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Normative: Fisco

29/04/2014
FISCO - La TASI fra detrazioni, ripensamenti e aumento per le imprese

A cura del Dott. Commercialista Alberto Piombo

Il 6 marzo è stato pubblicato il D.L. 16/2014 recante “Disposizioni urgenti in materia di finanza locale, approvato il 28 febbraio dal Consiglio dei ministri. Il provvedimento ha recepito alcune norme contenute nel precedente D.L. 151/2013 – in seguito alla mancata conversione decisa dal nuovo esecutivo – nel quale erano a loro volta confluite alcune misure contenute nel D.L. 126/2013 (decreto “Salva Roma”), decaduto anch’esso in seguito ai rilievi mossi dal Presidente della Repubblica.

 

Le regole della maggiorazione TASI

Nel dettaglio il decreto contiene le regole per la rimodulazione delle aliquote della tassa sui servizi indivisibili (TASI).

 Il provvedimento, modificando l’art. 1 comma 167 della L. 147/2014, prevede che l’aliquota del tributo per il 2014, per ciascuna tipologia di immobili, possa essere aumentata complessivamente fino a un massimo dello 0,8 per mille.

Per l’anno in corso, pertanto, l’aliquota relativa all’abitazione principale potrà essere elevata (a discrezione del comune) dal 2,5 per mille al 3,3 per mille. L’aliquota base del 10,6 per mille relativa agli altri immobili potrà invece essere innalzata fino all’11,4 per mille. L’incremento potrà essere deliberato dai comuni a patto che il gettito aggiuntivo sia destinato a finanziare detrazioni o altre misure relative all’abitazione principale “tali da generare effetti sul carico di imposta TASI equivalenti a quelli determinatisi con riferimento all’Imu relativamente alla stessa tipologia di immobili”. La novità è finalizzata a evitare che abitazioni con rendite modeste restino penalizzate dalla nuova tassazione, in considerazione della mancata riproposizione in ambito TASI delle detrazioni fisse previste dalla disciplina IMU.


La concreta attuazione delle nuove norme sulla TASI significherà, di fatto, l’introduzione di un sistema di detrazioni sulla prima casa decrescente con l’aumentare della rendita e del relativo valore catastale dell’immobile. Una volta superato un determinato valore la detrazione si azzererà del tutto e, in questo caso, l’incremento della TASI rispetto all’IMU sarà certo anche sulla prima casa. La tassa sui servizi indivisibili (TASI) che colpisce tutti gli immobili (prime e seconde case, laboratori, capannoni, etc.) sarà ancora più “pesante”. È questa una della prime decisioni del nuovo Governo a breve distanza (dopo circa due mesi) dall’approvazione della legge di Stabilità del 2014. La situazione è destinata a peggiorare nel 2015 quando sulla prima casa l’aliquota massima risulterà incrementata dal 2,5 per mille al 6 per mille con la possibilità di applicare ancora la maggiorazione dello 0,8 per mille (fino ad arrivare ad un 6,8 per mille). I comuni potranno però decidere discrezionalmente se applicare la maggiorazione dello 0,8 per mille sulla prima casa o sugli altri immobili. Nella seconda ipotesi (come ritengo probabile), l’esclusione dalla tassazione dei 5 milioni di prime case con rendita meno elevata sarà finanziata non solo dalle seconde case, ma anche dai possessori di capannoni industriali o, più in generale, dai possessori degli immobili strumentali utilizzati nelle attività produttive. 

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