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Pneurama Weekly

01/04/2021
Pirelli, nel nuovo piano industriale previsto recupero valore al 2022 e più peso su Specialties High Value al 2025

Il Consiglio di amministrazione di Pirelli ha approvato ieri i risultati consolidati 2020 e il nuovo piano industriale che resta incentrato sull'High Value. Nella presentazione degli obbiettivi futuri il vice presidente esecutivo e ceo, Marco Tronchetti Provera, insieme al top management ha indicato due differenti momenti per l’attuazione del piano: il 2022 come anno del recupero dei valori pre-Covid e il 2025 come anno in cui Pirelli punta a essere sempre più rilevante negli Specialties High Value e a generare una elevata generazione di cassa. Nello specifico Pirelli stima, nel primo biennio a fine 2022, ricavi tra 5,1 e 5,3 miliardi, un margine ebit adjusted tra il maggiore del 16% e circa il 17%, una posizione finanziaria netta tra circa 2,75 e 2,65 miliardi, pari a circa 2 volte l'ebitda adjusted. Gli obiettivi per il 2023-2025 prevedono per fine piano ricavi tra circa 5,7 e 6,2 miliardi, un margine ebit adjusted tra circa il 19% e 20% e una posizione finanziaria netta tra 1,6 e 1,4 miliardi, pari a circa 1 volta l'ebitda adjusted. Quanto ai dividendi, è previsto un pay-out pari a circa il 50% dell'utile consolidato degli esercizi 2021-2022 e del 40% per gli esercizi 2023-2024. Gli investimenti nel biennio 21-2022 sono previsti tra circa 710 e 730 milioni, essenzialmente per upgrade tecnologico e aumento produttività. Nel triennio 2023-2025 sono stimati tra 1,2 e 1,3 miliardi anche per nuova capacità High Value in paesi a minori costi produttivi. Pirelli prevede il completamento del piano di competitività con efficienze nette per circa 170 milioni nel biennio 2021-2022 (110 mln nel 2020). Al 2025 ulteriori efficienze per 70/100 milioni, principalmente grazie a benefici derivanti dalla trasformazione digitale. Per quanto riguarda l’aspetto commerciale del piano industriale il Gruppo punta alla crescita dei volumi e dei ricavi attraverso tre leve nell’High Value e una per proseguire il riposizionamento nello Standard. Mentre sul fronte dell’innovazione Pirelli vuole accelerare gli obiettivi già individuati dal precedente piano facendo leva sulla capacità di presidiare, anticipandoli, i trend tecnologici grazie alle partnership con le case auto. Un elemento importante è rappresentato inoltre dal programma di efficienza, già avviato nel 2019. Completata la fase 1 nel 2020 è prevista una fase 2 nel 2021-2022 che continua ad agire su 4 aree di intervento: costo del prodotto (focalizzazione sulla modularità e contenimento dei costi grazie a minori tempi di sviluppo per effetto del crescente utilizzo di virtualizzazione/simulazione), manufacturing (ottimizzazione della presenza industriale, con un’ulteriore digitalizzazione delle fabbriche), Selling, General & Administrative Expenses (razionalizzazione acquisti e ottimizzazione del network logistico) e l’organizzazione consistente nella trasformazione digitale dei processi. Nel 2023-2025 è invece prevista una fase 3 che farà leva sull’operativa raggiunta dalle fabbriche e sulla piena trasformazione digitale dell’azienda. Pirelli chiude il 2020 con un utile netto consolidato di 42,7 milioni (457,7 milioni al 31 dicembre 2019) e un utile netto della capogruppo a 44 milioni (273,2 milioni al 31 dicembre 2019). Il CdA proporrà all'assemblea degli azionisti, convocata il 15 giugno, la distribuzione di un dividendo di 0,08 euro per azione per un totale di 80 milioni.

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