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27/04/2016
PIRELLI PRESENTA A GINEVRA LA NUOVA GENERAZIONE P ZERO

Gregorio Borgo, direttore generale operations di Pirelli,

durante la serata di presentazione alla stampa trade.

L’Uhp per i modelli lusso ed extra-lusso

 

Declinato in tre diversi modelli, questo ultimo lancio punta a consolidare la presenza della P lunga nei segmenti premium e prestige, grazie anche alle forniture in primo equipaggiamento

Guido Gambassi

All’86° salone dell’auto di Ginevra, vetrina mondiale dei modelli premium e prestige, Pirelli ha presentato alla stampa tyre l’ultimo nato della famiglia P Zero, che con questo nuovo battistrada festeggia i trent’anni di successi. Il nuovo arrivato si colloca nel solco di una strategia di mercato ben precisa, ovvero il rafforzamento della P lunga nel segmento prestige, puntando sempre di più sulla fornitura in primo equipaggiamento nell’alto di gamma. Non a caso, prima ancora di essere lanciato, il nuovo P Zero vanta già 56 omologazioni presso le più prestigiose Case automobilistiche a livello mondiale, su modelli lusso ed extra-lusso.

È infatti questa la visione strategica che Pirelli mette sempre più a fuoco con l’ultimo P Zero. In un mercato automobilistico che in Italia sta finalmente risalendo la china dopo i lunghi anni in caduta, ma che a livello internazionale non ha mai visto il segno meno nei consuntivi annuali, il segmento standard vede nel periodo 2000-2020 una crescita complessiva stimata del 50%, il segmento premium del 200%, il segmento prestige ben del 600%, secondo le stime Pirelli. Ed è proprio nei segmenti premium e prestige che Pirelli ha seminato negli anni passati la propria crescita e intende adesso rafforzare la propria presenza per gli anni a venire. Giusto per dare un riferimento, come spiega Gregorio Borgo, direttore generale operations di Pirelli: “ad oggi il 50% delle auto prestige e il 32% delle auto premium hanno in primo equipaggiamento pneumatici Pirelli, che è quindi leader di mercato nel primo segmento, co-leader nel secondo.”

Un mercato che è destinato quindi a crescere molto e molto velocemente, grazie a una diversità di fattori che creano un mix unico di opportunità: arrivano infatti nuovi segmenti automobilistici, dopo i premium sports SUV degli anni 2000, le auto sportive elettriche che si sono affacciate sul mercato 5 anni fa, arrivano oggi i luxury SUV delle case tradizionalmente votate alle sport cars e al segmento lusso (Maserati, Lamborghini, Bentley, ecc.). Anche la geografia mostra fronti di rapido avanzamento verso i paesi del Golfo, e verso la dibattuta Cina, che sarà anche in crisi economica ma intanto si dimostra ogni anno più affamata di automobili sportive, supersportive, e luxury. Inoltre si affacciano nella fascia alta del mercato nuovi player, come Tesla e McLaren, destinati ad avere un ruolo crescente sugli scenari globali.

Il primo equipaggiamento dunque è un fronte ricco di opportunità, non solo di mercato ma anche tecnologiche. È quella che la Casa della P lunga chiama la strategia Perfect fit: creare il pneumatico più adatto per ogni singolo modello di auto. Tanta importanza ha assunto tale strategia che ormai Pirelli si definisce non un mero fornitore ma un partner di sviluppo, in un processo di ricerca condiviso con le Case automobilistiche che porta a creare non un pneumatico ma un componente vero e proprio.

Come spiega sempre Gregorio Borgo, Pirelli individua la propria offerta di valore aggiunto nella differenziazione, così che oggi tutti i costruttori “top” montano pneumatici customizzati, per dare al cliente il prodotto giusto per la propria auto. L’accelerazione nello sviluppo di pneumatici progettati su misura delle caratteristiche del veicolo ha portato a circa 2200 le omologazioni complessive ottenute da Pirelli sui modelli circolanti, con una crescita del 10% rispetto a settembre scorso quando, in occasione del Salone di Francoforte, avevano sfondato quota 2000. La gamma P Zero, da sola, conta 500 articoli e 800 omologazioni.

Cifre di tutto rispetto, quindi: nel corso di trent’anni il P Zero ha fornito il primo equipaggiamento per oltre mille vetture nei segmenti premium e prestige. Ma la leadership di mercato negli “OE marked items” non adombra certo le grandi opportunità che derivano dall’aftermarket. Secondo una ricerca relativa all’alto di gamma presentata da Pirelli solo il 16% degli automobilisti è consapevole di utilizzare pneumatici omologati, ma il 46% di essi si dichiara pronto a pagare di più per utilizzarli, e il 32% afferma che forse potrebbe pagare di più per averli. Le occasioni non mancano quindi anche nel canale ricambio, dove sarà fondamentale il ruolo del rivenditore, che dovrà saper consigliare il prodotto omologato per mantenere il livello ottimale di prestazioni della vettura.

Del resto senza il postvendita sarebbe difficile capire le previsioni di vendita della gamma: finora sono stati venduti 80 milioni di pneumatici a marchio P Zero, che secondo la Casa diventeranno 100 entro la fine del 2018, con un volume annuo stimato sui 7 milioni di pezzi (il 20% dei quali saranno i nuovi P Zero). Al di là dei prodotti omologati, il ricambio è più in generale un fronte particolarmente interessante per i pneumatici di grandi dimensioni, che ha visto negli ultimi anni un rapido sviluppo: a oggi le gomme oltre i 18 pollici vendute in aftermarket portano alla Casa della Bicocca il 20% del volume, il 45% del fatturato e il 65% degli utili.

 


Nuovo P Zero: il battistrada destinato al segmento sedane.

Nuovo P Zero: il battistrada per il segmento GT.

La copertura dell’ultimo P Zero Corsa.

 

 

Un marchio, tre versioni

 

Il nuovo P Zero è commercializzato dall’inizio di aprile 2016, con un prezzo di listino superiore del 5% rispetto al prodotto precedente. Il battistrada è stato sviluppato per tre diversi segmenti, in tre varianti tecnologiche caratterizzate da differenti applicazioni e prestazioni. Per le auto con un temperamento più sportivo ecco un disegno battistrada – omologato con Ferrari – meno lamellato e capace di favorire un comportamento più dinamico e prestazionale della vettura. Per le grandi berline, come la BMW serie 7, il secondo disegno battistrada, realizzato con una spalla esterna molto più intagliata, disegnata per assorbire in misura maggiore l’impatto a terra, così da rispondere al meglio alle esigenze di comfort richieste da questi modelli. Più aggressivo, infine, il terzo disegno, marcato P Zero Corsa, pensato per la pista e omologato da McLaren, che si avvicina ai “cugini” slick della Formula Uno. Con questo lancio, la famiglia P Zero arriva a contare 11 prodotti, restano infatti tutti in produzione i precedenti 10.

Parlando delle differenze tecniche rispetto al precedente prodotto i tecnici Pirelli spiegano che l’obiettivo era ottenere un pneumatico sportivo che avesse però anche una bassa resistenza al rotolamento: un fattore che è stato uno dei punti chiave del processo di sviluppo. Inoltre il nuovo P Zero presenta una struttura innovativa concepita per ottimizzare lo scarico delle forze verticali, e grazie al PNCS (il Pirelli Noise Cancelling System) offre un importante avanzamento in termini di riduzione del rumore di rotolamento.

Alla Casa della Bicocca annunciano altri dettagli tecnici nel corso dei prossimi drive test destinati alla stampa consumer e, nel frattempo, lasciano che siano i modelli presenti a Ginevra a raccontare il presente e il futuro del marchio: auto come la nuova Ferrari GTC4, con quattro ruote sterzanti, la Porsche Boxter 718, l’Audi R8 Spider, Maserati Levante (il primo SUV della casa del tridente), l’F-Pace (primo SUV Jaguar), la nuova BMW Serie 7, la Lamborghini Centenario, la Pagani Huayra BC, la McLaren 570 GT, la concept GTZero di Italdesign, hanno tutte gomme P Zero. Omologate, ça va sans dire. 

 


Pirelli celebra i 30 anni del P Zero:

tutto cominciò con la Delta S4.

30 anni di P Zero

 

Era il 1986 quando Pirelli creò il primo pneumatico P Zero, sviluppato per la Lancia Delta S4. Solo un anno dopo, nel 1987, il marchio passa dalle competizioni alla strada, con la Ferrari F40. Il pneumatico omologato per l’innovativa supersportiva rappresenta a sua volta l’inizio di una nuova era per le gomme stradali: per la prima volta, infatti, un pneumatico con calettamento da 17 pollici approda su una vettura stradale, la spalla si assottiglia fino al rapporto /35, vengono montate misure differenziate tra anteriore e posteriore, si raggiunge il codice di velocità “Z” (oltre i 240 km/h). Nel 1994 invece viene introdotta la prima variante, P Zero System, direttamente derivata dal mondo motorsport: nasce esclusivamente per primi equipaggiamenti di supercar dalle altissime prestazioni ed è concepita con l’obiettivo di contrastare il fenomeno dell’aquaplaning. Per assecondare anche le esigenze di vetture meno sportive ma comunque ad alte prestazioni, nel 2000 nasce la gamma P Zero Rosso, che vuole offrire prestazioni prossime al “System” ma con un maggiore comfort. La gamma si specializza negli anni con una soluzione a disegno differenziato tra rear e front: il P Zero Rosso prende la denominazione Asimmetrico che viene impiegato sull’asse posteriore, mentre per l’anteriore viene costruito il P Zero Rosso Direzionale. Nel 2002 arriva anche la soluzione pensata per il ricambio: P Zero Nero, gamma che nel 2013 viene sostituita dall’aggiornamento P Zero Nero GT, dedicata al canale ricambio delle auto sportive e delle berline di grossa cilindrata. La gamma System intanto vede nel 2003 l’arrivo del P Zero Corsa System, nato dalla collaborazione di Pirelli con la Casa di Maranello per il fitment della versione stradale della Ferrari 360 Challenge, derivata dalla decennale esperienza in pista dei campionati Ferrari Challenge e caratterizzata da due diversi disegni battistrada della filosofia System, uno asimmetrico al posteriore in funzione trattiva, uno direzionale anteriore per una maggiore tenuta sul bagnato. Nel 2007 un’importante evoluzione rinnova i prodotti P Zero: l’utilizzo di speciali mescole del battistrada e del tallone permettono di coniugare comfort di guida e prestazioni sportive. Un’altra importante partnership vede nel 2010 l’arrivo del P Zero Corsa Asimmetrico 2, studiato per la Lamborghini Gallardo LP 570-4 Superleggera, ma che diventa primo equipaggiamento per  molte delle sportive più potenti. La stabilità ad alte velocità e in curva ne consentono anche l’uso in circuito. Nello stesso anno, per rispondere alle esigenze dei partecipanti a manifestazioni in pista, Pirelli crea la gomma specifica per questi eventi: il P Zero Trofeo, che a differenza di molte gomme da gara è omologato anche per l’uso stradale, in modo da poter essere utilizzato anche durante i trasferimenti verso i circuiti. L’evoluzione del 2012, denominato P Zero Trofeo R, impiega nuove mescole di inedita formulazione e dispone di un battistrada ridisegnato, migliorando la stabilità e soprattutto la tenuta laterale su asciutto, e riducendo anche il grado di usura. Nel frattempo un importante capitolo vede il marchio protagonista della classe regina delle competizioni automobilistiche, con P Zero Formula 1: appartengono alla famiglia P Zero tutte le gomme da asciutto, a battistrada liscio, che Pirelli produce per la Formula 1. Il nuovo regolamento per la stagione 2016 ha portato a cinque le differenti mescole slick disponibili, ben riconoscibili dal colore sulla spalla: Supersoft (Red), Ultrasoft (Purple), Soft (Yellow), Medium (White) e Hard (Orange). Per il trentennale del marchio, ecco infine i lanci del 2016, nuovo P Zero, in due versioni destinate rispettivamente a supersportive e berline premium ad altissime prestazioni, e il nuovo P Zero Corsa pensato per le supercar, molto simile a una gomma slick da competizione.

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