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Normative: Privacy

03/07/2014
PRIVACY - Obbligo di fedeltà del lavoratore (art. 2105 del Codice civile) e Privacy

A cura del Dott. Juri Torreggiani Consulente privacy

Con il presente approfondimento si ritiene utile esaminare quali siano gli obblighi fondamentali che gravano in capo a tutti i lavoratori dal momento dell’assunzione, in tema di dati/informazioni/notizie aziendali, riservatezza e più in generale “Legge Privacy”.

Per inquadrare la tematica, ci si deve anzitutto rifare a quanto espressamente previsto dall’art. 2105 del Codice Civile, il quale recita: “il prestatore di lavoro non deve trattare affari, per conto proprio o di terzi, in concorrenza con l’imprenditore, né divulgare notizie attinenti all’organizzazione e ai metodi di produzione dell’impresa, o farne uso in modo da poter recare ad essa pregiudizio”.

 

Obbligo di fedeltà

In base a quanto sopra, oltre all’obbligazione principale di eseguire la prestazione lavorativa con diligenza, sottostando, entro i limiti sanciti dalla legge e dai contratti collettivi, al potere direttivo del datore di lavoro, al lavoratore compete quindi anche il rispetto degli ulteriori obblighi fondamentali menzionati esplicitamente dal legislatore e riassumibili con l’espressione “obbligo di fedeltà”.

 

Comportamenti censurabili

Oltre all’espresso divieto di trattare affari in concorrenza con l’imprenditore, si devono conseguentemente ritenere assolutamente censurabili comportamenti del lavoratore quali, a titolo esemplificativo e non esaustivo:

• comunicazioni verbali o scritte di fatti interni aziendali a soggetti terzi non legittimati,

• utilizzo improprio della posta elettronica aziendale,

• utilizzo improprio di supporti digitali per la memorizzazione di dati,

• divulgazione di dati in formato elettronico,

• divulgazione di stampe cartacee, tabulati, documenti, contratti, ecc., che comportino, anche solo potenzialmente, la violazione dell’obbligo di fedeltà. 

In proposito, si ricorda poi che ai sensi dell’art. 2106 del Codice Civile, la violazione dell’obbligo di fedeltà, può dar luogo all’applicazione di sanzioni disciplinari, graduate a seconda della gravità dell’infrazione.

 

Ambito del trattamento dei dati: la lettera d’incarico

Ciò detto, è anche fondamentale evidenziare che ai sensi del D. Lgs. 196/2003 (Legge Privacy), ogni singolo lavoratore all’interno dell’azienda, può accedere e gestire (cioè visualizzare, modificare, copiare, ecc.), solo ed esclusivamente le informazioni per le quali è stato espressamente autorizzato per iscritto dall’azienda stessa, tramite apposita “lettera d’incarico”. 

Il lavoratore deve quindi considerare assolutamente vietata anche la semplice visualizzazione di documenti cartacei o elettronici che non siano di sua competenza.

Giova sottolineare che tutto ciò, se da un lato tutela l’azienda, dall’altro evidentemente, ha lo scopo di tutelare l’intera platea dei dipendenti, impedendo, ad esempio, ad un lavoratore impiegato presso l’ufficio tecnico di visualizzare dati/informazioni/notizie presenti presso l’ufficio personale (es. buste paga, certificati medici, provvedimenti disciplinari, ecc.), con evidenti e imprescindibili garanzie per la “Privacy” dei colleghi.

 

Regolamenti interni

In aggiunta a quanto precedentemente esposto, si deve tenere presente che l’azienda, ai sensi di quanto previsto dal D. Lgs. 196/2003 (Legge Privacy), potrà e dovrà adottare anche idonei “Regolamenti interni” per il corretto utilizzo dei documenti cartacei ed elettronici, degli apparati hardware e software, della navigazione internet, della posta elettronica, degli apparecchi telefonici fissi e mobili.

I regolamenti dovranno specificare chiaramente che i documenti, gli apparati e gli strumenti citati sono da considerarsi solo ed esclusivamente di valenza lavorativa, vietandone quindi un qualunque uso personale o non conforme.

È poi importante che i regolamenti illustrino dettagliatamente come verranno svolti gli eventuali controlli, finalizzati a verificare la corretta gestione dei dati/informazioni/notizie in formato sia cartaceo che elettronico.

 

Accordi di riservatezza

In casi particolarmente delicati, l’azienda può infine valutare di stilare appositi “accordi di riservatezza” con il singolo lavoratore.

Tali accordi possono essere redatti sia all’atto dell’assunzione che in un qualunque momento successivo.

Essi hanno la finalità di determinare in modo estremamente dettagliato, inequivocabile e stringente quali siano le corrette procedure operative per accedere e successivamente gestire le informazioni aziendali.

Gli accordi di riservatezza valgono oltre la durata del rapporto di lavoro e vincolano quindi anche il soggetto che si sia dimesso o sia stato licenzia

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