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07/03/2014
PILOT SPORT CUP 2 PER LA FERRARI V8 DEI RECORD

 

Pneumatici esclusivi per prestazioni al limite


Debuttano sul mercato i pneumatici ultrasportivi di Michelin scelti come equipaggiamento esclusivo della berlinetta 458 Speciale: a metà strada tra slick e sportive, sfoderano, alla prova del circuito di Fiorano, grande consistenza e progressività

Mino De Rigo

Nulla meglio di una presentazione dinamica in pista per lanciare nuovi pneumatici stradali, tanto più se al top di gamma. E se poi la vettura cui s’indirizzano è l’ultima creazione di Maranello, l’affilata e supertecnologica berlinetta Ferrari 458 Speciale, e il circuito scelto è Fiorano, cortile di casa delle Rosse, di certo Michelin non poteva trovare contesto migliore per il debutto degli inediti Pilot Sport Cup 2.


I soli approvati per il bolide del Cavallino, frutto di uno sviluppo congiunto durato quasi due anni. Gomme di nuova generazione, capaci di spostare l’asticella prestazionale forse addirittura più in alto di quanto inizialmente immaginato. Del resto, la 458 Speciale è l’8 cilindri dei record, con 605 cv da mettere alla frusta, capace di passare da 0 a 100 km/h in 3 secondi netti: un animale non solo da portare a spasso, ma anche da impegnare nei track day, potendo vantare la più alta potenza specifica di sempre (135 cv/litro), la più elevata accelerazione laterale (1,33 g) e la risposta ai comandi più rapida (0,06 secondi, frammento di un battito di ciglia); e ancora, tra le supercar di Maranello, è suo pure il primato dell’efficienza aerodinamica: 1,5 contro lo 0,98 della Ferrari 430 Scuderia, la versione pistaiola del modello precedente. Ecco allora, per le nuove Pilot Sport Cup 2, l’esigenza di andare oltre le aspettative. Dice Olivier Bouhet, a capo dello sviluppo pneumatici di Michelin: “Si tratta di pneumatici che sono sì omologati per l’utilizzo stradale, ma il loro posto è fra le slick e le sportive (UHP), come anello di congiunzione tra la pista e la strada”. Nella gamma stradale dell’Omino Michelin, si posizionano quindi oltre la serie Pilot Super Sport, sul gradino più alto. “Nel maggio del 2012, quando abbiamo avviato il progetto congiunto per la 458 Speciale con la prima analisi delle specifiche della vettura, gli obiettivi sono subito apparsi chiari: combinare le massime performance in circuito con il piacere al volante nella guida di tutti i giorni.


E poi, rispetto alle precedenti Pilot Sport Cup+, migliorare la resa sia sull’asciutto che sul bagnato, ritardando in particolare l’insorgere dell’aquaplaning, ma soprattutto aumentare la durata delle gomme, ottendo la costanza delle performance anche dopo molti giri di pista”. Forse può sorprendere, visto che si tratta di un pneumatico per molti versi “estremo”, ma in sede di sviluppo sono stati considerati anche la resistenza al rotolamento e la rumorosità. E ne è sortito un pneumatico con una classificazione EC in etichetta (doppia E, invece, per le Pilot Sport Cup+) e una rumorosità esterna ridottasi da 75 a 71-73 db.


La spalla è stata rinforzata per resistere meglio all’usura ed è stata adottata una cintura in aramide, fibra ad alta densità, così da mantenere costante l’impronta del nuovo pneumatico anche alle velocità più elevate. Tra gli ulteriori accorgimenti, il tallone più largo del 10% rispetto a una tradizionale gomma sportiva, a beneficio di reattività e precisione nelle sterzate, e pure le marcature sui fianchi che, grazie a una tecnica microgeometrica basata sul contrasto tra luci e ombre, appaiono come sul velluto. “Abbiamo tenuto conto - aggiunge Bouhet – di tutti i diversi parametri e per questo motivo abbiamo rivisto il prodotto alla radice. Per ridurre la sensibilità all’aquaplaning abbiamo scelto di aumentare la profondità del battistrada a 5,4 mm, contro i 4,5 del precedente modello. Ciò ha però obbligato a massimizzare la superficie della gomma a contatto col suolo”, proprio perché una scultura del battistrada più profonda si deforma in misura maggiore e dunque genera più calore, penalizzando le prestazioni: ed ecco l’impiego dell’innovativa soluzione Track Variable Contact Patch 3.0, che ottimizza la pressione esercitata al suolo in modo tale da mettere più gomma a terra, a tutto vantaggio dell’aderenza. “Inoltre, per aumentare la costanza delle performance nell’impiego in circuito abbiamo agito sulla distribuzione delle mescole di gomma nel battistrada”. Che vanta una doppia mescola, all’esterno con una rigidezza specifica per la migliore aderenza e il grip nelle curve, mentre all’interno è modulata per il controllo di guida ossia per un’impostazione della traiettoria più precisa possibile, grazie alle temperature di innesco e alla combinazione tra elastomeri e carbon black. Alla base, il consistente travaso tecnologico compiuto dal costruttore transalpino a partire dai pneumatici utilizzati nelle competizioni Endurance. “Ed ecco raggiunto – sottolinea il manager di Michelin - l’obiettivo di elevare le prestazioni alle alte velocità e al contempo la resa in curva ad andature più ridotte”.

“Con la generazione precedente di pneumatici - gli fa eco Matteo Lanzavecchia, responsabile test e sviluppo di Ferrari – non sarebbe stato possibile portare la 458 Speciale in circuito e poi tornarsene in sicurezza guidando spediti lungo le strade aperte al traffico con le stesse gomme”. La consistenza dei nuovi pneumatici, nei giri di pista effettuati prima a fianco del collaudatore Raffaele De Simone e poi al volante, ha indubbiamente ben impressionato. Come pure il comportamento anche con temperature tipicamente invernali (5°C l’aria e 1,5°C l’asfalto nel giorno dei test a Fiorano). In assenza di rilievi strumentali e di termini comparativi, ci si affida ai test di Michelin condotti nel circuito spagnolo di Jerez: rispetto ai Pilot Sport Cup+, i nuovi pneumatici si mostrano più longevi del 50%. Inoltre, dal grafico che riassume il confronto prestazionale, emerge una superiorità senza eccezioni: l’handling e la frenata sull’asciutto migliorano rispettivamente del 9% e del 7%, mentre il tempo sul giro è più rapido del 3%. Risultato che sul bagnato non cambia sostanzialmente, facendo il paio con la riduzione del 5% dell’aquaplaning. “Agli inizi del progetto - racconta Lanzavecchia – abbiamo lavorato molto al simulatore, che ha consentito di monitorare tutti i diversi parametri in gioco così da ottenere il massimo dell’integrazione. Una volta in pista, rimanevano soltanto le regolazioni fini”.


A contribuire alle prestazioni della 458 Speciale, che impiega soluzioni derivate dalla F1, è una robusta iniezione di elettronica allo stato dell’arte. Come l’innovativo sistema Ssc che istante per istante calcola l’angolo d’assetto della vettura, tramite un algoritmo che incrocia velocità, angolo dello sterzo e accelerazione laterale. E poi agisce sul differenziale elettronico.

Ciò che permette di recuperare stabilità o agilità, a seconda delle situazioni. E in effetti, rispetto alla 430 Scuderia, i rilievi del Cavallino fanno registrare un miglioramento dell’11% nella prontezza di risposta al volante, con una contemporanea diminuzione del 14% dell’angolo di sterzo. “Abbiamo dedicato molto tempo – conclude Bouhet – all’ottimizzazione del sistema vettura in tutte le condizioni di guida. I risultati ottenuti ci hanno dato ragione”. 

 



458 SPECIALE, TRAINING LAB PER CHI AMA LA PISTAD



Da un lato, le prestazioni tutta consistenza e progressività dei pneumatici Michelin Pilot Sport Cup 2, che la Ferrari 458 Speciale monta nelle misure 245/35 ZR 20 91 Y all’anteriore e 305/30 ZR 20 103 Y al posteriore, dall’altro un sistema vettura che sfrutta una gestione elettronica realmente intelligente. Capace non solo di assecondare il guidatore nelle diverse condizioni, ma anche di farlo progredire nella ricerca del limite. Merito in particolare dell’abbinata composta da Ssc (Side slip angle control) e differenziale elettronico. Il primo riconosce quando permettere il sovrasterzo senza tagliare l’erogazione del motore penalizzando le prestazioni, e il secondo agisce di conseguenza. Una sorta di laboratorio di training per aspiranti piloti (la telemetria è tra gli optional della vettura) grazie al quale, col manettino posto su “race”, capire quando sbagliano: l’intervento del sistema, infatti, col migliorare della guida in pista si fa sempre meno percepibile. 

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