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Articoli - Archivio

05/03/2012
PRAGMATISMO D'IMPRESA

ASSEMBLEA GENERALE AICA
Il realismo è il modo migliore per analizzare il mercato e i pericoli della recessione. La burocrazia eccessiva e il proliferare di norme non aiuta di certo a mantenere la competitività delle aziende italiane, ma occorre lucidità e pragmatismo per trovare soluzioni utili e funzionali

Roberta Papadia

I COSTRUTTORI italiani di autoattrezzature si sono riuniti per la 36a assemblea generale di Aica il 3 dicembre scorso a Bologna. L’assemblea è stata particolarmente sentita perché in una fase di grande criticità il confronto tra soci è molto costruttivo e in qualche modo anche confortante perché si vivono le stesse preoccupazioni e problemi, e insieme magari si possono trovare soluzioni nuove. L’evento ha segnato anche il rinnovo delle cariche sociali.

 

La relazione del presidente

Giorgio Cometti, presidente di Aica, ha aperto l’assemblea con alcune riflessioni sulla situazione economica.

“Stiamo vivendo momenti di grande apprensione per le possibili conseguenze della crisi finanziaria che coinvolge pesantemente gli stessi destini dell’euro. Come imprenditori abbiamo il dovere di essere, se non ottimisti, almeno realisti. Senza recuperare competitività, e conseguentemente far ripartire l’economia, non sarà possibile nemmeno risanare il bilancio dello Stato. Inoltre oggi fare impresa in Italia è molto difficile, strumenti vecchi, burocrazia opprimente, giustizia lenta, eccesso di regolamentazione sono solo alcuni degli elementi che ingessano il sistema. Abbiamo regole sul mercato del lavoro pensate nel secolo scorso per esigenze del secolo scorso”.

Ci sono molte norme e spesso non chiare, come il caso dei Raee (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche) o come alcune disposizioni tecniche di prodotto. Una normativa particolarmente importante per il settore è quella del Made in Italy. Ognuno è libero di produrre dove vuole purché rispetti le leggi. Non si possono tuttavia far passare per “Made in Italy” prodotti che tali non sono. “Aica ha già studiato la materia oggetto di approfondimento anche in questa assemblea. Ricette facili non ce ne sono e purtroppo manca un efficace sistema di controllo. L’associazione lavorerà anche su questo tema”. 

Numerose leggi derivano dal recepimento di direttive comunitarie e anche su questo fronte l’associazione è molto attiva. Il tema normativo è tuttavia molto vasto. Battaglie che fino a ieri erano all’avanguardia come il diritto all’autoriparazione, oggi sono già superate dal concetto di libertà di scelta da parte del consumatore su dove andare a far riparare l’auto. Aica è presente e attiva nei tavoli internazionali e nazionali che sviluppano le normative del settore automotive. 

Un altro elemento particolarmente qualificante dell’attività associativa è sicuramente la promozione di settore e la fiera internazionale Autopromotec. “Occorre agire con tempestività perché il mercato si sta evolvendo con una velocità impressionante: paesi che fino a ieri erano definiti in via di sviluppo oggi diventano protagonisti, tecnologie all’avanguardia in pochi mesi diventano obsolete, istituzioni che erano un riferimento quali l’Ice non esistono più. Dovremo quindi studiare ulteriori approcci non solo nuovi, ma anche innovativi per un mondo completamente diverso e Aica è preparata a questo salto culturale perché è un’associazione che fa del pragmatismo la propria bandiera”. 

Anche nel settore fieristico l’evoluzione corre veloce. Appuntamenti che erano consolidati da oltre mezzo secolo si sono fortemente ridotti. Fortunatamente Autopromotec è in controtendenza e non è facile esserlo. Occorre trovare la sintesi di esigenze che a volte sono antitetiche: si devono contenere i prezzi, ma anche investire per far arrivare visitatori, è necessario essere più internazionali, ma evitare di avere troppe presenze low cost, si deve essere flessibili nel venire incontro alle esigenze dell’espositore, ma rigidi nel rispetto delle regole.

“Con Autopromotec ci eravamo posti l’obiettivo di essere il punto di riferimento per le attrezzature e ci siamo riusciti. Ora ci dobbiamo porre l’obiettivo di mantenere questa posizione, fatto che richiede come noto un impegno ancora maggiore. A mio parere occorre continuare a lavorare sul piano internazionale”.

Sul piano logistico, alcune criticità strutturali della città di Bologna negli ultimi anni si sono fortemente attenuate: sono stati costruiti molti alberghi che consentono di pernottare a prezzi ragionevoli, l’aeroporto ha incrementato la rete di collegamenti sia di linea che low cost, tanto che oggi con pochi euro è possibile raggiungere la città da tutti gli hub europei, e proprio in questi giorni cominciano i lavori per un ulteriore ampliamento. 

Cometti ha concluso sottolineando che in un mondo dove l’evoluzione impone alle aziende di mantenersi al passo con il mercato che cambia, i soci Aica continueranno a essere protagonisti. 

“Come l’età della pietra non è finita per la mancanza di pietre, ma perché qualcuno aveva scoperto una tecnologia migliore per cacciare, allo stesso modo l’età delle attrezzature italiane non finirà per la mancanza di macchine da riparare, ma solo se non sapremo mantenerci al passo con il mercato che cambia. Sapremo farlo, non ho dubbi.”

 

Un bilancio positivo

Onelio Picchioni nella sua veste di tesoriere economo ha presentato il consuntivo 2010, il preconsuntivo 2011 e il preventivo 2012 che mantengono conti in equilibrio anche grazie ai dividendi derivanti dal buon andamento della fiera Autopromotec. L’associazione è in attivo e può investire nelle attività di promozione del settore e in nuove iniziative.

 

Marcatura CE delle macchine e Made in Italy

L’ingegner Matteo Cecconi, consulente esperto dello Studio Alfa e consulente Aica, ha approfondito il tema della marcatura CE analizzata non solo da un punto di vista tecnico, ma quale elemento essenziale di sicurezza e trasparenza del mercato. La marcatura apposta sulla macchina è infatti l’ultimo atto di un lungo percorso che, al di fuori dell’associazione, non tutti seguono in modo irreprensibile. Come comportarsi? Cecconi ha illustrato alcuni casi, partendo proprio dal rispetto dei requisiti essenziali di sicurezza. Inoltre, sull’ultima versione della direttiva macchine 2006/42/CE in vigore da fine 2009, Aica ha organizzato appositi seminari. 

“Il rispetto di tali disposizioni non è tuttavia solo una responsabilità del produttore: è importante far sapere al cliente che anche gli utilizzatori debbono rispettare il testo unico sulla sicurezza D.Lgs. 81/08, che obbliga il datore di lavoro a mettere a disposizione dei lavoratori macchine sicure e a norma. I datori di lavoro possono incorrere in sanzioni se acquistano prodotti da aziende ‘improvvisate’, che potrebbero aver applicato la marcatura CE in modo disinvolto e non appropriato. 

La marcatura CE prevista dalla direttiva non è certo banale: il marchio deve avere determinate dimensioni, proporzioni e una forma ben precisa. Deve essere applicato in modo leggibile, visibile, indelebile e non possono essere apposti marchi fuorvianti che inducano in errore. La marcatura deve essere apposta vicino al nome del fabbricante usando la stessa tecnica, proprio perché non devono sussistere dubbi su chi sia il produttore. La direttiva 2006/42/CE specifica anche le informazioni che devono essere riportate, quali ragione sociale, indirizzo, designazione della macchina, della serie, del tipo, marcatura CE ecc”.

Il D.Lgs. 17/2010, che ha recepito la direttiva, entrato in vigore il 6 marzo del 2010, disciplina le sanzioni e indica gli enti di controllo. Se la marcatura non è conforme, o assente, o errata, si incorre in sanzioni. Se viene constatata una non conformità, interviene il Ministero dello sviluppo economico che chiede al fabbricante di adeguarsi alle prescrizioni. Nel caso di mancato adeguamento, il Ministero può disporre il ritiro della macchina, il divieto di immissione sul mercato, ne proibisce la messa in servizio ecc. Inoltre deve informare la Commissione Europea di questa azione. Per la marcatura non conforme sono previste sanzioni pecuniarie da 1.000 a 6.000 euro, mentre per le infrazioni all’allegato I (requisiti essenziali di sicurezza) l’importo va da 4.000 a 24.000 euro; tutte le sanzioni sono rideterminate (e possono quindi aumentare notevolmente) in funzione del fatturato connesso alle macchine per le quali è accertata la violazione. 

Il TU sulla sicurezza (D.Lgs. 81/08) non diversamente dal precedente D.Lgs. 626/94, prevede il divieto di vendita di macchine non conformi alla legislazione applicabile. Inoltre il D.Lgs. 81/08 obbliga il datore di lavoro a verificare che le attrezzature siano conformi alle direttive CE applicabili prima di metterle a disposizione dei lavoratori. Gli organi di vigilanza possono procedere con una prescrizione o una disposizione (nel primo caso c’è anche una sanzione pecuniaria). In ogni caso l’utilizzatore è il primo a dover rispondere di eventuali difformità. Dopo il datore di lavoro, si risale anche al fabbricante, ma risulta evidente che l’utilizzatore che si affida a un fornitore di macchine poco serio è il primo ad avere problemi. L’ignoranza non è ammessa. Per alcune macchine particolari l’azienda deve valutare di limitarne l’uso a personale specializzato. Anche il paese di origine deve essere riportato sia sulla marcatura CE, sia sulla dichiarazione di conformità, in quanto non devono esserci dubbi sulla provenienza della macchina.

L’associazione può avere un importante ruolo nel sensibilizzare su questi temi l’utilizzatore, ricordando anche come siano molto importanti sia il manuale di istruzione che la formazione. Quest’ultima non basta farla, ma occorre anche dimostrare di averla fatta. 

 

Iniziative promozionali estere

Emanuele Vicentini, brand manager di Autopromotec, ha illustrato i principali dati dell’ultima edizione della fiera. I numeri sono tutti in positivo: espositori, visitatori nazionali e internazionali e area espositiva. Il medesimo trend si registra anche per quanto riguarda la presenza sulla stampa internazionale. Quest’anno sono stati lanciati nuovi progetti quali “AutopromotecEDU”, “Autopromotec industrial Vehicles Service” e mostra fotografica “Automorphosi”.

L’attività promozionale ha come obiettivo la costituzione e il rafforzamento di delegazioni di buyer esteri e in particolare da alcuni paesi chiave, anche se ad oggi l’attività dell’Istituto per il Commercio Estero è bloccata e gli accordi quadro stabiliti in passato non possono essere rinnovati. Sono stati quindi creati contatti con altri interlocutori come Assocamerestero e Unido per organizzare missioni dall’estero. Stiamo costituendo un accordo con la Regione Emilia Romagna e BolognaFiere per attività promozionali di varia natura in tre paesi strategici come Brasile, Turchia e Cina. Inoltre si sta investendo maggiormente sulla comunicazione nazionale e internazionale. A breve anche il portale web Autopromotec 2013, con contenuti aggiuntivi. 

“In un recente rapporto Ufi (l’associazione internazionale che raggruppa i quartieri fieristici) le considerazioni generali sui trend fieristici e gli sforzi di portare le rassegne al ventunesimo secolo puntano prioritariamente su internazionalizzazione e virtualizzazione delle stesse. Entrando più direttamente nei trend del settore aftermarket auto, segnaliamo come alla terza convention annuale di Clepa (Confederation de Liason Européen de Piéces Aftermarket) non si parlava di temi tradizionali quali competizione tra reti ufficiali e indipendenti o argomenti simili, ma di ‘Digital lifestyle’: vivere da connessi, le future fonti di dialogo digitale tra tools come telefono e auto, come l’auto stessa sarà investita di informazioni grazie alla geolocalizzazione e naturalmente attività business related legate ai social network; ‘Megatrends of future mobility’: integrare l’utilizzo di diversi mezzi di mobilità, soprattutto in grandi e medie città, come treno-metro-bus-bici e auto; diffusione dell’utilizzo del car sharing e del car rental complesso: utilizzo dell’auto in funzione dello scopo. Distacco dal concetto di auto come proprietà e diffusione del concetto di auto come mezzo”. 

Il b2b penetrerà nel c2c poiché i social network stanno sempre più influenzando le scelte di acquisto e spesa, anche tra persone in contatto per il b2b. Inoltre, le officine del futuro andranno verso la sperimentazione per rispondere alle esigenze molto diverse dei consumatori. Occorre segmentare l’offerta per rispondere a questi trend.

“Ci saranno le officine ‘shop in mall’ declinate al femminile, quelle ‘premium’ in cui mentre si fa manutenzione all’auto saranno proposti costosi brandy, oppure un corso di golf o un massaggio. Propensioni di spesa molto diverse, anche per le officine e i network collegati. Sul fronte comunicazione si spingerà sulla consapevolezza dell’importanza di manutenere l’auto. In questo scenario rientra appieno il futuro di Autopromotec. In un ambiente così complesso come quello in cui si trovano le aziende oggi, che per la fiera rappresentano principalmente gli espositori e in prima istanza i clienti da soddisfare, è strategico capire come Autopromotec debba orientare la sua rotta per raggiungere gli obiettivi, rispondere al mercato e soprattutto orientarlo. Perché tutte le aziende mai come ora sentono la necessità di confrontarsi e farlo in terreno neutro. Occorre collocarsi sempre più come crocevia internazionale, essere accademia formativa automotive, distinguersi come luogo dove intercettare tutti i trend e i macrodati di settore, essere link di contatto continuo con le aziende. Disegnare il concetto stesso di Autopromotec del futuro ne definirà il ruolo nel mercato e nella filiera: l’acqua in cui nuotiamo. Credo che abbia senso domandarsi tutti insieme ‘che cos’è l’acqua’. Significa identificare il ruolo della propria azienda e di Autopromotec, ma soprattutto sforzarsi di capire il mercato, il mondo, i suoi trend e poterlo influenzare. Perché il riferimento all’acqua? Perché l’acqua è sempre acqua, ma allo stesso tempo non è mai la stessa”.

 

Normative nazionali e internazionali

L’ing. Massimo Brunamonti, vicepresidente Egea, ha parlato di sviluppi normativi nazionali e internazionali e del ruolo importante di Aica presso il Ministero dei trasporti e Egea (L’Associazione europea dei costruttori di autoattrezzature). Tra le tematiche principali lo stato dell’arte di MCTCNet2, il nuovo software sulle revisioni che renderà molto più difficili le frodi. “Attualmente sono in essere attività di sperimentazione che verificano tecnicamente il sistema utilizzando sia apparecchiature esistenti che nuove. La sperimentazione è stata richiesta dalle organizzazioni di settore al fine di avere la certezza che il sistema sia provato in modalità operativa prima che entri in vigore. Le prove, che avvengono a Roma e Bologna, stanno andando molto bene, e non hanno evidenziato problematiche né strumentali né di software. Se tutto continuerà ad andare come previsto, entro la fine del 2012 il sistema potrà entrare in vigore. Questo anche grazie alla grande dedizione e impegno in uomini e mezzi dei costruttori associati. Sempre in tema di revisioni, ricordiamo come in ambito Egea siamo intervenuti anche sul processo di formazione della direttiva 2010/48 che fornisce il quadro della materia”. 

Un secondo tema sul quale si è lavorato e si continuerà a operare, riguarda la campagna sul diritto all’autoriparazione che si rinnova per confermare il diritto ad avere informazioni tecniche, training, accesso a costi ragionevoli a banche dati ecc. Il quadro normativo richiede infatti un ulteriore monitoraggio ed eventuali casi si possono trasformare in azioni presso le autorità competenti. Per citare un solo esempio, a volte il costo di accesso alle informazioni tecniche è ancora esorbitante, anche fino a dieci volte superiore a equivalenti informazioni nel mercato degli Stati Uniti. Un altro tema allo studio riguarda la validazione dei sistemi per la riparazione degli antifurto. Trattandosi di un tema sensibile a tematiche di sicurezza la procedura è complessa, ma stiamo lavorando per risolvere i problemi e consentire anche agli indipendenti di operare in questa importante quota di business. 

“Importante anche una nuova normativa europea nota come ‘eCall’ che prevede un dispositivo che chiamerà automaticamente l’assistenza sanitaria in caso d’incidente. L’eCall verrà sfruttata per trasformarsi in ‘bCall’ il che significa che il dispositivo potrà anche chiamare il soccorso meccanico. Un’ulteriore evoluzione del sistema potrà essere resa disponibile anche per la semplice manutenzione. Sono campi che l’associazione deve presidiare. Chi fornirà questi servizi, visto che si tratta di mettere insieme un sistema complesso e costoso? Anche questi servizi tuttavia rientrano nell’ambito Ber e devono essere proponibili anche dagli indipendenti”.

Sempre in sede Egea, molto intensa è stata l’attività relativa ai gruppi di lavoro. Aica ha recentemente ottenuto il nuovo chairman del gruppo dei sollevatori con l’ing. Fausto Manganelli che sta lavorando sul sollevamento dei veicoli elettrici e ibridi. Il gruppo diagnosi invece si è dedicato principalmente alle emissioni dei veicoli diesel (si sta lavorando sul test del particolato, che sembra avere trovato una soluzione) Euro 5 ed Euro 6, l’accesso alle informazioni Obd per gli strumenti di diagnostica e la validazione degli strumenti cosiddetti “pass through”. Il gruppo attrezzature pneumatici si sta dedicando principalmente ai sistemi di controllo della pressione.

Per quanto riguarda i test sulle sospensioni, si è concordato di proporre un test di efficienza misurando il fattore di smorzamento “Lehr” senza definire la tecnologia, ma proponendo un sistema di omologazione basato sulla ripetitività del risultato. Anche il gruppo estrazione fumi sta lavorando a uno standard relativo alle autofficine, mentre il nuovo gruppo operante sulle stazioni di ricarica dell’aria condizionata ha tenuto la prima riunione con l’obiettivo di definire un nuovo standard in linea con le esigenze dell’aftermarket. In tutti i gruppi di lavoro, le aziende italiane sono protagoniste.



• Aica: principali organi sociali per il quadriennio 2012/2015


PRESIDENTE: Giorgio Cometti


VICE PRESIDENTE
: Onelio Picchioni


CONSIGLIERI
:

Fulvio Boni - FASEP 2000

Alberto Caorle - CAORLE

Giorgio Cometti - ING. POLIN & C.

Giulio Corghi - CORGHI 

Onelio Picchioni - RAVAGLIOLI

Antonio Verrillo - GOVONI

Rolando Vezzani - SIMPESFAIP


TESORIERE ECONOMO
: Onelio Picchioni


SEGRETARIO GENERALE
: Renzo Servadei

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