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Articoli - Archivio

05/07/2011
Pace sociale non del tutto garantita

Autotrasporto: interventi a sostegno del settore

Firmato il decreto che destina le risorse per  le principali esigenze del settore, con particolare riferimento alla riduzione del costo del lavoro, alla sicurezza della circolazione, ad iniziative per la formazione del personale e per la deduzione forfetaria di spese non documentate

di Paolo Castiglia

Le associazioni ritengono assolutamente necessario rafforzare economicamente le imprese italiane attraverso soluzioni immediate che ne garantiscano la competitività ed invertano l’attuale trend negativo nella competizione internazionale.

 

Pesano tanto i 368 milioni di euro di interventi a sostegno del settore dell’autotrasporto.  Erano soldi previsti dalla legge di stabilità 2011 e da altre normative. Pesano parecchio, su un tavolo di trattative con il Governo nell’inquieto mondo dell’autotrasporto dove c’è anche qualcuno che aveva proclamato un fermo per metà maggio, poi ritirato. Molte delle armi sono state rimesse nel fodero appunto quando il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Altero Matteoli, ha firmato il 13 maggio 2011 il decreto che destina le risorse mirate a soddisfare le principali esigenze del settore con particolare riferimento alla riduzione del costo del lavoro, alla sicurezza della circolazione, ad iniziative per la formazione del personale e per la deduzione forfetaria di spese non documentate.
“Secondo gli impegni assunti dal governo, il decreto che ho sottoscritto e già trasmesso al collega Tremonti per il concerto – ha dichiarato nell’occasione lo stesso ministro Matteoli – arriva nei tempi previsti e viene incontro alle esigenze e alle aspettative di un settore cruciale per l’economia del Paese”.
Alla firma ha fatto seguito un incontro operativo tra il sottosegretario ai Trasporti, Bartolomeo Giachino, e le associazioni dell’autotrasporto per fare il punto sull’applicazione degli accordi. All’incontro, il sottosegretario ha annunciato che è stato definito il decreto interministeriale sulle risorse destinate al settore per il 2011, precisando che metà saranno già disponibili a giugno. La ripartizione dei fondi prevede 120 milioni per sconti sui pedaggi autostradali, 105 milioni di euro per la riduzione Inail, 113 milioni di euro per le spese non documentate e 22 milioni per la quota sanitaria.
Giachino ha anche presentato la circolare del Ministero degli interni che rende operativa la nuova normativa sui pallet. Da ora, quindi, il vettore non deve più rispondere della gestione delle pedane, non è più obbligato alla restituzione di quelle vuote e ha diritto ad una ricompensa per ogni prestazione accessoria effettuata per la committenza in questo ambito. Inoltre, la normativa applica le disposizioni di Pubblica Sicurezza anche al commercio dei pallet, contrastando così fenomeni di abusivismo, che portano ad una vera e propria ricettazione.
Nell’incontro, il sottosegretario ha anche annunciato che è stata definita a livello interministeriale la prima sanzione che applica l’articolo 83 bis della Legge 133/2008 ad un committente. Egli ha anche comunicato che l’Osservatorio sulle attività di trasporto sta definendo i costi minimi di sicurezza, previsti dalla Legge 127. Dopo l’incontro, le associazioni di autotrasporto siciliane Aias e Assiotrat, che avevano aderito al fermo nazionale dell’autotrasporto indetto da TrasportoUnito dal 16 al 20 maggio 2011, hanno annunciato la loro astensione dalla protesta per “aver apprezzato lo sforzo fatto dal Governo per una pronta risoluzione dei problemi che affliggono l’autotrasporto”. Poco dopo anche TrasportoUnito ha annunciato la sospensione del fermo del settore.
Pace certa allora, tutto tranquillo? Ma no, per cui le associazioni, rappresentate dell’Unatras “pur apprezzando alcune importanti novità come quella dello sblocco della procedura per l’applicazione delle sanzioni ai committenti che non rispettano i costi minimi e l’impegno ad inserire la norma sui rimborsi Iva nel Decreto Legge sullo Sviluppo”, hanno fatto notare in un comunicato che “l’Osservatorio non ha provveduto alla pubblicazione dei costi minimi di sicurezza per i contratti scritti di trasporto entro il 12 maggio (come, invece, aveva promesso il sottosegretario) e, sul fronte delle risorse economiche stanziate a favore del settore, le imprese attendono ancora l’emanazione dei relativi provvedimenti normativi necessari per la loro spendibilità, anche a causa dei ritardi accumulati dagli altri dicasteri coinvolti nella redazione dei predetti provvedimenti”.
Per questi motivi “l’Unatras, pertanto, interrompe la pace sociale concordata con il Governo e se non saranno stati rispettati gli impegni assunti ieri dal sottosegretario sulla immediata emanazione dei provvedimenti di spesa e sul prosieguo dell’attività sanzionatoria per i committenti che non rispettano i costi minimi, assumerà la decisione sulla opportunità di continuare o meno il confronto con l’Esecutivo”. Staremo a vedere.

 

Arrivano le sanzioni per i committenti che non applicano i costi minimi
Un altro elemento decisivo di novità comunque positiva nei rapporti tra associazioni di categoria dell’autotrasporto e l’esecutivo è rappresentato dal pieno coinvolgimento della committenza nelle questioni legate alla sicurezza: “L’applicazione delle sanzioni dell’articolo 83 bis, comma 14 della Legge 133/2008,  con esclusione fino a 6 mesi dalle gare di appalto pubbliche, e per un anno dai benefici fiscali, finanziari e previdenziali, nei confronti del committente che non applica i costi minimi di esercizio, è finalmente realtà”. C’è una punta di orgoglio in una nota di Pasquale Russo, segretario generale di Conftrasporto.  
In effetti ora la filiera delle sanzioni nel settore dell’autotrasporto comincia a prendere corpo: è  diventata infatti operativa la norma che, per la prima volta, sanziona i committenti che non rispettano i costi minimi di sicurezza nel trasporto su gomma. “Invitiamo pertanto – scrive ancora lo stesso Russo –   tutte le imprese ed associazioni che venissero a conoscenza della mancata applicazione di questi costi, ad utilizzare lo strumento previsto dal Decreto ministeriale del 16.9.2009 per denunciare queste irregolarità al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti”.
Tutto nasce dal fatto che il direttore dell’Agenzia delle Entrate Attilio Befera ha stabilito le sanzioni pubbliche previste per coloro che  pagheranno sottocosto le prestazioni dei vettori, pratica che spesso conduce questi ultimi a violare le regole di sicurezza stradale. La nuova normativa prevede che i committenti che non rispettano i costi minimi, vengano messi al bando dalle gare d’appalto pubbliche per un periodo fino a sei mesi ed esclusi per un anno da ogni agevolazione fiscale, oltre a rispondere con il trasportatore per talune violazioni stradali, come già previsto dalla legge.
La sanzione prevede anche la pubblicazione dei dati del committente che viola la norma sul sito dell’Agenzia delle Entrate, una vera e propria gogna telematica quindi, anche se solo per permettere “agli enti e alle amministrazioni preposti alla verifica del rispetto delle sanzioni stesse di attivarsi ai fini dell’adozione delle determinazioni di rispettiva competenza”.
La lista dei destinatari delle sanzioni conterrà partita Iva, codice fiscale, nome, cognome, città e data di nascita o, nel caso delle società, denominazione e sede legale del sanzionato. Recente la notizia della prima sanzione ad un committente che non ha rispettato l’obbligo di corrispondere i costi minimi di sicurezza ad un’impresa di autotrasporto.

 

 

• Offensiva internazionale dell’autotrasporto italiano

 

La Confartigianato Trasporti insieme a Cna Fita, Conftrasporto, Fedit e Sna Casartigiani ha recentemente scritto al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, Altero Matteoli, chiedendo un intervento al prossimo Forum di Lipsia in difesa delle aziende di autotrasporto italiane, sempre più minacciate da pratiche di concorrenza sleale e dumping sociale da parte dei vettori stranieri. In particolare, le associazioni evidenziano le pericolose prospettive di liberalizzazione del mercato internazionale del trasporto di merci emerse ultimamente in ambito ITf/Cemt: proposta di rimozione di tutte le riserve, eliminazione della regola dei tre viaggi, costituzione automatica di una “cassa comune” delle autorizzazioni, meccanismo decisionale non più basato sul principio di unanimità.
“Le nostre aziende – afferma il testo della lettera –  sono già in grossa difficoltà a causa delle pratiche sleali da parte di vettori provenienti da altri paesi membri dell’Unione, che violano sistematicamente le disposizioni comunitarie – ad esempio sul cabotaggio o la normativa sociale – praticando inoltre condizioni e prezzi molto al di sotto di quelli sostenibili dagli italiani”.
“Qualora anche a vettori provenienti da paesi extracomunitari - insiste il testo redatto dalle associazioni dell’autotrasporto - si consentisse un facile ingresso sui nostri mercati, senza il rispetto di alcuna regolamentazione, l’autotrasporto italiano verrà travolto, e con esso tutta l’economia nazionale”.
Poi, la chiusura: “Le associazioni ritengono assolutamente necessario rafforzare economicamente le imprese italiane attraverso soluzioni immediate che ne garantiscano la competitività ed invertano l’attuale trend negativo nella competizione internazionale. Inoltre, un’eventuale apertura dei mercati dovrà avere rigorosamente alla base il rispetto dei nostri standard e regole di carattere sociale, tecnico ed ambientale da parte delle imprese degli altri Stati”.

 

 

• Associazioni Comuni italiani e Consulta della Logistica: patto di consultazione per la distribuzione urbana delle merci

 

Nasce grazie alla Consulta per l’autotrasporto e la logistica un centro di consulenza gratuito per i comuni, in grado di aiutarli in tutte le decisioni che riguardano la mobilità urbana, insieme con tutte le categorie interessate. “È un altro tassello del Piano Nazionale per la Logistica – ha  spiegato il sottosegretario Giachino – tassello importante visto che le inefficienze nella distribuzione urbana delle merci sono stimabili in 10 miliardi di euro. Da domani mi aspetto che tutti i comuni italiani, prima di prendere decisioni che coinvolgano la filiera delle merci, si consultino con questo gruppo di lavoro”.
In effetti gli oltre ottomila comuni italiani hanno tutti assoluta autonomia nelle scelte che riguardano la mobilità. Capita quindi che le amministrazioni locali decidano di chiudere al traffico delle merci aree cittadine, di introdurre divieti di transito, di limitare la consegna delle merci solo ad alcune ore, di introdurre forme di pagamento per l’accesso alle Zone a Traffico Limitato: provvedimenti presi a volte senza un adeguato confronto con gli operatori della filiera del trasporto, con tutte le difficoltà immaginabili per le imprese di autotrasporto.
Per far fronte a queste difficoltà, la Consulta per l’autotrasporto e la logistica, presieduta dal sottosegretario ai Trasporti Bartolomeo Giachino, e l’Anci, l’associazione che rappresenta i comuni italiani, hanno appunto firmato un protocollo per la costituzione di un vero sportello per autotrasportatori, commercianti, committenza industriale, presenti con i loro rappresentanti all’interno della Consulta. 

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