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Normative: Fisco

29/12/2014
FISCO - Novità in arrivo per la trasmissione della dichiarazione d'intento

Fino al 31 dicembre 2014 il fornitore o prestatore dell’esportatore abituale deve inviare telematicamente i dati della dichiarazione di intento ricevuta dall’esportatore prima dell’emissione della fattura non imponibile ai sensi dell’art. 8 comma 1 lett. c) del DPR 633.72.

Sotto il profilo sanzionatorio il mancato invio telematico dei dati contenuti nella dichiarazione di intento ricevuta dall’esportatore abituale è considerata dall’Agenzia delle Entrate una violazione sostanziale del fornitore, con una sanzione dal 100% al 200% dell’imposta non applicata.

A tale mancanza è possibile ravvedersi entro un anno dall’omissione o dall’errore presentando la dichiarazione omessa e pagando una sanzione ridotta pari ad un ottavo del minimo (quindi 1/8 del 100% dell’imposta non applicata).

Tale norma che obbliga il fornitore a inviare telematicamente i dati contenuti nella dichiarazione di intento era stata dettata dalle esigenze di contrastare l’evasione dell’IVA, attraverso l’emissione da parte dei clienti di dichiarazioni di intento false.

Con l’invio telematico invece l’Erario ha la situazione monitorata. Ciò nonostante il mancato invio o l’invio tardivo era oggetto di violazione sostanziale con le sanzioni sopra descritte, anziché di una violazione di carattere formale.

A più riprese la Giurisprudenza di merito ha spostato l’aspetto sanzionatorio dal piano sostanziale a quello formale.

 

Novità dal 1° gennaio 2015

Con l’approvazione del D.lgs. sulle Semplificazioni è stata riscritta la procedura attraverso cui l’esportatore abituale può beneficiare dell’acquisto di beni e servizi in regime di non imponibilità IVA.

Dal 1° gennaio 2015 viene meno l’obbligo da parte del fornitore dell’esportatore abituale di comunicare alla Agenzia delle Entrate i dati delle dichiarazioni di intento ricevute.

L’onere della comunicazione viene trasferito in capo all’esportatore abituale, a partire dalle lettere di intento che esplicano efficacia dal 2015 (quindi anche quelle datate dicembre 2014, ma con validità dal 1° gennaio 2015, ossia alle operazioni poste in essere da quest’ultima data).

Il fornitore quindi non avrà più l’onere di trasmettere le dichiarazioni di intento (adempimento come detto trasferito al cliente esportatore abituale), ma dovrà tuttavia accertarsi che l’esportatore abbia inviato telematicamente la dichiarazione di intento all’Agenzia delle Entrate.

 

Pertanto prima di emettere fattura non imponibile (ai sensi del citato art.8) dovrà ottenere dal cliente:

-           la dichiarazione d’intento;

-           la prova dell’avvenuta comunicazione all’Agenzia delle Entrate.

 

Qualora invece il fornitore emetta la fattura senza aver ricevuto la dichiarazione di intento e la prova dell’avvenuta comunicazione telematica, sarà sanzionato in misura dal 100% al 200% dell’imposta non applicata.

Ecco quindi che la novità normativa non sanzionerà più il semplice mancato invio della dichiarazione di intento, ma andrà a sanzionare la fatturazione non imponibile in mancanza dei presupposti oggettivi (mancata dichiarazione di intento e/o mancato invio da parte del cliente che ha i requisiti per la non imponibilità).

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