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Normative: Fisco

04/03/2014
FISCO - Legge di Stabilità 2014 (L. n. 147 del 27/12/2013) - Rivalutazione beni di impresa e partecipazioni

A cura del Dottore Commercialista Alberto Piombo

Viene riproposta la possibilità per le Società ed Enti Commerciali di rivalutare:

a) i beni di impresa (immobilizzazioni immateriali ed immobilizzazioni materiali, quindi anche gli immobili) ad esclusione di quelli alla cui produzione o scambio è diretta l’attività di impresa;

b) le partecipazioni in società controllate o collegate.Tali norme, oltre a creare gettito per l’Erario, consentono ai contribuenti di ridurre una successiva plusvalenza di cessione, e per quanto riguarda i beni ammortizzabili consente altresì di aumentare l’ammortamento.

I beni di impresa e le partecipazioni per essere rivalutate, ad esempio perché si presume di effettuarne una successiva cessione, debbono essere detenuti al 31/12/2012 e naturalmente essere presenti nel bilancio al 31/12/2013, esercizio nel quale si effettua la rivalutazione.

I beni in leasing pertanto dovranno essere stati riscattati entro il 31/12/2012.

Inoltre la rivalutazione deve riguardare tutti i beni appartenenti alla medesima categoria omogenea, anche se sull’individuazione delle categorie omogenee è bene attendere la circolare ministeriale:

1) Beni materiali “ordinari” - per coefficiente di ammortamento ed anno di acquisizione.

2) Immobili - aree edificabili, aree non edificabili, fabbricati strumentali per natura, fabbricati strumentali per destinazione e fabbricati patrimonio.

3) Beni mobili registrati - veicoli, aerei e navi.

4) Beni immateriali - nessuna categoria, pertanto è rivalutabile anche il singolo bene (marchio, brevetto, ecc.).

5) Partecipazione - Medesima Società (quindi singola partecipazione).


Il riconoscimento fiscale della rivalutazione si ha col versamento di un’imposta sostitutiva del 16% per i beni ammortizzabili  e 12% per i beni non ammortizzabili (ad es. appartamenti  terreni e partecipazioni).

L’imposta è da versare entro il 16/06/2014 o in 3 rate annuali senza interessi (16/06/2014-16/06/2015 e 16/06/2016).

La decorrenza degli effetti fiscali, quindi il maggior valore rivalutato, è riconosciuto agli effetti IRES/IRAP dal 2016 per la deducibilità degli ammortamenti, e dal 2017 per la cessione del bene rivalutato.

La percentuale di rivalutazione è molto alta rispetto alle passate edizioni, anch’esse licenziate inizialmente con percentuali elevate, per poi essere state ridotte con decreti ad hoc.

Si segnala infine che la rivalutazione suddetta potrebbe essere fatta valere anche solamente ai fini civilistici (c.d. maquillage di bilancio) senza quindi dover corrispondere alcuna imposta sostitutiva. In bilancio emergono in questo modo maggiori valori nell’attivo ed un medesimo maggior valore nel patrimonio netto, consentendo di presentare un bilancio maggiormente capitalizzato.

Sul punto è bene attendere la circolare ministeriale, in quanto la norma, diversamente dal passato, non prevede espressamente tale possibilità.

 

Altre novità in pillole

Aumento detrazioni Irpef per dipendenti e cocopro

Dal 2014 piccolo aumento nelle buste paga di dipendenti e cocopro per effetto dell’incremento delle detrazioni Irpef per i redditi fino a 55.000€.

Il massimo del beneficio spetta al dipendente con reddito lordo di 15.000€ annui (18,85€ al mese di aumento).


IMU deducibile da reddito d’impresa e lavoro autonomo

L’IMU pagata da imprese e professionisti per immobili strumentali diventa parzialmente deducibile dalle imposte sui redditi (non per l’Irap).

La deduzione dell’IMU dall’Irpef/Ires è pari al 30% di quanto pagato nel 2013 e al 20% dal 2014 in poi.


Agevolazioni Irap per l’incremento della base occupazionale

A decorrere dal 2014, per i soggetti che incrementano il numero dei dipendenti assunti a tempo indeterminato, rispetto a quelli mediamente occupati nel periodo d’imposta precedente, spetta la deduzione dall’IRAP del predetto costo del personale.

La deduzione spetta per il periodo d’imposta in cui è avvenuta l’assunzione e per i due successivi e per un importo annuale non superiore a 15.000€per ciascun dipendente assunto ex novo.

Pertanto il risparmio IRAP annuale per ogni nuovo dipendente assunto a tempo indeterminato potrà essere al massimo pari a (15.000 x 3,9%) = 585,00€ all’anno.

La diminuzione da un anno all’altro del numero dei dipendenti assunto a tempo indeterminato è causa di decadenza dall’agevolazione.


Modifiche alla deducibilità dei contratti di leasing

Per i contratti di leasing stipulati dal 2014 in poi la deducibilità è consentita se il contratto di leasing ha una durata almeno pari a:

- la metà del periodo di ammortamento previsto per i beni mobili;

- 12 anni per gli immobili.

In generale si ha pertanto la possibilità per imprenditori e professionisti di dedurre più rapidamente i canoni di leasing, anche se ovviamente la minor durata dei contratti comporterà rate più elevate.  Nulla vieta di stipulare contratti di durata superiore al minimo fiscale.

Unica eccezione restano le autovetture: indipendentemente dalla durata del contratto, il leasing auto è deducibile in 48 mesi.


Incremento aliquote INPS per gestione separata, artigiani e commercianti

Gestioni INPS artigiani e commercianti

Con riferimento a tali gestioni è previsto un progressivo aumento di 0,45 punti percentuali ogni anno fino a raggiungere il livello del 24% nel 2018.

Di conseguenza, per l’anno 2014, si passa dal 21,75% al 22,20% (quest’ultima aliquota è ulteriormente aumentata di un punto percentuale in caso di redditi eccedenti il limite della prima fascia di retribuzione annua pensionabile e fino al raggiungimento del massimale).

Con riferimento ai soli iscritti alla gestione commercianti, va poi considerato che alla contribuzione dovuta a titolo previdenziale deve essere sommato il contributo aggiuntivo dello 0,09%, ai fini dell’indennizzo per la cessazione definitiva dell’attività commerciale (c.d. “rottamazione dei negozi o delle licenze”).


Gestione separata INPS

Gli incrementi riguardano:

1. sia i soggetti iscritti solo alla gestione separata e non pensionati;

2. sia coloro che siano iscritti ad altra gestione o pensionati.

 

Per i soggetti iscritti esclusivamente alla gestione separata INPS, l’aliquota contributiva relativa al 2014 verrà applicata nelle misure seguenti:

soggetti non titolari di partita Iva non iscritti ad altre gestioni di previdenza obbligatoria né pensionati: 28%;

soggetti titolari di partita Iva non iscritti ad altre gestioni di previdenza obbligatoria né pensionati: 27%.

A detta aliquota occorre aggiungere l’ulteriore contributo assistenziale dello 0,72%, destinato al finanziamento dell’indennità di maternità e paternità, degli assegni per il nucleo familiare, dell’indennità di malattia (con o senza ricovero ospedaliero) e del trattamento economico per congedo parentale.

 

Per quanto riguarda i soggetti iscritti ad altra gestione obbligatoria o pensionati, per effetto della modifica apportata dalla Legge Stabilità 2014 le aliquote risulteranno pari al:

22% per il 2014 (a fronte di un precedente 21%);

23,5% per il 2015 (a fronte di un precedente 22%);

24% per il 2016 (stessa aliquota prima delle modifiche).


Tabella riepilogativa (anni 2013 e 2014 a confronto)

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