Condividi su

Normative: Fisco

27/04/2015
FISCO - Fatturazione elettronica

A cura di Alberto Piombo Dott. Commercialista

La fatturazione elettronica verso le PPAA nasce dall’esigenza di conoscere il debito della Pubblica Amministrazione. Per ora parliamo di fattura elettronica sulle operazioni effettuate nei confronti della Pubblica Amministrazione, anche se, prima o poi, tale sistema interverrà anche per gli altri soggetti.

Con la Circolare n.1 del 31 marzo 2014 il Dipartimento Finanze e Funzione Pubblica ha fornito le prime istruzioni sul corretto adempimento dell’obbligo di fatturazione elettronica con riferimento alla cessione dei beni e alla prestazione dei servizi effettuate dalle imprese nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni (per individuare le PPAA cfr link paragrafo split payment).

Cos’è la fatturazione elettronica?

-   è un file XLM (eXtensible Markup Language);

-   firmato digitalmente;

-   che contiene il codice identificativo univoco dell’ufficio destinatario riportato nell’Indice delle PPAA;

-   che contiene il codice CIG (codice identificativo di gara), tranne i casi di esclusione dall’obbligo di tracciabilità di cui alla Legge n. 136 del 13 agosto 2010;

-   che contiene il CUP (codice unico di progetto), in caso di fatture relative a opere pubbliche.

L’obbligo decorre dal 6 giugno 2015 per le fatture emesse nei confronti dei Ministeri, delle Agenzie fiscali e degli Enti Nazionali di Previdenza.

Per le altre Pubbliche Amministrazioni l’obbligo decorre dal 31 marzo 2015.

Ciascuna Amministrazione deve comunicare a tutti i fornitori i propri codici degli uffici deputati a ricevere le fatture.

In mancanza della fattura elettronica, le Pubbliche Amministrazioni non possono procedere ad alcun pagamento, nemmeno parziale.

Per maggiori dettagli, l’Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione un link:

http://www.fatturapa.gov.it/export/fatturazione/it/index.htm

Infine è opportuno concludere l’argomento sulla fatturazione elettronica attraverso le modifiche normative di alcuni articoli, le quali impongono che la conservazione di tali documenti debba avvenire in formato elettronico; in sintesi:

1) l’art. 21, comma 3 DPR 633/72 dispone che il soggetto che emette la fattura debba

a)     assicurare l’autenticità dell’origine;

b)     l’integrità del contenuto;

c) la leggibilità della fattura dal momento dell’emissione sino al termine del periodo di conservazione.

L’autenticità e l’integrità possono essere garantite mediante:

•  sistemi di controllo di gestione che assicurino un collegamento affidabile tra la fattura e la sottostante operazione;

•  apposizione della firma elettronica qualificata o digitale dell’emittente;

•  sistema di trasmissione elettronica dei dati (EDI - Electronic Data Interchange) o altre tecnologie idonee.

 

2) La leggibilità della fattura dal momento dell’emissione sino al termine del periodo di conservazione è invece rinvenibile nella modifica dell’art. 39, comma 3 del D.P.R. 633/72, laddove stabilisce che le fatture elettroniche sono conservate in modalità elettronica (in conformità alle disposizioni del DM 23.01.2014).

La CM 18/E del 2014 ha poi chiarito che è l’emittente il soggetto obbligato alla conservazione elettronica della fattura.

Il luogo di conservazione elettronica delle stesse, nonché dei registri  e  degli   altri documenti previsti dal presente decreto e da altre disposizioni, può  essere situato in un altro Stato, a  condizione  che  con  lo  stesso esista  uno  strumento  giuridico   che   disciplini   la   reciproca assistenza.

Il soggetto passivo stabilito nel territorio dello Stato assicura, per finalità di controllo, l’accesso automatizzato all’archivio e che tutti i documenti e i dati in esso contenuti, compresi quelli che garantiscono l’autenticità e l’integrità delle fatture di  cui  all’articolo  21, comma 3, siano stampabili  e trasferibili su altro supporto informatico.

Torna alle normative