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05/07/2011
Più "eco" nelle nuove gomme performance

Continental

I test probanti dentro e fuori dall’autodromo dell’Algarve per dimostrare come le nuove serie per vettura ContiEcoContact 5 e ContiSportContact 5 abbiano innalzato l’asticella prestazionale sui rispettivi predecessori

di Mino de Rigo

A unire entrambi i nuovi prodotti, il denominatore costituito dall’impiego di tecniche costruttive e compound nuovi, con l’uso di mescole differenti, da 15 a 20 tipologie, per le diverse zone del pneumatico.

 

“Alla richiesta sempre più forte da parte delle case automobilistiche di coperture prestazionali capaci di ridurre la resistenza al rotolamento rispondiamo con prodotti inediti ottimizzati allo scopo”. Ed ecco le novità rappresentate da ContiEcoContact 5 e ContiSportContact 5 che Nikolai Setzer, responsabile della divisione pneumatici vettura e trasporto leggero di Continental, ha presentato alla stampa internazionale nell’ambito del lancio avvenuto a Portimão, nel Portogallo meridionale, sottolineando come “il claim di un marchio da sempre sinonimo di sicurezza, oggi si rafforza coniugando l’imperativo dell’efficienza energetica con le prestazioni in frenata sul bagnato”, due dei tre parametri chiave evidenziati nella nuova etichetta europea.“Ed è così – ha aggiunto Setzer – che l’EcoContact 5 riduce la resistenza al rotolamento del 20% rispetto al predecessore EcoContact 3, e pure lo SportContact 5 può vantare al riguardo un miglioramento di oltre il 10% nei confronti del modello precedente”. Se il primo appartiene al segmento cosiddetto dei pneumatici eco-performance, disponibile per cerchi da 14” a 17” e velocità fino a 300 km/h, il secondo rientra tra le coperture uhp e giunge, con 23 misure da 16” a 20” per le vetture e altre 7 da 18” a 20” per i Suv, a completare la gamma rinnovata lo scorso anno con l’introduzione del supersportivo ContiSportContact 5P. A unire entrambi i nuovi prodotti, il denominatore costituito dall’impiego di tecniche costruttive e compound nuovi, con l’uso di mescole differenti, da 15 a 20 tipologie, per le diverse zone del pneumatico.

Minore peso e maggiore durata
E poi, il focus sulla configurazione del profilo e sul design del battistrada richiesti dall’EcoContact 5 come ulteriore e indispensabile contributo nel coniugare parametri conflittuali per definizione, efficienza energetica e handling da un lato, resistenza al rotolamento e frenata sul bagnato dall’altro. “La somma dei miglioramenti – ha spiegato Burkhard Wies, responsabile dello sviluppo – ottenuti con molteplici accorgimenti per ridurre l’isteresi della gomma, minimizzare le forze di flessione del fianco e ridurre il peso della carcassa, ha portato il ContiEcoContact 5 a più elevate prestazioni globali. Il nuovo pneumatico, che pesa in media un chilo in meno del predecessore, accorcia del 10% gli spazi di frenata sul bagnato, permette di risparmiare circa il 3 per cento del carburante e offre pure un aumento del chilometraggio pari al 12%”. Un risultato, questo, frutto degli interventi sul profilo della gomma, ultrapiatto e con una sorta di microlamellatura, e del nuovo compound, capaci rispettivamente di ridurre l’energia di frizione (contenendo lo slittamento nonché lo stress tangenziale e uniformando le tensioni radiali) e di diminuire l’usura da abrasione della mescola. Dissipare meno energia significa anche abbassare le emissioni di CO2.
Di minori emissioni e di una maggiore durata chilometrica (13% in più) è accreditato anche il ContiSportContact 5, il quale surclassa il modello precedente, se è vero, come attesta il grafico comparativo, che gli è superiore oltre che in termini di resistenza al rotolamento, anche rispetto all’handling, alla frenata su asciutto e bagnato, alla resistenza all’aquaplaning nonché al contenimento delle emissioni acustiche.

Tecnologie modulari e adattive
“Si è fatto ampio uso – sottolinea il project leader Markus Fischer – delle tecnologie che identificano quattro aree distinte del pneumatico (zona di carico, di grip, flettente e rigida), provvedendo per ciascuna alle soluzioni più adatte”. Un approccio modulare che, per ottimizzare il grip e la tenuta in curva, ha sfruttato un battistrada a macro blocchi di nuova generazione e il sistema adattivo di mescola Black Chilli (in grado di attivarsi a seconda di come vibra la gomma, nelle diverse condizioni di marcia, frenata e accelerazione longitudinale e laterale), con catene polimeriche responsabili di un utile compromesso tra la più elevata riduzione della resistenza al rotolamento e il massimo risultato in frenata su asciutto e bagnato; a massimizzare l’area di contatto al suolo sono le caratteristiche del profilo e la rigidità dinamica della zona di carico. Il resto è affidato a una distribuzione più omogenea delle tensioni sul fianco e alla rigidità differenziata dell’area adiacente al tallone, modulata grazie ad apposite mescole. Per verificare in concreto le performance attribuite al ContiEcoContact 5 e sperimentare direttamente le caratteristiche di targa del ContiSportContact 5, Continental ha organizzato una serie di test drive dentro e fuori dall’autodromo internazionale dell’Algarve, moderna struttura realizzata quattro anni fa su un’area di 300 ettari tra le colline che circondano Portimão. Una volta in pista, alla guida di una dozzina di vetture diverse, dall’Audi TT RS alla Bmw 135i MSport e alla Mini Cooper S, dalla Golf R alla Peugeot RCZ e all’Audi A7 Sportback passando per la Fiat 500 Abarth e la Volvo S60, sono emerse appieno le qualità sportive del ContiSportContact 5. Senza estremizzare le caratteristiche di tenuta e stabilità in curva, dimostra precisione di guida e frenata così come riscontrate nella prova del fratello maggiore ContiSportContact 5P.

Consumi alla prova sul campo
Ne è emersa una copertura capace di restituire una confortante sensazione di sicurezza e di controllo anche nelle condizioni più critiche, laddove la progressività del comportamento rappresenta un indubbio valore aggiunto. E la valutazione non è cambiata passando dal volante della sportiva più pepata a quello della lussuosa berlina di turno. Un circuito più corto, adiacente allo splendido tracciato principale, ha ospitato invece le prove sul bagnato del ContiEcoContact 5, a diretto confronto con il predecessore e con il prototipo BluEco, concepito per le vetture elettriche: una comparazione fra i tre treni di gomme montati su identiche Bmw 135 da condurre veloci tra curve e controcurve e da frenare poi nello spazio più breve possibile su un asfalto assai liscio velato d’acqua. Affidato ai dati di telemetria (e calcolato come media dei valori registrati del gruppo di giornalisti-tester), il responso, già peraltro emerso nelle impressioni soggettive, ha sancito la superiorità del nuovo ContiEcoContact 5: marginale ma comunque avvertibile rispetto al modello precedente, più netta nei confronti del prototipo, sia nel comportamento in frenata che come tenuta (valutata in base all’accelerazione laterale), e assai logica se si considera la vocazione del BluEco alla massima scorrevolezza. Ciò che ha fatto valere nel successivo test di consumo, condotto in condizioni omogenee (un gps indicava la marcia da inserire e controllava che la velocità rimanesse sempre nello stretto intervallo prefissato) su un percorso stradale in saliscendi esterno al circuito: al volante di una piccola flotta di Volkswagen Golf, il confronto a tre, rilevazioni telemetriche di gruppo alla mano, si è risolto a favore del BluEco, che ha registrato un risparmio di carburante di circa 0,5 litri per 100 km rispetto al ContiEcoContact 5, a sua volta più parco del ContiEcoContact 3 in misura analoga.

 

 

• Le eco-gomme di un futuro verosimile

 

Una riduzione a tappe forzate delle emissioni medie di CO2, dai 130 g/km per le vetture immatricolate il prossimo anno ai 95 previsti entro il 2020: l’obiettivo posto dalla Ue si lega a doppio filo alla riduzione della resistenza al rotolamento dei pneumatici, i quali contribuiscono ai consumi di una vettura (e dunque alle sue emissioni di gas serra) per circa il 20%.
È probabile che sul fronte delle auto elettriche il domani ormai prossimo riserverà una nuova tipologia di pneumatici: un segmento di mercato per quel 5% di veicoli elettrici previsti in Europa nel parco circolante del 2020, contraddistinto da coperture più strette e dal diametro maggiorato – uno standard di 195/55 R20 contro il convenzionale 205/55 R16 –, con medesimi valori di carico ma pressioni di esercizio più elevate.
 

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