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Pneurama Weekly - Archivio

05/03/2020
Pirelli, +3,5% di utile netto: il Cda proporrà agli azionisti la distribuzione di un dividendo di 0,183

Il Consiglio di Amministrazione di Pirelli ha approvato i risultati al 31 dicembre 2019. Nell’esercizio 2019 il settore tyre è stato caratterizzato dalla debolezza della domanda (-1,4% rispetto al 2018), in particolare nel canale primo equipaggiamento (-5,9% il mercato) in linea con il calo della produzione auto globale. Al fine di garantire un adeguato livello di saturazione delle fabbriche e contenere le scorte, molti operatori del settore hanno indirizzato la produzione, originariamente prevista per il canale primo equipaggiamento, al mercato ricambi, con conseguente impatto sui prezzi. Tali riduzioni hanno interessato principalmente il segmento standard e i prodotti high value a minore contenuto tecnologico. In tale contesto, Pirelli ha proseguito la strategia di focalizzazione sull’high value, segmento più resiliente (+5,9% la crescita del mercato Car ≥18’’) e meno esposto alla pressione competitiva, consolidando la sua leadership e rafforzando la presenza sui prodotti caratterizzati da un elevato contenuto tecnologico. Sul segmento standard, dove la domanda rimane debole (-2,7% il mercato nel 2019) Pirelli ha proseguito con la riduzione dell’esposizione sui prodotti meno profittevoli, riducendo allo stesso tempo il livello delle scorte (-23% in termini di volumi le scorte car standard), incrementatosi a fine 2018 a causa della crisi dell’economia brasiliana. La società ha chiuso il 2019 con un’incidenza delle scorte sui ricavi pari al 20,5%, rispetto al 21,7% di fine 2018. Pirelli, come già annunciato il 19 febbraio in occasione della presentazione del piano industriale 2020-2022 con vision 2025, ha chiuso il 2019 con risultati in linea con le attese: ricavi pari a 5,3 miliardi – in crescita del +2,5% rispetto al 2018 (+2,2% la variazione organica) –, una profittabilità (Ebit margin adjusted) al 17,2%, in linea con il target, un utile netto totale in crescita del 3,5% a 457,7 milioni di euro (in crescita del 3,5% rispetto a un utile di 442,4 milioni di euro del 2018), una solida generazione di cassa, con un flusso di cassa netto ante dividendi e impatto Ifrs16 pari a 332,9 milioni di euro, e un rapporto fra posizione finanziaria netta ed Ebitda ante costi di start up in linea con il target. Nel 2019 la posizione finanziaria netta è stata pari a 3 miliardi di euro (3,5 includendo 483,1 milioni derivanti dal principio contabile Ifrs 16) rispetto a 3,1 miliardi al 31 dicembre 2018.

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