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Pneurama Weekly - Archivio

23/01/2020
Per il Centro Studi Promotor servono incentivi alla rottamazione per favore il mercato auto

“Per il nostro Paese occorre una grande campagna di incentivi alla rottamazione per l’acquisto sia di auto elettriche che di nuove auto ad alimentazione tradizionale”. Lo ha affermato Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, nella 27 conferenza stampa annuale del Centro Studi Promotor sulla situazione e le prospettive del mercato dell’auto. Per l’Italia l’obiezione all’introduzione di significativi incentivi alla rottamazione è che la situazione economica non consente di sostenere il grande sforzo per rinnovare in maniera significativa il parco circolante. L’Italia è l’unico Paese ad economia avanzata che non ha ancora superato la crisi del 2008, che è già oggi la più lunga dall’Unità d’Italia, mentre il Pil pro capite 2018, contrariamente a quanto avviene in tutta la UE (con l’esclusione della sola Grecia), è più basso di quello del 2001 (-3,96%). Esistono però formule di incentivazione alla rottamazione che possono dare una spinta anche al Pil ed essere a costo zero perché il bonus viene completamente recuperato attraverso il gettito Iva sulle auto immatricolate in più. Una formula di questo tipo fu adottata proprio in Italia con i primi incentivi alla rottamazione del 1997 che determinarono una crescita delle immatricolazioni del 39%, un gettito aggiuntivo per l’Erario di 1,400 miliardi di lire ed una crescita del Pil calcolata dalla Banca d’Italia in 0,4 punti percentuali. Questa formula era basata su un incentivo differenziato a seconda del tipo di auto accompagnato da uno sconto obbligatorio concesso dal venditore pari almeno all’incentivo. La formula del 1997 adattata alle attuali esigenze e quindi con incentivi per tutti i tipi di alimentazione, ma con super bonus per le vetture ad emissioni zero potrebbe riportare le immatricolazioni ai livelli ante-crisi, ridurre le emissioni inquinanti o nocive (CO2) e dare un sensibile contributo allo svecchiamento del parco circolante la cui età media è passata da 7 anni e 6 mesi del 2007 a 11 anni e 6 mesi del 2018 contro gli 8 anni del Regno Unito, i 9 anni della Francia e i 9 anni e 7 mesi della Germania. 

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