Condividi su

Articoli - Archivio

05/03/2012
ORGANICO O SINTERIZZATO?

DUE RUOTE
Pastiglie freno e materiale organico o sinterizzato. Al di là della scelta, c’è anche l’usura da tenere sotto controllo

Fabio Quinto

SE A UNA MOTO o a uno scooter che montano pastiglie in materiale organico, si sceglie di sostituirle con quelle in sinterizzato cosa può accadere? In grado, sulla carta, di fornire prestazioni migliori in fase di frenata, rischiano di danneggiare il disco.

Prima di vedere il perché di questo, occorre però partire dalle definizioni. Il “tradizionale” materiale organico con il quale sono costruite le pastiglie è composto da fibre organiche, resine fenoliche, gomme, acceleratori di reazione, metalli, modificatori d’attrito, lubrificanti, addensanti. Può contenere carbone e kevlar nelle formule più nuove e performanti. Il materiale sinterizzato è invece una sostanza più recente, è composto da materiali metallici come rame e stagno e si contraddistingue per un alto potere di attrito.

Interpellati sul punto, i tecnici dellaNewfren,importante azienda italiana produttrice di componenti frenanti per moto e scooter, spiegano che “tendenzialmente, dove moto e scooter hanno in primo montaggio materiale organico, è opportuno sostituire la vecchia pastiglia con una sempre organica. Questo perché si presuppone che il costruttore abbia dimensionato la moto e le sue parti con quel tipo di configurazione (caratteristiche tecniche dei pistoncini, durezza del disco freno e altro ancora), e quindi per motivi di sicurezza non è opportuno deviare dalle sue indicazioni”.

In altre parole, utilizzare un materiale sinterizzato su dischi di mediocre qualità può compromettere l’efficacia della frenata e aumentare eccessivamente l’usura del disco stesso. Passare dall’organico al sinterizzato è dunque possibile “solo in presenza di dischi di buona qualità, in grado di sopportare una maggiore aggressione, e di una pinza che ha i requisiti per poter essere utilizzata con questo tipo di materiale”.

Il materiale sinterizzato garantisce, dunque, un maggiore potere d’attrito, è più duraturo ma influenza maggiormente l’usura del disco. Al contrario, “sostituire una pastiglia di materiale sinterizzato con una di materiale organico è peggiorativo a meno che non si stia cercando un prodotto meno aggressivo ad esempio per problemi di modulabilità del sistema frenante”.

Al di là della scelta del materiale giusto, da tenere sotto controllo c’è però anche l’usura, sia della pastiglia che del disco, che nel disco sono strettamente connessi con la durezza, il profilo e gli scarichi della fascia frenante. Più la superficie della fascia frenante è regolare, ad esempio, e meno consuma la pastiglia. Il profilo del disco tondo e gli scarichi della fascia tondi e non troppo fitti consumano meno rispetto ai profili irregolari perché le pastiglie subiscono meno l’effetto dell’affettatrice (spigoli e profili non tondi creano spigoli che asportano più materiale d’attrito).

Per quanto riguarda la forma del disco, secondo quanto riferisce Valter Barbero, presidente di Newfren, “non abbiamo seguito la moda dei dischi a profilo non tondo perché il profilo non tondo toglie superficie di contatto tra pastiglia e disco riducendo l’effetto frenante e portando a un conseguente decadimento prestazionale. Normalmente Newfren, nella costruzione dei propri dischi, replica le caratteristiche dimensionali del disco originale. Solo in alcuni casi (come ad esempio nelle corse) costruiamo dischi a spessore o diametro maggiorato per garantire un assorbimento migliore dello stress d’utilizzo. La scelta del tipo di materiale è invece funzionale allo sforzo che il disco deve subire. Le case costruttrici utilizzano parametri che certamente sono calcoli di peso, di massa, di spazi di frenata e di costi. Newfren ha individuato due tipi di acciaio alto resistenziale, uno utilizzato nella produzione di dischi per scooter e l’altro per le moto, che in entrambi i casi viene trattato termicamente e garantisce massime performance di frenata e durata, spesso superiore alla media dei prodotti disponibili sul mercato”.

torna all'archivio