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01/03/2016
PIATTO RICCO . . .

Primo equipaggiamento

Una decina di produttori si dividono oggi l’importante mercato del primo equipaggiamento delle case automobilistiche

Paolo Ferrini

È l’affare più ambito dai fabbricanti di pneumatici. Quello probabilmente più prestigioso. Ma forse economicamente meno remunerativo di quanto si possa pensare a prima vista. Fornire in primo equipaggiamento questa o quella automobile è indubbiamente un bella soddisfazione per qualsiasi produttore di pneumatici, ma comporta consistenti investimenti in termini di risorse umane, tecniche ed economiche. Per questo motivo, oggigiorno sono sì e no una decina le aziende che possono permettersi di dividersi la parte più consistente di questo mercato. Ci sono marchi, diciamo così, “tradizionali” come Bridgestone/Firestone, Continental, Goodyear/Dunlop, Michelin e Pirelli e un sempre maggior numero di “new entry”, soprattutto orientali, di questo particolare mercato come Yokohama, Hankook, Nexen e Kumho.

In ogni caso, sia che si abbia a che fare con una costosa supercar che con una piccola utilitaria, la fornitura del primo equipaggiamento è per qualunque produttore una sorta di “imprimatur” che sottintende il raggiungimento di un alto livello di qualità e in un certo senso equivale quasi a una certificazione di grande affidabilità e di avanguardia tecnologica. Un bel risultato, non c’è dubbio. Specialmente dal punto di vista dell’immagine, soprattutto se si tratta di un abbinamento auto/pneumatico di tipo specialistico.

 

Il Golden Circle

Se invece si va a equipaggiare un modello di grande diffusione, c’è anche la più che legittima prospettiva di importanti volumi di produzione e di un buon fatturato. Oltre a una “importante” fornitura al costruttore, si può mettere legittimamente in conto la possibilità di estendere il business al mercato del ricambio. È quello che gli uomini di marketing chiamano Golden Circle ovvero quella sorta circolo virtuoso in base al quale, chi è soddisfatto del pneumatico presente in primo equipaggiamento sulla sua vettura, è naturalmente portato a rinnovare fiducia al prodotto e alla marca proposti in origine dalla Casa automobilistica.

Anche in questo caso, sia ben chiaro, ci sono le dovute eccezioni. A volte, quando arriva il momento di cambiare i pneumatici originali, sono già passati tre o quattro anni e a questo punto il cliente, che sta forse già cominciando a pensare anche di sostituire la vettura, potrebbe voler “parare l’emergenza” montando un pneumatico più economico.

Se invece il momento di sostituire i pneumatici arriva prima del previsto oppure l’acquisto di una nuova automobile non è proprio così imminente – come accade sempre più spesso in questi momenti di crisi economica - potrebbe essere il gommista a dire l’ultima parola in fatto di scelta. E questa è un’altra storia. Se però il cliente è convinto di restare sul prodotto originale, per il produttore di pneumatici, il business, come si suol dire, si rinnova. Basterebbe quest’ultima considerazione per giustificare l’interesse delle aziende per il primo equipaggiamento e il conseguente impegno di risorse tecniche, umane ed economiche per ottenerlo.

 

Sviluppo in partnership

Ovviamente, prima di impegnarsi ad acquistare migliaia di pneumatici, le case automobilistiche vogliono a loro volta essere ben certe che il prodotto scelto e fornito al cliente finale corrisponda realmente alle loro esigenze. Per questo i pneumatici di primo equipaggiamento sono oggetto di prove approfondite. Non solo. Accade sempre più spesso che i pneumatici debbano essere adattati alle sospensioni e alle esigenze di omologazione di questa o quella vettura. In alcuni casi il fabbricante deve addirittura allestire una sorta di “serie speciale” di un suo pneumatico e identificarla specificatamente per un determinato modello.

E quando alla fine i giochi sembrano fatti, arrivano gli incaricati dell’ufficio acquisti a trattare il prezzo per una determinata fornitura. Insomma non è proprio tutto oro quello che luccica! Anche per questo motivo i fabbricanti di pneumatici devono farsi bene i loro conti, conciliando la soddisfazione di vedersi adottati in primo equipaggiamento su un sempre maggior numero di automobili con l’irrinunciabile necessità di fare quadrare i conti. Perché si sa, una cosa è il fatturato e una il profitto!

La definizione e la scelta di un pneumatico per una vettura – specialmente se si tratta di un modello di grande diffusione - parte con molto anticipo sul suo lancio sul mercato e coinvolge contemporaneamente diversi produttori di pneumatici. La casa automobilistica ha infatti due ben precise esigenze: da un lato vuole poter disporre di un ampio ventaglio di proposte tra le quali scegliere e dall’altro deve poter contare su almeno un’alternativa per non legare a doppio filo la sua produzione a quella del fornitore e mettersi al riparo da eventuali imprevisti come l’improvvisa non-disponibilità del prodotto.

Il lavoro di selezione inizia sottoponendo ai produttori di pneumatici interpellati un dettagliato capitolato con le esigenze della nuova vettura da equipaggiare. Prende così il via uno sviluppo in partnership tra casa automobilistica e fabbricante di pneumatici che, in assenza di un prodotto già esistente che risponda alle specifiche del capitolato, prevede fra le altre cose la selezione dei materiali più appropriati, prove in laboratorio, simulazioni 3D, realizzazione di piccoli lotti di pneumatici da testare…

Alla fine i prototipi più promettenti sono sottoposti al responso della pista utilizzando, come nel caso di Bridgestone, collaudatori e ingegneri dedicati per singola marca. Prende così forma una collaborazione tecnica con le industrie dell’automobile che prevede scambio di informazioni, feedback, verifiche incrociate per affinare in corsa i rispettivi prodotti fino a farne un insieme impeccabile. A questo punto, una volta verificato il rispetto delle condizioni concordate con costruttore, le gomme sono inviate al centro prove costruttore da dove, poiché nel frattempo lo sviluppo della vettura è andato avanti per la sua strada, non è improbabile che emergano richieste di modifiche da apportare, magari anche all’ultimo momento.

 

Solo per le tue ruote

Nel caso poi di alcune marche specialistiche sorge talvolta l’esigenza di sviluppare pneumatici su misura per un determinato modello: una sorta di pneumatici “solo per le tue ruote”, si potrebbe dire, parafrasando il titolo di un famoso libro dell’agente segreto 007. La tendenza ha radici lontane. Risale infatti al 1974 quando Porsche, sviluppando la prima 911 Turbo, si accorse che in fase di accelerazione la brutale erogazione del 6 cilindri boxer distorceva l’impronta a terra dei pneumatici non consentendo di trasmettere correttamente a terra tutta la potenza e chiese ai fornitori un pneumatico con una carcassa più morbida e specifiche costruttive su misura per la coupé tedesca.

Nacque così la marcatura “N” (da “neue” ovvero nuovo), un pneumatico identico per misura e disegno del battistrada a migliaia di altri dello stesso fabbricante, ma differente nella sua costruzione. Un pneumatico fatto su misura per una determinata automobile. Con il passare degli anni il caso Porsche non è rimasto ovviamente isolato e oggi, scorrendo i listini, troviamo pneumatici specifici per questo o quel modello. I clienti Audi, BMW-Mini, Mercedes e Volkswagen, tanto per fare qualche esempio, possono individuare la gomma specifica della loro vettura cercando sul fianco (anziché la famosa marcatura “N” dei pneumatici Porsche) una stelletta, le combinazioni “AO” (Audi Original), “MO” (Mercedes Original), “VO” (Volkswagen Original). E poi ci sono le marcature “AM” per Aston Martin, “B” per Bentley, “J” per Jaguar, “L” per Lamborghini, “LS” per Lotus e “MC” per McLaren.

Le reali differenze tra il pneumatico “marcato” e quello, per così dire, “standard” sono difficili da percepire specialmente da parte dell’utente finale e probabilmente nell’uso quotidiano molti clienti potrebbero non accorgersi di nulla. Tuttavia in situazioni critiche - una frenata di emergenza, uno scarto improvviso o una perdita di aderenza, tanto per fare qualche esempio – queste possono emergere permettendo al guidatore un miglior controllo della vettura perchè il pneumatico “marcato” si adatta perfettamente agli ammortizzatori, al telaio e all’elettronica del veicolo.

I problemi semmai potrebbero venir fuori al momento di una eventuale sostituzione dei pneumatici montati in fabbrica. Quanti clienti sanno di dover montare un pneumatico particolare? Quanti, magari pur sapendolo, lo richiedono espressamente? Quanti commercianti si preoccupano di averli a disposizione dei clienti? Ma questa è davvero un’altra storia. ¢

 

 

 

La parola ai produttori di pneumatici

 

Bridgestone – Il primo equipaggiamento è per Bridgestone un mercato strategicamente importante in termini di ricerca e sviluppo. In questi anni abbiamo impiegato molte risorse e molto impegno nella ricerca e nello sviluppo di collaborazioni di alta qualità per ampliare il nostro mercato e per implementare le nostre tecnologie. Un esempio tra i tanti possibili è rappresentato da Ologic Technology, la tecnologia realizzata in collaborazione con BMW, che sfrutta le sinergie di un ampio diametro del pneumatico e un design del battistrada più stretto per fornire elevata efficienza aerodinamica e bassa resistenza al rotolamento, offrendo ottima aderenza al suolo.

Pochi mesi fa Bridgestone ha ricevuto il Volkswagen Group Award quale miglior fornitore da parte del gruppo, conferito ai partner internazionali che si distinguono per le speciali capacità in termini di innovazione e alta affidabilità.

 

Continental - Il nostro gruppo ha da sempre una stretta partnership con le Case automobilistiche in quanto collabora a 360 gradi per la fornitura della maggior parte della componentistica, così come dimostrano anche le acquisizioni fatte da Continental negli anni passati. Il Gruppo Continental è uno dei maggiori fornitori di pneumatici delle Case automobilistiche europee con presenza su tutti i marchi e una penetrazione di oltre un veicolo su 3.

Il fatto che i pneumatici rappresentino circa un terzo del fatturato totale del Gruppo ha una valenza particolarmente importante in quanto è l’unico prodotto visibile dal consumatore finale, riportante il marchio Continental; la restante parte del fatturato del Gruppo è rappresentata invece dalla componentistica elettronica.  La scelta di essere partner dell’industria automobilistica comporta un lavoro di ricerca e sviluppo mirato al raggiungimento dei singoli target che le Case automobilistiche si pongono, in ottica di tecnologia, qualità, sicurezza, rispetto ambientale e orientamento al futuro.

 

Goodyear/Dunlop - L’Original Equipment rappresenta un elemento chiave della nostra strategia e da sempre collaboriamo con tutte le più importanti Case automobilistiche. Sappiamo che generalmente la fedeltà dei consumatori nei confronti del primo equipaggiamento è maggiore per modelli premium. Per questo, il focus di Goodyear Dunlop è su performance e SUV. Le Case auto - per i brand e i modelli premium - chiedono prodotti di eccellenza, quindi è fondamentale offrire prodotti sempre più prestazionali in grado di rispettare i severi parametri di primo equipaggiamento. Inoltre, collaborare con le Case auto per i modelli premium ci spinge a continuare a sviluppare tecnologie innovative: tra queste si può ricordare la nuova Sound Comfort Technology, che attraverso una banda di poliuretano fonoassorbente è in grado di ridurre il rumore di rotolamento del pneumatico, garantendo comfort di marcia superiore per vetture di prestigio come la Mercedes Classe S o la Audi A8.

Collaboriamo strettamente anche per modelli più diffusi che ci consentono da un lato di raggiungere un pubblico più vasto, dall’altro di enfatizzare aspetti strategici per Goodyear come la sostenibilità. Un esempio di questo è la partnership con il marchio Fiat, da sempre focalizzato sulla riduzione delle emissioni, che ci permette di valorizzare la tecnologia della gamma EfficientGrip, appositamente studiata per ridurre la resistenza al rotolamento e di conseguenza i consumi di carburante, senza compromessi sulle performance.

 

Hankook - Con una feroce competizione nello sviluppo di nuove automobili, i pneumatici stanno diventando sempre più importanti in fatto di qualità e di soddisfazione delle esigenze dei guidatori di tutto il mondo. Per soddisfare queste esigenze, Hankook sta rivestendo un ruolo importante nello sviluppo di pneumatici ottimizzati per le nuove ed uniche caratteristiche delle automobili, rispondendo attivamente alle esigenze del mercato globale dei pneumatici. Attraverso la nostra ampia rete globale e con i nostri costanti investimenti in R&S stiamo assicurando le capacità necessarie per sviluppare le tecnologie del futuro e formare partnership di prima classe con rinomate aziende automobilistiche. Fin dalla prima partnership con un’azienda automobilistica locale nel 1955, Hankook espande la sua rete di partnership strategiche in tutto il mondo, in mercati chiave quali l’America settentrionale, l’Europa, la Cina e il Giappone. Grazie alla sua tecnologia avanzata, Hankook punta a guidare l’industria dell’automotive verso il futuro, fornendo ai guidatori di tutto il mondo la migliore esperienza di guida possibile.

 

Michelin - Michelin investe ogni anno più di 600 milioni di euro in ricerca e sviluppo. Una parte dello sviluppo dei nostri pneumatici avviene collaborando con le Case produttrici di autoveicoli. I car maker stimolano lo sviluppo dei nostri prodotti attraverso l’introduzione continua di nuove tecnologie che inevitabilmente impattano sulle performance dei pneumatici. La collaborazione si basa su uno scambio: le richieste che riceviamo si traducono in tecnologie che soddisfano puntualmente le esigenze di ogni singolo modello. Realizziamo pneumatici on demand, adatti a esaltare le performance delle supercar, o di vetture con propulsori potenti. Alcune vetture sono equipaggiate in esclusiva con pneumatici Michelin, fra queste alcuni modelli Ferrari, Porsche, le BMW M3 e M4 e la nuova Ford Focus RS. Produciamo anche pneumatici a bassa resistenza al rotolamento per abbattere le emissioni dei veicoli di grande diffusione e non solo: anche la Tesla è equipaggiata al 100% con pneumatici Michelin. Ogni richiesta rappresenta un’opportunità per innovare. Inoltre, dal punto di vista commerciale il primo equipaggiamento rappresenta un traino per le vendite dei pneumatici sul mercato del ricambio. Per tutti questi motivi collaboriamo pressoché con la totalità dei produttori di auto.

 

Nexen – È nostra intenzione incrementare le forniture di primi equipaggiamenti. L’annuncio dell’inizio dei lavori di costruzione della nuova fabbrica a Zatec, in Repubblica Ceca, che sarà messa in funzione a partire dal 2018, ha voluto lanciare un chiaro segnale sulle proprie intenzioni di espandersi nel mercato europeo e incrementare il potenziale delle forniture di primi equipaggiamenti.

La nuova fabbrica agevolerà infatti l’azienda nel fornire pneumatici di primo equipaggiamento a produttori di automobili mondiali, inclusi Fiat, Volkswagen, Skoda Auto e Seat. Al momento ci sono 30 fabbriche di automobili entro un raggio di 400 km da Zatec.

 

Pirelli - Il processo di creazione di un pneumatico omologato dura fino a tre anni e vede Pirelli impegnata al fianco di progettisti e collaudatori delle Case auto. Il lavoro di ricerca e sviluppo che c’è dietro l’omologazione di un pneumatico Pirelli è simile alla cura che pone un sarto nella creazione di un abito su misura che richiede diverse sedute di prova. Questo processo dura molto tempo: in media tre anni, contro i sei mesi necessari per la progettazione di un pneumatico standard. Occorrono sperimentazioni, prove e simulazioni condotte assieme ai progettisti delle Case automobilistiche, per calare nel primo equipaggiamento i materiali e le tecnologie più adatte a ogni vettura. Pirelli ha maturato un grande know-how tecnologico attingendo dal quale la Casa della Bicocca realizza le partnership con le Case auto: scambio d’informazioni, feedback, verifiche incrociate per affinare in corso d’opera i rispettivi prodotti, fino a farne un insieme impeccabile. Le fasi finali del procedimento di omologazione, prima della definitiva industrializzazione e messa in produzione, richiedono ancora dai tre ai sei mesi. In questo periodo l’interazione tra pneumatico e vettura si perfeziona, fino a raggiungere la firma, quella marcatura personalizzata che certifica la sua realizzazione specifica per quel singolo modello d’auto.

 

Yokohama – Per noi i primi equipaggiamenti sono molto importanti, non tanto in termini di volumi o di fatturato, quanto per il mero sviluppo tecnico e il miglioramento delle prestazioni dei prodotti. L’OE viene studiato e migliorato in stretta collaborazione con le Case auto per sviluppare un prodotto che assecondi al meglio le prestazioni di un’auto. Questo, su vetture top di gamma, è ancora più importante e richiede un ingente impegno tecnico. Da qui l’importanza della collaborazione diretta con la Casa auto e il prestigio che deriva da tale attività. I miglioramenti ottenuti grazie a questo tipo di sviluppo in sinergia a 4 mani vengono applicati anche sul prodotto generale, ovvero, sul pneumatico che viene venduto in aftermarket.

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