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03/09/2018
Pneumatici monogomma ma approcci completamente differenti nelle competizioni di formula 1 e di formula e

L'apparenza inganna 

 

Lo sviluppo della mescola e del battistrada cambia a seconda della competizione e ciò si deve alla diversità sia dei circuiti che delle monoposto. Ecco come si stanno muovendo Michelin e Pirelli

Paolo Ferrini

A volte l’apparenza inganna. Carrozzeria monoposto, ruote scoperte, importanti superfici alari. Anche se probabilmente ai meno appassionati possono apparire sostanzialmente identiche o quantomeno simili, le monoposto di Formula 1 e di Formula E sono in realtà sostanzialmente diverse tra loro. Molto diverse. E non solo perché le seconde utilizzano una propulsione 100 per cento elettrica.

Prendiamo, per esempio, i pneumatici. Se è pur vero che in entrambe le categorie si corre con una monogomma, ovvero con un unico fornitore per tutti i concorrenti in pista (Pirelli in Formula 1, Michelin in Formula E), l’approccio dei due fabbricanti è diametralmente opposto e in parte dovuto alle esigenze dei rispettivi concorrenti. Mentre i gran premi di F1 si corrono quasi esclusivamente in autodromi con superfici praticamente impeccabili, le gare delle monoposto elettriche si svolgono per lo più in circuiti allestiti all’interno di grandi città dove, nonostante la buona volontà degli organizzatori e delle amministrazioni locali, si deve spesso fare i conti con asfalti disuguali (per non dire addirittura sconnessi), tombini e perfino binari del tram come, per esempio, a Zurigo. E poi ci sono le caratteristiche intrinseche delle monoposto che ovviamente condizionano lo sviluppo dei rispettivi pneumatici. Se nel caso di quelle di F1, ciascuna squadra schiera un mezzo progettato e costruito all’interno della propria struttura, in quello invece della Formula E la base di partenza è unica e realizzata da un’unica azienda: l’italianissima Dallara di Fornovo (Parma).

 

Monogomma sì, ma quante differenze

Risultato. Se da un lato il produttore italiano mette a disposizione un ampio ventaglio di pneumatici per pista asciutta (slick in 7 mescole differenti) e bagnata, oltre ovviamente a una soluzione intermedia, dall’altro Bibendum si concentra su un unico pneumatico con battistrada scolpito, pensato per adattarsi a ogni possibile cambiamento atmosferico, pioggia inclusa.

Le differenze però non si esauriscono qui. Parliamo, per esempio, di misure. Se anche nel 2018 le monoposto di Formula 1 “viaggiano” su pneumatici da 13” (305/670 anteriori, 405/670 posteriori), quelle di Formula E utilizzano gomme da 18” (245/40 anteriori, 305/40 posteriori). Si tratta quindi di pneumatici che già visivamente sono diversi gli uni dagli altri: mentre i Pirelli PZero hanno una spalla importante chiamata a svolgere parte del lavoro delle sospensioni, i Michelin Pilot EV2 ricordano esteticamente i superibassati che oggi equipaggiano le automobili stradali ad alte prestazioni.

E poi ovviamente c’è il discorso – importante quanto “invisibile” – delle mescole. All’inizio del 2018 Pirelli ha ulteriormente ampliato la gamma slick, portando da 5 a 7 il numero delle mescole, con l'introduzione della Superhard (riconoscibile per la banda di colore arancione sul fianco del pneumatico) e della Hypersoft (banda rosa) per offrire ai concorrenti pneumatici sempre più specialistici e tagliati su misura delle loro esigenze. Michelin invece continua a lavorare sul monoprodotto nell’ottica di rapido trasferimento tecnologico. Come nel caso di Pilot Sport 4, presentato nel 2016 che ha beneficiato delle tecnologie sviluppate per la Formula E.

Strade insomma molto diverse tra loro, ma obiettivi finali identici: alte prestazioni in pista e un sempre maggior numero di preferenze della clientela finale. E soprattutto, restando nei confini tecnici, uno sviluppo che, almeno per quanto riguarda la stagione in corso, è più all’insegna dell’evoluzione che della rivoluzione.

 

Pirelli ne fa di tutti i colori

“Per la stagione 2018 la costruzione base dei PZero non ha subìto molti cambiamenti e conserva le caratteristiche già apprezzate dai piloti come la possibilità di spingere al massimo sia con gomma nuova che usata” dice Mario Isola, responsabile Car Racing per Pirelli. “Le principali novità consistono nella disponibilità di mescole più morbide e performanti che in alcuni casi richiedono di effettuare circa due pit stop in una gara a tutto vantaggio della spettacolarità e dell’incertezza delle competizioni”.

La principale espressione di questa tendenza è senza dubbio la Hypersoft Rosa, introdotta all’inizio del 2018: la mescola più morbida e quindi anche la più veloce che Pirelli abbia mai prodotto. È particolarmente adatta per tutti quei circuiti che richiedono un elevato grip meccanico. Velocità e aderenza eccellenti vanno però a scapito della durata del pneumatico che è considerevolmente più breve.

Giusto un pelo più sotto c’è sempre Ultrasoft Viola una mescola “low working range”, adatto per circuiti stretti e tortuosi che enfatizzano il grip meccanico. Raggiungere la massima efficienza a temperature abbastanza basse, ma ha una durata piuttosto limitata. È la tipica gomma da qualifica che all’occorrenza può essere utilizzata anche in gara.

Supersoft Red è ideale per i circuiti lenti e tortuosi, soprattutto con una temperatura esterna fresca o fredda. Va molto rapidamente in temperatura e quindi molto adatta per le qualifiche. La recente ottimizzazione della sua area di impronta e della distribuzione delle temperature assicura un contatto più uniforme con l'asfalto a tutto vantaggio dell’aderenza e del comportamento.

La Soft Gialla è uno dei PZero più utilizzati in gara in quanto rappresenta un ottimo equilibrio tra prestazioni e durata ed è in grado di fornire un vantaggio competitivo sia nelle prime fase della corsa, quando la monoposto viaggia con il pieno di carburante, sia su quelle finali.

La Medium Bianca rappresenta teoricamente il compromesso migliore tra prestazione e durata in quanto è molto versatile e particolarmente appropriata su circuiti caratterizzati da alte velocità ed elevati carichi di energia.

Ice Blue è il secondo pneumatico più duro della gamma. Progettato per i circuiti caratterizzati da alti carichi sulle gomme, con asfalto abrasivo o curve veloci, con temperature ambientali alte. La mescola entra in temperatura più lentamente, ma dura molto di più, diventando un elemento chiave nelle strategie di gara.

Il pneumatico Superhard Arancione è una sorta di “assicurazione” in quanto il suo utilizzo è previsto soltanto qualora le prestazioni delle vetture deludano le aspettative. Dopo aver ammorbidito ogni mescola di uno step nel 2018 e con il nuovo Hypersoft più morbido di due step rispetto a quello del 2017, il Superhard si posizione all'estremo opposto della gamma.

L’Intermediate Verde è il più versatile in quanto può essere utilizzato su fondo bagnato (disperde circa 25 litri di acqua al secondo alla massima velocità) come su asfalto quasi asciutto.

Le gomme da bagnato estremo Wet Blue arrivano a disperdere fino a 65 litri d'acqua al secondo, a piena velocità, e sono la soluzione perfetta in caso di pioggia battente. L'ultima evoluzione del Cinturato Blue fa sì che questa gomma sia efficace e quindi più durevole anche quando la pista si va asciugando.

 

Michelin punta sull’ognitempo

Nel mondo delle competizioni Michelin Pilot Sport EV è considerato un pneumatico rivoluzionario in quanto le sue caratteristiche gli consentono di essere utilizzato sia su asfalto asciutto che bagnato in un intervallo di temperature molto ampio, esattamente come nel caso dei pneumatici di serie a uso stradale. Inoltre, le sue dimensioni e il battistrada intagliato, che lo rendono simile a un pneumatico di serie, consentono un trasferimento tecnologico molto rapido.

Come nel caso di Pilot Sport 4, presentato nel 2016 che ha beneficiato delle tecnologie sviluppate per la Formula E. Al via della terza stagione della Formula E è stato introdotto Pilot Sport EV2 che ha migliorato l’autonomia delle monoposto riducendo del 16 per cento la resistenza al rotolamento, grazie a un minor peso dei pneumatici, pari a 5 kg per ciascun treno. Il tutto mantenendo inalterate le performance in termini di grip e tempo sul giro.

“Michelin ha creduto nella Formula E fin dall’inizio e ha sposato questa nuova disciplina, come socio fondatore” ha ricordato Pascal Couasnon, direttore di Michelin Motorsport. “Oggi la Formula E è diventata una piattaforma di innovazione e di comunicazione scelta dai marchi più importanti del mondo. Il contributo della Formula E all’evoluzione dell’automobile è ovvio e Michelin vuole andare avanti insieme alla FIA, ad Alejandro Agag e ai suoi team, così come con tutti gli altri produttori coinvolti, sulla strada della mobilità sostenibile”.

Il reparto ricerca e sviluppo di Bibendum non si ferma e sta già lavorando alle gomme di nuova generazione che faranno il loro debutto nella quinta stagione della Formula E. “Dopo aver sviluppato i primi innovativi pneumatici da competizione da 18 pollici ad alta efficienza tecnologico energetica per monoposto, Michelin continuerà la ricerca e il lavoro di trasferimento anche nelle prossime stagioni di gara” anticipa Couasnon, direttore di Michelin Motorsport. Non ci resta che attendere la nuova stagione di corse.

 

 

COME SUONANO I PNEUMATICI DI F1

Pneumatici di F1 come oggetti di design. Alla vigilia del Gran Premio di Francia Pirelli e Ixoost, azienda modenese che firma esclusivi sistemi audio legati al mondo dei motori, hanno presentato un impianto hi-fi che integra un altoparlante bluetooth all’interno di una replica della Wind Tunnel Tyre, il pneumatico di F1 in scala ridotta utilizzato per test nella galleria del vento.

Per la Formula 1 la galleria del vento è la chiave per studiare i segreti dell’aerodinamica, alla ricerca della massima performance rispetto alla quale hanno un ruolo fondamentale anche i pneumatici. Dal modello in scala del pneumatico (la Wind Tunnel Tyre, appunto) è nato Pirelli P Zero Sound tuned by Ixoost, un mini-tyre davvero unico. Il sistema acustico integra un potente amplificatore con DSP da 100 Watt ed è equipaggiato con un midwoofer da 100 mm e un silk tweeter da 25 mm, interamente realizzati in Italia dall’azienda modenese.

Dotato di tecnologia Bluetooth 4.0 APTX, Pirelli P Zero Sound è in grado di collegarsi senza fili a smartphone e ad altri dispositivi dotati della stessa tecnologia, ottimizzando la trasmissione del segnale audio in modalità wireless e garantendo la possibilità di ascoltare sempre al meglio la propria musica.

Pirelli P Zero Sound è disponibile in 9 diversi colori che si ispirano a quelli usati da Pirelli per distinguere le mescole dei pneumatici da competizione. Grazie alla sua forma accattivante e alla sua estrema compattezza (diametro: 330 mm, profondità max 200 mm), questo oggetto di design può essere collocato facilmente in ogni contesto, donando un tocco di originalità all’ambiente.

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