Condividi su

Articoli - Archivio

03/09/2018
Pneumatici lisci e non conformi: la sicurezza delle vetture italiane sta peggiorando

Vacanze sicure

 

L’indagine, promossa da Assogomma e Federpneus e realizzata dal servizio Polizia Stradale, mostra che su un campione di quasi 10.000 auto controllate una su cinque presenta delle irregolarità sulle gomme montate

Redazione Pneurama

Pneumatici lisci e in molti casi non conformi, scarsa manutenzione e invecchiamento del parco circolante. È questa la preoccupante fotografia scattata dall’indagine “Vacanze sicure” sullo stato dei veicoli in circolazione in Italia. Promossa da Assogomma e Federpneus e realizzata dal servizio Polizia Stradale, l’indagine ha analizzato un campione di quasi 10.000 mezzi e i risultati ottenuti mostrano una situazione in costante peggioramento. Infatti, se lo scorso anno le inadeguatezze registrate erano il 17,93%, quest’anno sono salite al 24,72%. In un solo anno i veicoli con pneumatici inidonei alla circolazione secondo le disposizioni di norma sono passati dal 15,26% al 18,31%. “Ogni aspetto che influisca sulla sicurezza stradale non va trascurato – precisa Santo Puccia, primo dirigente della Polizia di Stato –. Guidare con pneumatici lisci, danneggiati e non conformi alla normativa in materia, espone i conducenti a un elevato rischio di incidenti stradali e costituisce un gesto di irresponsabilità che si ripercuote negativamente su tutto il sistema della circolazione”. La causa, a quanto descritto dai numeri indicati, può essere collegata al costante invecchiamento del parco auto italiano: nel 2010 il dato era di 9 anni e sette mesi, mentre nel 2017 è stato di 11 anni e sette mesi.

A rendere ancora più preoccupante questa situazione è l’età media delle vetture controllate durante l’indagine che è di 8 anni e due mesi, quindi di 3 anni e cinque mesi più giovani. Tutto ciò dimostra che il tema della sicurezza, da parte dei driver, non viene preso ancora nella giusta considerazione. E ne è la prova la correlazione diretta che si registra tra i veicoli non revisionati e la loro età, con il risultato di avere danneggiamenti che raddoppiano, non omogeneità che triplicano e pneumatici lisci divenuti ormai una costante sui veicoli. In quest’ultimo caso i numeri contenuti nel report evidenziano una forte crescita segnando un +8,95% come valore complessivo, con alcune regioni che bissano la media nazionale. Emblematici sono i casi del Molise, con un picco del 27,38% a Campobasso, e del Lazio (16,14%) che a Frosinone e Latina raggiunge rispettivamente il 28,33% e il 24,31%: lo scorso anno erano il 5,17%. “Per arrivare a trovare dati così sconfortanti – dice Fabio Bertolotti, direttore di Assogomma – bisogna ritornare indietro di 15 anni. Al tempo però la sensibilità dell’opinione pubblica sui quei pochi centimetri quadrati di gomma che sono l’unico punto di contatto tra il veicolo e il suolo era sicuramente inferiore. Anche i media ne avevano una percezione relativa. Questo dato deve farci riflettere e forse dobbiamo capire se i motivi di questo enorme passo indietro siano da ricercarsi solo nell’invecchiamento del parco auto e nella sempre minore disponibilità delle famiglie o se ci siano altre ragioni che dobbiamo provare a indagare. Questo aumento del pneumatico liscio è molto pericoloso anche in un periodo estivo caratterizzato ogni anno di più da rovesci a carattere quasi tropicale che aumentano notevolmente il rischio di aquaplaning”.

A tutto ciò vanno poi aggiunti i dati sulle vetture con pneumatici non omologati (3,15%, con picchi negativi nel Lazio, 10,6%, e in Umbria, 5,1%), un 3,46% di vetture con penumatici che hanno presentato danneggiamenti visibili a occhio nudo, e un 4,67 % di vetture con pneumatici non omogenei (marche o modelli diversi sullo stesso asse oppure con 2 pneumatici invernali e 2 estivi).

torna all'archivio