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Normative: Fisco

29/04/2014
FISCO - La prova delle cessioni comunitarie di beni

A cura del Dott. Commercialista Alberto Piombo

In via del tutto preliminare si enunciano i requisiti necessari per poter qualificare una cessione di beni quale “cessione intra comunitaria” (e quindi fatturabile in regime di non imponibilità ex art. 41 D.L. 331/1993):

 

1) l’operazione deve avvenire a titolo oneroso;

 

2) l’operazione deve avere a oggetto il trasferimento della proprietà dei beni;

 

3) l’operazione deve concludersi tra soggetti passivi (ossia dotati di partita IVA);

 

4) l’operazione si deve concludere con la movimentazione fisica dei beni dall’Italia ad altro Stato della Comunità.

 

Ciò premesso, con riferimento all’ultimo punto sopra indicato, la prova dell’avvenuta movimentazione fisica ha da sempre dato luogo a numerosi profili di criticità in considerazione del fatto che, con “l’eliminazione” delle dogane (relativamente agli scambi avvenuti all’interno del territorio Comunitario), è venuto parimenti meno il “controllo ufficiale” di tali movimentazioni.

Nel contempo,  nelle disposizioni interne non si rinvengono indicazioni normative circa i mezzi di prova cui l’operatore nazionale può fare affidamento per dimostrare l’effettivo arrivo a destinazione delle merci oggetto della transazione (con conseguente incertezza circa la documentazione da produrre per offrire la prova della suddetta movimentazione); tale criticità si manifesta in tutta la sua pienezza soprattutto nelle operazioni concluse con la clausola “ex works” (ossia franco fabbrica) caratterizzate dal fatto che il compratore ritira i beni direttamente presso i locali del venditore e, contemporaneamente si occupa del trasporto; pertanto il venditore non ha la prova documentale che i beni sono effettivamente usciti dal territorio nazionale.In assenza di disposizioni legislative ad hoc,  si consiglia di conservare accuratamente la seguente documentazione (da esibire in caso di verifica):

 

1) corrispondenza intrattenuta con il cliente comunitario (e-mail, fax, ecc.) avente a oggetto la conclusione dell’ordine e le relative clausole;

 

2) lettera di vettura internazionale (cosiddetto CMR), sottoscritta da tutti i soggetti interessati (cedente nazionale, acquirente comunitario, incaricati del trasporto);

 

3) modello Intrastat;

 

4) copia dell’avvenuto bonifico da parte del cliente comunitario.

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