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Normative: Fisco

08/07/2011
FISCO - L'Iva per Cassa

A cura del Dottore Commercialista Alberto Piombo

I contribuenti con volume d’affari fino a 200 mila euro possono versare l’Iva dovuta solo dopo il relativo incasso.
Si rammenta che con l’articolo 7 del DL. 185/2008 meglio noto come Decreto anti crisi, è stato introdotto nel nostro ordinamento Iva la possibilità di effettuare il pagamento della stessa al momento dell’effettiva riscossione del corrispettivo e non dal momento di emissione della fattura.
L’intento è quello di evitare l’esposizione finanziaria in capo al cedente/prestatore (venditore) derivante dall’obbligo di versare l’imposta sul valore aggiunto anche senza aver incassato il relativo importo. Questo particolare regime prevede che l’Iva diviene esigibile, quindi è dovuta dal fornitore nonché detraibile per il cliente al momento del pagamento del relativo corrispettivo.
Quindi il prestatore (venditore) è obbligato a versare l’Iva dal momento in cui ha ricevuto il pagamento della fattura, mentre il cliente potrà detrarsi l’Iva dal momento in cui avrà pagato la relativa fattura e non come succede normalmente dal momento della sua registrazione.
L’imposta diviene, comunque, esigibile dopo il decorso di un anno dal momento di effettuazione dell’operazione; quindi indipendentemente dal pagamento, quando è trascorso un anno il venditore dovrà versare la relativa imposta e il cliente potrà detrarsela; salvo il caso in cui il cessionario o il committente (cliente), prima del decorso del termine annuale, sia stato assoggettato a procedure concorsuali o esecutive.
Sull’argomento è intervenuta l’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 20/E del 30 aprile 2009.

 

Limiti all’applicazione dell’Iva per cassa
Il regime Iva per cassa è applicabile solamente alle cessioni e alle prestazioni fatte verso soggetti che agiscono in regime d’impresa, arti o professione (quindi in possesso di partita Iva), non si può pertanto applicare nelle cessioni fatte verso il privato o verso altri soggetti che non esercitano attività d’impresa. È molto importante quindi, capire se un imprenditore individuale, un professionista o un ente non commerciale effettuano un acquisto per la loro attività commerciale, professionale oppure in veste di privati consumatori o nel caso degli enti non commerciali, per consumi istituzionali. La disciplina, se riferita a operazioni territorialmente rilevanti (soggette a Iva), è applicabile anche alle fatture emesse nei confronti di soggetti passivi non residenti purché non privati consumatori, questi ultimi se vorranno chiedere il rimborso dell’Iva saranno tenuti a dimostrare di aver pagato la fattura o che è trascorso un anno dall’effettuazione dell’operazione.

 

I Contributi Enasarco per Agenti e Rappresentanti di Commercio
Tutti gli agenti e i rappresentanti di commercio sono tenuti ad iscriversi alla Fondazione Enasarco (Ente Nazionale di Assistenza per gli Agenti e i Rappresentanti di Commercio), mentre l’obbligo dell’adempimento ricade in capo alle ditte mandanti che debbono effettuare i calcoli ed il versamento dei contributi, i cui minimali e massimali sono invariati rispetto al 2010.
Tali adempimenti devono essere obbligatoriamente gestiti in via telematica accedendo al sito web www.enasarco.it, effettuando una preventiva iscrizione sia dell’agente che della ditta mandante.
Si riporta di seguito, in forma di rappresentazione schematica, una tabella che riepiloga le informazioni necessarie per un corretto calcolo dei contributi nonché le scadenze di versamento dei contributi medesimi.

 

Aliquota
Il contributo da versare al Fondo di Previdenza è fissato nella misura del 13,50%. Si rammenta che il contributo si applica sulle provvigioni spettanti agli agenti che operano in forma individuale o sotto forma di società di persone. I contributi devono essere calcolati sulle provvigioni dovute all’agente anche se non ancora pagate (per competenza).
Obbligo contributivo
La quota contributiva viene ripartita tra le parti (agente e preponente) nella misura del 50%. Pertanto, ciascuna delle parti avrà a proprio carico una quota pari al 6,75%. La rivalsa, a carico dell’agente, deve essere esercitata dalla ditta preponente all’atto del pagamento delle provvigioni.
Scadenze di pagamento
I contributi si versano trimestralmente su tutte le somme dovute a qualsiasi titolo in dipendenza del rapporto di agenzia (provvigioni, rimborsi spese, premi di produzione, indennità di mancato preavviso). Il pagamento deve avvenire entro il giorno 20 del secondo mese successivo alla scadenza di ciascun trimestre, osservando le seguenti date:
Trimestre di riferimento    Scadenza
I° (1 gennaio 2011 - 31 marzo 2011)    20 MAGGIO 2011
II° (1 aprile 2011 - 30 giugno 2011)    20 AGOSTO 2011
III° (1 luglio 2011 - 30 settembre 2011)    20 NOVEMBRE 2011
IV° (1 ottobre 2011 - 31 dicembre 2011)    20 FEBBRAIO 2012

Massimali provvigionali
Il regolamento Enasarco prevede che vengano versati dei contributi entro un massimale annuo di provvigioni maturate, con un importo che varia a seconda che l’agente sia pluri o monomandatario. Per l’anno 2011 il limite del massimale provvigionale annuo è di € 15.810,00 per ciascun preponente dell’agente plurimandatario ed € 27.667,00 per il preponente dell’agente monomandatario. Qualora un rapporto di agenzia abbia inizio o termine in corso d’anno, il massimale provvisionale non è frazionabile.
Minimali contributivi
Per il contributo minimale è prevista la frazionabilità per trimestri in caso di inizio o cessazione del rapporto di agenzia nel corso dell’anno, con i seguenti principi fondamentali:
• il minimale di contribuzione è dovuto solo se il rapporto di agenzia ha prodotto provvigioni nel corso dell’anno. In tale ipotesi dovranno essere pagate anche le quote trimestrali di minimale corrispondenti ai trimestri in cui il rapporto è stato improduttivo;
• in caso di inizio o cessazione del rapporto di agenzia nel corso dell’anno, l’importo minimale è frazionato in quote per trimestri ed è versato per tutti i trimestri di durata del rapporto di agenzia dell’anno considerato, sempre che in almeno uno di essi sia maturato il diritto a provvigioni, stante il principio di produttività. Il contributo minimo non è quindi dovuto se nel corso dell’anno il rapporto è stato improduttivo.
Per l’anno 2011 l’importo del minimale è pari ad € 789,00 per gli agenti monomandatari e ad € 396,00 euro per gli agenti plurimandatari.
Agenti che operano sotto forma di società di capitali
Per i preponenti che si avvalgono di agenti che svolgono la loro attività in forma di società di capitali il pagamento dei contributi (in questo caso destinato solo al Fondo di Assistenza e non al Fondo di Previdenza) è a totale carico della ditta mandante, senza osservanza di minimali o massimali. I termini di versamento sono gli stessi validi per i versamenti al Fondo di Previdenza.
Provvigioni annue    Contributo
Fino ad € 13.000.000,00   2,00%
Da € 13.000.000,01 a € 20.000.000,00    1,00%
Da € 20.000.000,01 a € 26.000.000,00    0,50%
Oltre € 26.000.000,00    0,10%

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