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Normative: Fisco

21/02/2013
FISCO - Cambia la numerazione delle fatture

A cura del Dottore Commercialista Alberto Piombo

L’adeguamento della normativa Iva nazionale alla Direttiva Comunitaria ha comportato, a far data dal 1° gennaio 2013, l’obbligo di identificare la fattura in modo univoco.
I primi giorni dell’anno sono stati caratterizzati al riguardo da una serie di interpretazioni, che avrebbero obbligato i contribuenti a modificare i propri gestionali.
Poco prima di andare in stampa è intervenuta la risoluzione ministeriale n.1/2013 del 10/01/2013, che ha chiarito che è sufficiente anche il solo numero, poiché la data della fattura ne garantisce comunque l’univocità.
Tale interpretazione, che va oltre il dato letterale, è da accogliere positivamente, in quanto sostanzialmente non cambia nulla rispetto al passato.
La risoluzione dà comunque diverse possibilità:
1) proseguire come si è sempre fatto. Partendo dalla numero 1 sino all’ultimo numero di ciascun anno, in quanto la data garantisce l’identificazione univoca della fattura. Dal 2014 ripartire dal n.1;
2) fattura 1/2013 (o 2013/1), fattura 2/2013 ( o 2013/2), ecc.;
3) numerazione progressiva dal 1° gennaio 2013 sino alla cessazione dell’attività;
4) numerazione progressiva dal numero successivo all’ultima fattura del 2012, sino alla cessazione dell’attività.
Per completezza segnaliamo che anche il contenuto della fattura è stato innovato, le fatture emesse dal 1° gennaio 2013 dovranno contenere i seguenti elementi:
• data di emissione;
• numero progressivo che la identifichi in modo univoco;
• ditta, denominazione o ragione sociale, nome e cognome, residenza o domicilio del soggetto cedente o prestatore, del rappresentante fiscale nonché ubicazione della stabile organizzazione per i soggetti non residenti;
• numero di partita Iva del soggetto cedente o prestatore;
• ditta, denominazione o ragione sociale, nome e cognome, residenza o domicilio del soggetto cessionario o committente, del rappresentante fiscale nonché ubicazione della stabile organizzazione per i soggetti non residenti;
• numero di partita Iva del soggetto cessionario o committente ovvero, in caso di soggetto passivo Ue, numero di identificazione Iva attribuito dallo Stato di stabilimento (nel caso in cui il cessionario o committente residente o domiciliato nel territorio dello Stato non agisce nell’esercizio d’impresa, arte o professione, codice fiscale);
• natura, qualità e quantità dei beni e dei servizi formanti oggetto dell’operazione;
• aliquota, ammontare dell’imposta e dell’imponibile con arrotondamento al centesimo di euro.

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