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Normative: News Legali

29/04/2014
NEWS - Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali chiarisce alcune novità del D.L. 145/2013 c.d. "Destinazione Italia"

A cura dell'Avv. Tommaso Bagnulo

Con circolare n. 5 del 4 marzo 2014 il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha fornito delle indicazioni in relazione al D.L. “Destinazione Italia” convertito con modificazioni in Legge n. 9/2014 entrata in vigore il 22 febbraio 2014.

Tre gli argomenti presi in considerazione dal Ministero mediante i chiarimenti forniti in circolare in merito: i) alla maggiorazione delle sanzioni amministrative concernenti l’occupazione di lavoratori “in nero”; ii) alla violazione della disciplina in materia di durata media dell’orario di lavoro e di riposi giornalieri e settimanali; iii) alla maggiorazione delle “somme aggiuntive” da versare ai fini della revoca del provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale di cui all’art. 14 del D.Lgs. 81/2008 (c.d. Testo Unico Lavoro).

In relazione alla maxisanzione in caso di lavoro “nero” con la novella è stato aumentato del 30% l’importo delle sanzioni di cui all’art. 3 del D.L. n. 12/2002, convertito con modificazioni in L. 73/2002. Pertanto, laddove era prevista in caso di impiego di lavoratori subordinati senza preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro da parte del datore di lavoro privato la sanzione amministrativa da euro 1.500,00 a euro 12.000,00 per ciascun lavoratore irregolare, maggiorata di euro 150 per ciascuna giornata di lavoro, nonché una sanzione da euro 1.000,00 ad euro 8.000,00 per ciascun lavoratore irregolare, maggiorata di euro 30,00 per ciascuna giornata di lavoro irregolare nel caso in cui il lavoratore risulti regolarmente occupato per un periodo di lavoro successivo, esse dovranno considerarsi tutte aumentate del 30%.

Il Ministero, a fronte della novella, specifica che: a) in relazione alle violazioni commesse prima dell’entrata in vigore del D.L. 145/2013 (e cioè prima del 24 dicembre 2013) si applicherà la previgente disciplina per quanto concerne gli importi sanzionatori; b) in relazione alle violazioni commesse a far data dall’entrata in vigore del D.L. 145/2013 e sino al giorno antecedente all’entrata in vigore della legge di conversione (e cioè dal 24 dicembre 2013 al 21 febbraio 2014 compreso) si applicheranno le sanzioni amministrative già previste aumentate del 30% sia per la parte fissa che per la parte variabile nonché la procedura di diffida alla regolarizzazione delle inosservanze materialmente sanabili di cui all’art. 13 del D.Lgs. n. 124; c) in relazione alle violazioni commesse a far data dall’entrata in vigore della legge di conversione (e cioè dal 22 febbraio 2014) si applicheranno le sanzioni amministrative previste, aumentate del 30% sia per la parte fissa che per la parte variabile, ma non la procedura di diffida di cui all’art. 13 del D.Lgs. n. 124. Tale disposizione prevede che in caso di ottemperanza alla diffida il datore di lavoro è ammesso al pagamento dell’importo delle sanzioni nella misura pari al minimo previsto dalla legge ovvero nella misura pari a un quarto della sanzione stabilita in misura fissa e il pagamento estingue il procedimento sanzionatorio. Pertanto, dal 22 febbraio 2014 non si adotterà tale procedimento di diffida evidentemente per non penalizzare eccessivamente i vecchi trasgressori rispetto ai nuovi, stante peraltro il principio di irretroattività della legge in materia di illeciti amministrativi.

In relazione al regime sanzionatorio per violazione delle disposizioni in materia di tempi di lavoro, chiarisce il Ministero che il legislatore ha stabilito una duplicazione degli importi sanzionatori legati alla violazione delle disposizioni in materia di orario medio settimanale, riposi giornalieri e settimanali.

Infine, in relazione alla revoca del provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale, il Ministero chiarisce che il legislatore è intervenuto stabilendo che le “somme aggiuntive” da versare ai fini della revoca di detto provvedimento sono aumentate del 30%, prevedendo che tali aumenti trovano applicazione in relazione alle richieste di revoca del provvedimento effettuate dal 24 dicembre 2013 anche se riferite a condotte poste in essere prima di tale data.

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