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23/06/2016
PIRELLI PRESENTA RISULTATI E PROSPETTIVE DELLA SUA STRATEGIA INTEGRATA DI SOSTENIBILITÀ

Filippo Bettini, head of sustainability

and risk governance di Pirelli.   

Sostenibilità ambientale

 

Anni fa si chiamava semplicemente “bilancio ambientale”. Oggi la gestione responsabile delle risorse assume connotazioni più complesse e sistemiche, soprattutto per un gruppo globale come Pirelli, che da anni sta puntando sempre più sui prodotti Green Performance, sviluppati integrando innovazione di prodotto e di processo, con un impegno specifico nell’incentivare una coscienza ambientale lungo tutta la catena di fornitura e di produzione

Guido Gambassi

Valutare un pneumatico in base alla sua efficienza energetica, ovvero resistenza al rotolamento, e quindi alla sua capacità di contenere il consumo di carburante del veicolo che andrà a equipaggiare, è da diversi anni un approccio abituale e scontato, complice il labelling europeo introdotto quasi quattro anni fa. Meno frequente è prendere in considerazione l’efficienza energetica e gli impatti ambientali che stanno a monte del pneumatico, ovvero la valenza ecologica del processo produttivo, oltre che del prodotto. Due aspetti su cui Pirelli sta puntando molto negli ultimi anni, come ha spiegato alla stampa in una giornata presso la Fondazione Pirelli dedicata alla presentazione degli indicatori di sostenibilità e del percorso compiuto dal gruppo in merito all’evoluzione della gestione sostenibile. Come ha spiegato Filippo Bettini, head of sustainability and risk governance del Gruppo, crescita dei ricavi da prodotti Green Performance, riduzione del prelievo specifico di acqua, incremento del tasso di recupero dei rifiuti, giorni di formazione per i dipendenti oltre il target del piano industriale, nuove partnership con fornitori strategici di gomma naturale, a supporto dei produttori di gomma naturale e a tutela della biodiversità sono i principali risultati della strategia di sostenibilità di Pirelli, declinata attraverso le diverse dimensioni aziendali: economica, ambientale e sociale. Dal 2009, anno base per gli obiettivi di sostenibilità di medio-lungo periodo che Pirelli si è posta, sono significativi i progressi compiuti nello sviluppo e realizzazione di prodotti Green Performance, nell’attenzione sempre crescente al contenimento degli impatti ambientali derivanti da tutto il ciclo di vita del pneumatico, nella diffusione della cultura della sicurezza e nel sostegno ai dipendenti e alle comunità esterne in cui l’azienda opera.

Nel 2015, in particolare, quasi la metà (48% rispetto al 46% registrato nel 2014) dei ricavi tyre di Pirelli è derivata da prodotti Green Performance, un livello quasi doppio rispetto al 2009, quando era pari al 25%, e superiore all’obiettivo del piano di sostenibilità 2013-2017 che puntava a raggiungere tale valore solo a fine 2017. Gli investimenti in Ricerca & Sviluppo ammontano annualmente a oltre il 3% dei ricavi complessivi, uno dei livelli più elevati del comparto, e nel corso del 2015 sono stati circa 215 milioni (il 3,4% dei ricavi totali) in ulteriore crescita rispetto ai 205,5 milioni di euro del 2014 e ai 133 milioni del 2009.

Tra i risultati più significativi dell’impegno a salvaguardia e a tutela dell’ambiente vi è la riduzione dei prelievi di acqua: nel 2015 Pirelli ha registrato un prelievo assoluto di acqua di poco superiore agli 11 milioni di metri cubi, con una riduzione del prelievo specifico del 3% rispetto al 2014 e del 42% rispetto al 2009. Grazie all’impegno di tutti i siti produttivi nel mondo, dal 2009 a oggi sono stati risparmiati complessivamente 30 milioni di metri cubi di acqua: una quantità di poco inferiore al prelievo assoluto di tre anni di tutto il gruppo Pirelli. Nel corso dell’anno, inoltre, il tasso di recupero dei rifiuti è salito al 91%, con un incremento del 18% rispetto al 2009 e dell’1% rispetto al 2014.

Con 20 fabbriche tyre in tutto il mondo che impiegano circa 37mila dipendenti, Pirelli vanta anche una lunga tradizione nelle iniziative a favore della comunità interna e delle comunità locali dei paesi in cui opera; un “agire responsabile” che è fortemente nel solco della tradizione aziendale, come ricordano le opere del fondatore della P lunga, fra i primi in Italia a realizzare, nel 19° secolo, scuole per gli operai e servizi di assistenza per le loro famiglie. Ancora oggi, in questo ambito, ricopre un’importanza particolarmente rilevante la formazione del personale, che nel 2015 ha visto crescere il numero di giornate medie di formazione pro-capite a 8,3 giorni, rispetto agli 8,2 giorni del 2014 e ai 7,2 del 2013. Un dato che, per il terzo anno consecutivo, supera il target di 7 giornate medie pro-capite indicato nel piano industriale per l’anno 2015. Il costante impegno nella formazione è tra i fattori che hanno contribuito al miglioramento del 6% dell’indice di frequenza degli infortuni nel 2015, che porta al 73% il miglioramento rispetto al 2009.

Il Piano di Sostenibilità di Pirelli integra e supporta il piano industriale di gruppo 2013-2017 e ha una visione al 2020. Tra i suoi obiettivi ecologici al 2020 vi sono, rispetto ai valori del 2009, una riduzione del 15% delle emissioni di CO2, un calo del consumo specifico di energia del 18%, una flessione del 58% del prelievo specifico d’acqua e un tasso di recupero dei rifiuti superiore al 95%. Anche sul versante di prodotto gli obiettivi ecologici sono sfidanti: entro il 2020 Pirelli dovrà  migliorare la Rolling Resistance dei propri prodotti rispettivamente del 40% per quanto riguarda i pneumatici Auto, del 20% per i prodotti Truck e del 10% per i prodotti Moto rispetto ai dati 2007.

Ulteriormente rafforzato il sistema di gestione sostenibile della catena di fornitura, che vede criteri di sostenibilità economica, sociale e ambientale pienamente integrati nei processi di selezione, di collaborazione e di valutazione dei partner di Pirelli in tutto il mondo, con forte attenzione alla sostenibilità della catena della gomma naturale. Emblematico il progetto attuato in Indonesia con il fornitore Kirana Megatara Group: si tratta del maggiore produttore di gomma naturale del Paese, e riunisce 6.000 piccoli coltivatori. Questi coltivatori e raccoglitori di gomma avevano il 70% di produttività in meno rispetto agli estrattori di gomma dei paesi limitrofi, in cui l’attività viene svolta con metodi più moderni. Il progetto messo in atto da Pirelli si è concretizzato nella fornitura di semi di alta qualità per la creazione di foreste più redditizie e quindi meno impattanti sulle risorse naturali, nell’erogazione di formazione professionale per ottimizzare le tecniche di estrazione, nella creazione di servizi a sostegno delle famiglie dei farmers, fra cui borse di studio per i figli.

Per affrontare le sfide di sostenibilità future, gli ingegneri Pirelli hanno implementato l’estrazione della silice dalla cenere della lolla di riso, riducendo del 90% l’emissione di CO2 per la fornitura di questa specifica materia, e hanno ripreso la ricerca (iniziata negli anni quaranta) sulla gomma di guayule, arbusto delle zone desertiche, che richiede pochissima acqua e nessun pesticida, il cui impiego riduce la sofferenza delle aree forestali

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