Condividi su

Normative: News Legali

08/07/2011
NEWS - Il diritto al risarcimento da parte del consumatore in caso di illecito anticoncorrenziale posto in essere dalle compagnie di assicurazione

A cura dell'Avvocato Tommaso Bagnulo

A seguito dell’accertamento – conseguente sanzione – da parte dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato di una intesa orizzontale posta in essere da un largo numero di imprese di assicurazione auto mediante lo scambio di informazioni e dati sensibili che comporti un aumento illecito dei premi (Agcm, provvedimento n. 8546 del 28 luglio 2000), un consumatore, vantando il diritto al risarcimento dei danni per la condotta illecita, si è rivolto all’autorità giudiziaria ordinaria convenendo in giudizio la propria impresa di assicurazione, ai sensi dell’art. 33 della Legge n. 287 del 1990 (norme per la tutela della concorrenza e del mercato). A chiusura dell’annosa vicenda giudiziaria, la Suprema Corte di Cassazione con sentenza n. 10211 del 10 maggio 2011 ha stabilito il principio secondo il quale a fronte di un accertato illecito anticoncorrenziale (provvedimento dell’Agcm l’assicurato ha il diritto di avvalersi della presunzione che il premio sia stato indebitamente aumentato per effetto del comportamento collusivo tra le compagnie: ciò sia per effetto degli accertamenti compiuti dall’Autorità Garante, sia in virtù del principio per cui, quando il fatto dannoso sia imputabile a più soggetti e non si possa ricostruire la misura in cui ognuno di essi abbia concorso a cagionare il danno, le colpe si presumono uguali. La prova contraria è onere che incombe sulla compagnia assicuratrice: in mancanza, valendo le suddette presunzioni, all’assicurato deve essere riconosciuto il diritto al risarcimento. Specifica, inoltre, la Corte che detta prova contraria non può avere ad oggetto circostanze attinenti alla situazione generale del mercato assicurativo ed in particolare le medesime circostanze che l’Agcm ha già tenuto presenti nel formulare il proprio giudizio e che ha ritenuto dunque irrilevanti al fine di escludere il collegamento tra i comportamenti collusivi e la lievitazione dei premi. Per liberarsi pertanto l’impresa assicuratrice deve fornire la prova dell’insussistenza del nesso causale mediante situazioni e comportamenti che siano specifici dell’impresa stessa interessata: che attengano, cioè, alla singola impresa assicuratrice, al singolo assicurato o alla singola polizza, tali da dimostrare che il livello del premio non è stato determinato dalla partecipazione all’intesa illecita, ma da altri fattori specifici.

Torna alle normative