risultati”.

Innanzi a tale obbligo, Google si è allora posto il problema di capire come proteggere, a livello operativo, il diritto alla riservatezza nella digital era, dando una risposta effettiva ed efficace alle richieste di cancellazione provenienti dai soggetti interessati. Nell’ottica, pertanto, di garantire un equo contemperamento tra il diritto individuale alla riservatezza e l’interesse pubblico all’informazione, un gruppo di otto esperti in materia, volontari e indipendenti, ha redatto un rapporto finale intitolato Advisory Council to Google on the Right to be Forgotten, nel quale sono stati individuati quattro criteri da considerare nella valutazione delle richieste di deindicizzazione. Tali criteri, che secondo il gruppo di esperti non devono essere considerati determinanti ex se, gerarchizzati, né definitivi, sono:

i.  il ruolo dell’utente nella vita pubblica: il diritto alla riservatezza è inversamente proporzionale alla rilevanza pubblica del soggetto;

ii. la natura e il tipo dell’informazione, distinguendo tra le informazioni che attengono a una sfera prettamente personale, da quelle che attengono alla pubblica informazione;

iii. la fonte dell’informazione, criterio che richiama all’uso giornalistico delle notizie; ed infine

iv. il tempo trascorso dalla pubblicazione dell’informazione; criterio, quest’ultimo, che ha un peso importante tanto nell’ipotesi in cui il ruolo della persona interessata nella vita pubblica sia limitato o cambiato (si pensi, ad esempio, al caso deciso dalla Corte di Cassazione con sent. n. 16111/13), quanto nell’ipotesi in cui il ruolo pubblico sia rimasto immutato.

Da ultimo, ma non per minore importanza, la commissione di esperti si è posta il problema dell’ambito geografico di applicazione della delisting; problema di non poco conto se si considera il carattere globale di Google e la sua stessa capillarità. Pertanto, qualora la richiesta dell’utente interessato venga accolta positivamente, la maggioranza dei membri della commissione sostiene che la cancellazione dei link debba riguardare solo i domini europei. Da tale conclusione si discosta, tuttavia, il membro Sabine Leutheusser-Schnarrenberger, la quale, infatti, ritiene che la richiesta di deindicizzazione non debba essere limitata ai domini europei, ma debba ricomprendere la globalità degli stessi, al fine di garantire una protezione completa ed efficace dei diritti individuali, in quanto, ricorda: “The internet is global, the protection of the user’s rights must also be global”.

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