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Normative: Fisco

06/09/2013
FISCO - La Croazia è entrate nell'Unione Europea

A cura del Dottore Commercialista Alberto Piombo

Dal 1 luglio 2013 la Croazia è entrata a far parte dell’Unione Europea, pertanto da tale data le merci che provengono o sono dirette in tale paese non costituiranno più importazioni/esportazioni, ma acquisti/cessioni intracomunitari, senza più obblighi doganali.

Nel rispetto quindi delle regole previste al  DL 331/1993, si avrà soltanto l’obbligo di presentare i modelli Intrastat.

Per quanto riguarda i beni in entrata, essi continueranno a sottostare al regime delle importazioni, con le relative formalità doganali se sono state introdotte nei depositi Iva entro il 30/06/2013 oppure se sono stati assoggettati a un regime doganale sospensivo prima del 1 luglio 2013.

Per i beni in uscita, occorre distinguere:

- se sono stati inviati (indipendentemente dall’emissione della fattura o del pagamento) prima del 1 luglio, in questo caso saremo in presenza di un esportazione;

- se invece sono stati inviati dopo l’1 luglio saremo in presenza di una cessione intracomunitaria, sempre che l’operazione abbia i requisiti di non imponibilità indicati all’art.41 del DL 331/1993, con l’obbligo di indicazione nel modello Intra con riferimento al mese di spedizione/consegna.

Nell’ipotesi in cui il cessionario non comunichi il suo identificativo Iva (preceduto da HR = CROAZIA), l’operazione dovrà essere assoggettata a Iva. Nell’ambito di questa novità che ha portato l’Unione a 28 paesi, si ritiene opportuno riepilogare gli adempimenti nell’ambito degli scambi intracomunitari, sia con la Croazia che con gli altri paesi dell’Unione:

 

Adempimenti operazioni intracomunitarie con soggetti passivi Iva 

Cessioni di beni dall’Italia verso paesi Ue

- iscrizione nel Vies da parte del cedente soggetto passivo Iva italiano;

- richiesta del numero identificativo Iva del cessionario comunitario;

- verifica nel Vies dell’esistenza del numero identificativo Iva del cessionario

http://www1.agenziaentrate.gov.it/servizi/vies/vies.htm

- emissione della fattura non imponibile ex art.41 del D.L. 331/1993;

- emissione della fattura entro il 15 del mese successivo all’effettuazione dell’operazione (consegna/spedizione);

- indicazione nella fattura dell’identificativo del cessionario;

- prova della spedizione/trasporto nel paese Ue;

- annotazione della fattura nel registro Iva delle fatture emesse, entro il termine di emissione con riferimento al mese di effettuazione dell’operazione;

- presentazione elenchi Intrastat. 

Acquisto di beni intra Ue

- iscrizione nel Vies da parte del cedente soggetto passivo comunitario e del soggetto Iva italiano;

- comunicazione della Partita Iva italiana (col suffisso IT) al fornitore comunitario;

- integrazione della fattura del cedente comunitario in reverse charge  con controvalore in euro  e ammontare dell’Iva (con titolo di non imponibilità ex DL 331/1993);

- annotazione fattura nel registro delle fatture messe (o corrispettivi) entro il 15° giorno del mese successivo a quello di ricezione della fattura, con riferimento al mese precedente (si contabilizza l’Iva a debito);

- registrazione della fattura nel registro delle fatture di acquisto (per deduzione costo e per detrazione dell’Iva);

- presentazione elenchi Intrastat.

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