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Focus on

11/03/2013
RICONSIDERARE, RICOSTRUIRE, RIPARTIRE

53Assemblea Generale Airp

 

Occorre dare un segno di discontinuità con le logiche del passato e investire sulle nuove idee. A Roma l’associazione dei ricostruttori parla di opportunità e si prepara per le sfide a venire

Sabrina Negro

La 53°  Assemblea dell’Associazione dei Ricostruttori si è svolta a Roma il 9 e 10 ottobre, giorni concitati per la capitale alle prese con il fresco annuncio di dimissioni del sindaco Marino. Nelle mille contraddizioni di una città, Roma, in cui splendore e degrado convivono fianco a fianco, il Presidente Stefano Carloni ha colto un’analogia con il settore della ricostruzione di pneumatici “che coniuga il meglio della cultura del trasporto: ecologia, economia, risparmio, ed a volte purtroppo anche il peggio”.

Il contesto certo non aiuta la categoria: dal mercato giungono segnali negativi e contrastanti, la pressione concorrenziale dei prodotti cinesi rimane pesante così come il conto economico delle imprese di trasporto e pure certi operatori sembrano privilegiare un’ottica di breve termine che trascura le esigenze del cliente determinate sì dal prezzo, ma non solo. “Vi debbo dire che essendo imprenditore debbo essere per forza ottimista, altrimenti farei un altro mestiere. – ha dichiarato Carloni -  L’ottimismo tuttavia, non mi deriva dai segnali del presente, tutti negativi, ma dalla consapevolezza quasi fideistica che noi siamo dalla parte del giusto, quindi prima o poi le ragioni del giusto debbono prevalere”.

In uno scenario che ha visto la ricostruzione contrarsi del 9% solo nell’ultimo anno “si aprono due strade: quella di continuare con le logiche utilizzate sino ad oggi, oppure dare un marcato segno di cambiamento, controllando il mercato, monitorando in maniera organizzata il livello di qualità delle carcasse, dichiarando in maniera chiara i risultati”.

L’analisi strumentale delle carcasse consentirebbe di esprimere con macro numeri una reale propensione alla ricostruzione attraverso un giudizio che sia la foto tecnico-qualitativa del mercato e che possa fungere da dato utile per il trasportatore al fine di orientare le sue scelte nell’ambito di una reale efficentizzazione del settore della movimentazione delle merci e delle persone.

Qualche segnale positivo per il settore c’è e va colto. L’attenzione del legislatore verso il fattore ambientale, ad esempio, spingerà le case verso la produzione di pneumatici a resistenza al rotolamento sempre minore, caratterizzati da battistrada più bassi, fattore che ne agevolerà la ricostruibilità. “Ecco che dal labelling – continua il Presidente - potremo avere quello spunto e quel discrimine qualitativo a noi necessario per ricostruire con successo. Dovremo essere pronti con lavorazioni di livello alto a soddisfare le richieste che naturalmente giungeranno dal mercato. Serve quindi tanta attenzione nelle lavorazioni, avendo bene in mente che il nostro lavoro dalla accettazione alla preparazione dipende molto dalla qualità degli investimenti e dalla formazione e dalla qualità delle persone e dal tempo con cui facciamo le cose”.

 

Etichetta del ricostruito, uno scenario possibile

Benché il labelling sia al momento una prerogativa del pneumatico nuovo, il legislatore ne prevede in futuro l’obbligatorietà anche per il ricostruito. Per non farsi cogliere impreparati gli attori della ricostruzione hanno cominciato a lavorare su tavoli differenti al fine di presentare a Bruxelles la miglior proposta possibile nell’interesse della ricostruzione. Giuseppe Magistrale, responsabile dello sviluppo materiali per la ricostruzione a freddo di Marangoni, è intervenuto in assemblea per illustrare i possibili scenari futuri di una normativa sul labelling del ricostruito elaborati nell’ambito del gruppo di lavoro ETRTO che si sta occupando del tema. Il primo scenario prevede che si misuri l’effetto del battistrada e del processo di ricostruzione sulla resistenza al rotolamento minimizzando il contributo della carcassa. In questo caso i produttori di prestampati hanno l’onere di emettere i certificati di labelling del battistrada, mentre nella ricostruzione a caldo il ricostruttore dovrà produrre l’etichetta in proprio facendo i necessari test per la rolling resistence. Uno dei limiti di questa proposta è che le etichette di nuovo e ricostruito non recherebbero valori comparabili come invece si otterrebbe nel secondo scenario in cui il produttore dovrebbe dichiarare i valori dell’etichettatura sotto la propria responsabilità eseguendo a proprie spese la prova strada su ciascuna combinazione di prodotto. La possibilità di prevedere per il ricostruito una tolleranza maggiore rispetto a quella del nuovo permetterebbe tuttavia di assorbire la variabilità della carcassa. L’ultimo scenario infine prevede una soglia limite per il pneumatico finito e un’adesione al labelling di tipo volontario. I piccoli ricostruttori potranno in questo caso scegliere se aderire o meno al sistema di etichettatura a condizione di rientrare nel limite di soglia eseguendo pochi test sul worst case.

Parallelamente al tavolo ETRTO, il progetto ReTyre - cui AIRP ha partecipato in collaborazione con il BiPAVER e il co-finanziamento dell’Unione europea - ha sviluppato nell’arco di 30 mesi un software in grado di generare un’etichetta per i pneumatici ricostruiti del tutto simile a quella dei pneumatici nuovi basandosi su un gran numero di test empirici svolti per valutare l’influenza di carcassa, battistrada e processo di ricostruzione sui diversi parametri del labelling. ReTyre si è da poco ufficialmente concluso ed è stata prodotta una versione alfa del software predittivo che è stato illustrato ai soci attraverso una simulazione dal consigliere Andrea Balduzzi che ha partecipato al progetto fin dalle fasi inziali. L’attendibilità del software quale valida alternativa alla prova strada – a tutto vantaggio dei ricostruttori piccoli e medi - dovrà, nel caso di regolamento, essere approvata dagli organi competenti. È ragionevole ritenere che se la Commissione Europea decidesse di procedere con un regolamento, l’emanazione non avverrebbe prima del 2017/18.    

 

Piccole imprese, grandi responsabilità

Sotto la lente dell’associazione anche un altro tema di grande interesse per la categoria: il rinnovo del contratto nazionale di lavoro in scadenza. Dopo l’approvazione all’unanimità della relazione del tesoriere economo e consigliere ing. Maurizio Gessati che ha presentato ai soci i dati di bilancio 2015 e il preventivo per l’anno venturo, il segretario generale dell’AIRP Renzo Servadei ha fatto il punto della situazione sul tema in seguito alla proposta da parte delle associazioni sindacali di una piattaforma contrattuale giudicata particolarmente onerosa. La trattativa è ovviamente nelle sue fasi iniziali e si attendono le direttive annunciate da Confindustria, tuttavia il segretario ha evidenziato come l’associazione dovrà interrogarsi circa le azioni da adottare per tutelare le aziende associate, costituite prevalentemente da realtà medio piccole.    

Aziende di piccole dimensioni che tuttavia portano avanti un compito non da poco. Secondo una massima di Sir Winston Churchill infatti “Alcune persone vedono un’impresa privata come una tigre feroce da uccidere subito, altri come una mucca da mungere, pochissimi la vedono com’è in realtà: un robusto cavallo che traina un carro molto pesante”. Questo carro, ha voluto sottolineare il presidente Carloni, si tira con le energie sprigionate dalle idee, condizione indispensabile per poter guardare al futuro. Occorre scrollarsi di dosso l’atteggiamento rinunciatario degli ultimi anni e battere nuove strade a rischio di sbagliare, tornare a parlare di tecnica in modo strutturato, approfondire argomenti sinergici al ricostruito, essere attori delle trasformazioni e non subirle, forti anche dell’osservatorio privilegiato sull’innovazione del settore che è Autopromotec che anche quest’anno ha registrato un’edizione record.

“L’invito – ha concluso il presidente - è a non far mancare le idee in associazione perché con le buone idee le cose camminano. Se ci facciamo governare da un presunto mercato regolatore, che nei fatti non sempre ha funzionato, non troveremo la soluzione. Auguri e in bocca al lupo a tutti”.

 

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