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Pneurama Weekly - Archivio

03/03/2020
Pneumatici portati dal cliente: i soci CNA e Federpneus richiedono il documento di acquisto

Piazzali invasi da pneumatici fuori uso in attesa di essere ritirati, officine sempre più soffocate dagli accumuli e spazi di lavoro sacrificati dai tempi lunghi per lo smaltimento, mentre la minaccia delle sanzioni da parte delle forze dell’ordine si fa sempre più concreta: è questa la situazione che tanti gommisti ed autofficine si trovano oggi a dover fronteggiare. Situazione che già era difficile nei mesi autunnali del cambio gomme, come quasi sempre è avvenuto; solo che mentre in passato almeno i primi mesi dell’anno davano un po’ di respiro agli autoriparatori, nei primi mesi del 2020 il problema sembra andare a peggiorare, anziché a risolversi.

Fra le cause più importanti dei ritardi, come emerso anche dal lavoro dell’Osservatorio sui flussi illegali di pneumatici e PFU in Italia, e dal rapporto che è stato presentato lo scorso gennaio a Roma, il fenomeno dei pneumatici immessi sul mercato in modo irregolare, eludendo il versamento del contributo dovuto ai consorzi: il gap che si crea fra pneumatici venduti e pneumatici coperti dal contributo per lo smaltimento è dunque una delle maggiori cause dei ritardi nell’attività di recupero da parte dei vari consorzi.

Per tentare di arginare in parte questa dinamica, e per non restare inerti di fronte ai comportamenti illeciti attuati da chi introduce pneumatici sul mercato italiano in modo irregolare, CNA e Federpneus propongono adesso ai propri associati di affiggere nelle officine un avviso alla clientela, dove si ricorda l’obbligo per chi richiede il solo montaggio di pneumatici nuovi acquistati altrove di esibire la documentazione fiscale relativa all’acquisto, dove sia evidenziato anche il versamento del contributo ambientale.

Un piccolo gesto che però potrebbe servire anche a sensibilizzare la clientela sull’irregolarità di certi canali commerciali, siano essi siti di commercio esteri o rivenditori improvvisati che operano sui social media, ribadendo al tempo stesso l’impegno delle principali associazioni di categoria sul fronte della legalità.

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