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Pneurama Weekly

03/08/2018
PFU: Ecopneus raccoglierà 3.000 tonnellate oltre il proprio target di legge

Ecopneus, il principale responsabile della gestione dei Pneumatici Fuori Uso in Italia, ha annunciato che entro il mese di ottobre raccoglierà 3.000 tonnellate di Pneumatici Fuori Uso oltre il proprio target di legge, per contribuire a ridurre alcune criticità del sistema causa di forti sofferenze per i gommisti. Questo intervento si aggiunge alla quotidiana attività di raccolta dei PFU presso gli oltre 26.000 punti di generazione registrati su tutto il territorio nazionale. L’intervento straordinario si è reso possibile grazie alle efficienze della gestione operativa del 2018 che consente di impiegare oggi oltre 1milione di Euro per questa raccolta extra target.

La raccolta si concentrerà in ambiti definiti, dove si sono segnalate le maggiori “sofferenze”.

È il caso ad esempio di alcune Regioni dove la raccolta dei PFU non viene effettuata da tutti i soggetti autorizzati con regolarità e durante tutto l’anno e che quindi hanno accumulato forti ritardi nella raccolta “ordinaria”; è il caso ad esempio del Triveneto (Veneto, Trentino-Alto Adige e Friuli Venezia Giulia), del Lazio e della Campania. L’intervento straordinario riguarderà anche i pneumatici di grandi dimensioni (per le macchine agricole, o per il movimento terra), anch’essi normalmente non soggetti ad una raccolta periodica da parte degli altri soggetti autorizzati.

L’intervento di raccolta extra-target è teso ad alleviare le criticità del sistema e a sottolineare la finalità esclusivamente di tutela ambientale e senza fini di lucro di Ecopneus e dei propri Soci, assecondando il modello della Responsabilità Estesa del Produttore. L’approccio teso alla continua efficienza e alla minimizzazione del costo per il cittadino di Ecopneus e delle aziende partner, ha reso possibile l’accantonamento delle risorse economiche impiegate per questa operazione.

Gran parte delle criticità segnalate dagli operatori sono dovute alle vendite irregolari di pneumatici. Si stima siano circa 20/30 mila le tonnellate di pneumatici frutto di transazioni illegali ogni anno -alterando così il conteggio dei target di raccolta-, e che non sono associati al regolare pagamento del contributo ambientale indispensabile per la copertura dei costi di raccolta e recupero.

Una situazione che le stime traducono in un ammanco di contributi ambientali per 12 milioni di Euro ogni anno, che si accompagna a un’evasione IVA stimata in 80 milioni di Euro, a cui vanno aggiunti anche i costi di eventuali interventi per ripulire il territorio dai possibili abbandoni. Ingenti quantitativi che risultano dunque come una extra-quantità che va ad intasare i depositi dei gommisti generando un potenziale rischio ambientale nel caso incendio.

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