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Normative: Fisco

10/09/2014
FISCO - Bonus per investimenti in nuovi macchinari e impianti

A cura del Dott. Commercialista Alberto Piombo

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del D.L. 91/2014 (decreto competitività) viene previsto un credito di imposta IRPEF/IRES del 15% a favore delle imprese che acquistano beni strumentali nuovi appartenenti alla divisione 28 della Tabella Ateco 2007, destinati a strutture produttive ubicate in Italia (la divisione 28 è il medesimo ambito oggettivo della Tremonti ter).

Il bonus riguarda gli investimenti di importo superiore a Euro 10.000 per singolo bene, effettuati nel periodo compreso dal 25/06/2014 (data di entrata in vigore del decreto legge) al 30/06/2015.

http://www3.istat.it/strumenti/definizioni/ateco/ateco.html?versione=2007.3&codice=C-28 

Il credito di imposta spetta nella misura del 15% delle spese sostenute in eccedenza rispetto alla media degli investimenti realizzati nei 5 periodi di imposta precedenti, con la facoltà di escludere dal calcolo della media il periodo in cui l’investimento è stato maggiore (il calcolo con la media ricalca quanto abbiamo visto con la Tremonti bis).

Il bonus va ripartito in tre quote annuali di pari importo, ed è utilizzabile mediante compensazione in F24.

La prima quota annuale è tuttavia utilizzabile dal 1° gennaio del secondo anno successivo all’investimento, pertanto per gli investimenti fatti nel 2014 dal 1° gennaio 2016 e per quelli del 2015 dal 1° gennaio 2017.

 

Ambito soggettivo

Le imprese soggette a IRPEF o IRES.

 

Ambito oggettivo e modalità

l bonus riguarda gli investimenti in beni appartenenti alla categoria 28 di ATECO 2007.

Tuttavia, tale agevolazione non si applica agli investimenti:

- in beni mobili, compresi nella divisione 28 della tabella ATECO, d’importo unitario inferiore a 10.000 euro;

- in beni mobili naturalmente non compresi nella divisione 28 della tabella ATECO e beni immobili.

 

Il beneficio spetta a condizione che i nuovi investimenti siano incrementativi rispetto alla media delle spese, per macchinari e attrezzature, sostenute nel quinquennio precedente, ossia che tali spese siano «in eccedenza rispetto alla media degli investimenti realizzati nei cinque periodi d’imposta precedenti».

A tal riguardo, infatti, per determinare la “base di calcolo” su cui applicare il beneficio del credito d’imposta del 15%, si deve assumere come valore la differenza tra l’importo degli investimenti sostenuti nell’anno di vigenza dell’agevolazione (2014-2015) e l’ammontare della media degli investimenti, relativi alla medesima categoria di beni strumentali, sostenuti negli ultimi 5 periodi d’imposta.

In merito, viene, altresì, attribuita la facoltà di escludere dalla suddetta “base di calcolo” il periodo d’imposta in cui l’impresa ha sostenuto maggiori investimenti per tale tipologia di beni, rispetto agli altri periodi d’imposta.

Invece, per le imprese che hanno iniziato l’attività da meno di cinque anni l’agevolazione opera comunque, ma la media aritmetica che rileva ai fini dell’applicazione del credito d’imposta è quella risultante dagli investimenti realizzati in tutti i periodi d’imposta precedenti al 2014 e 2015, con la possibilità, anche in questo caso, di escludere l’anno con il valore più alto.

Possono, altresì, fruire dell’agevolazione anche i soggetti che iniziano l’attività d’impresa nel periodo che va dal 25 giugno 2014 al 30 giugno 2015. In tal caso, l’agevolazione è riconosciuta, anche in assenza di un periodo d’imposta su cui fare il confronto, per il valore complessivo degli investimenti sostenuti nel medesimo anno.

 

Con riferimento alle modalità di fruizione del beneficio, il co. 4 dell’art. 18 del DL 91/2014 stabilisce che il credito d’imposta:

• è ripartito in tre quote annuali di pari importo.


In merito, viene chiarito che tale credito deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi del periodo d’imposta nel quale viene attribuito e, conseguentemente, nelle due dichiarazioni successive.

Viene, altresì, previsto che la prima quota annuale del beneficio è utilizzabile dal 1° gennaio del secondo periodo d’imposta successivo a quello in cui è stato effettuato l’investimento. In pratica, in caso di investimenti effettuati nel 2014, la prima quota potrebbe essere utilizzata dal 1° gennaio 2016;

• può essere utilizzato solo in compensazione (ai sensi dell’art. 17 del D.lgs 241/1997);

• non concorre alla formazione del reddito dell’impresa, né alla base imponibile ai fini IRAP.

Inoltre, il credito d’imposta può essere revocato, con l’obbligo di “restituzione” (in tale ipotesi, il credito indebitamente utilizzato deve essere versato entro il termine per il versamento a saldo dell’imposta sui redditi dovuta per l’anno in cui si sono verificate le ipotesi di revoca), se:

- l’imprenditore cede a terzi o destina i beni, oggetto dell’agevolazione, a finalità diverse dall’esercizio dell’attività d’impresa prima del secondo anno successivo all’acquisto;

- utilizza o trasferisce i beni agevolati in strutture produttive, anche della stessa impresa, ubicate al di fuori dello stato. A tal riguardo, viene previsto che i beni non possono essere trasferiti fino al 31 dicembre del quarto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione dei redditi contenente, per la prima volta, l’indicazione del suddetto credito d’imposta.

 

Vediamo un esempio per valutarne i benefici:

Investimenti in Beni della categoria 28

2009

2010

2011

2012

2013

Macchinario A

0

25.000

0

0

0

Macchinario B

30.000

0

0

0

0

Attrezzature utensili

12.000

0

1.500

0

0

Totale

42.000

25.000

1.500

0

0

 

 

Escludendo il periodo 2009, la media degli investimenti è la seguente:

 (25.000 + 1.500) / 4 (periodi) = Euro 6.625

 

Se nel periodo di imposta 2014 (dopo il 25 giugno) un’impresa acquista un macchinario agevolabile per un importo (escluso IVA) di Euro 26.625, avrà un credito di imposta di euro 3.000, pari al 15% della differenza tra l’importo della spesa (Euro 26.625) e la media degli investimenti nel quinquennio precedente (Euro 6.625). Tuttavia il suddetto credito di imposta dovrà essere utilizzato in tre quote annuali di pari importo, mediante compensazione in F24 a partire dal 1° gennaio 2016 (nell’esempio formulato, la compensazione ammonta a 1.000 euro all’anno, per tre anni).

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