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02/03/2015
ORANGE SBARCA IN EUROPA, IL TRAMPOLINO È L'ITALIA

Tpms

 

Parte da Milano l’offensiva commerciale dell’azienda taiwanese nel Sud Europa, con l’atout rappresentato da un sensore Tpms universale programmabile, per il quale Orange ha previsto un supporto ad ampio spettro, dall’help online ai video tutorial delle varie operazioni di programmazione e montaggio

Mino De Rigo

Dallo scorso novembre, in virtù della normativa europea 661/2009, tutte le vetture nuove di fabbrica per il trasporto passeggeri montano un sistema di rilevazione della pressione dei pneumatici. Ecco che il mercato dei sensori Tpms (Tyre pressure monitoring systems) è divenuto un’arena competitiva sempre più affollata, terreno di conquista per i produttori internazionali. I sensori posti all’origine (Oe) nelle ruote, infatti, possono rompersi, dopo un po’ la batteria interna si esaurisce e, nel cambio tra il set di pneumatici estivi e invernali, nonché nell’inversione delle coperture tra i due assi, è necessario mettere mano al sistema Tpms del veicolo. In commercio, in alternativa ai sensori Oe sono disponibili sensori universali e, in aggiunta, kit diagnostici e di programmazione. Ultimo tra i produttori asiatici ad affacciarsi sul mercato continentale, la taiwanese Orange Electronic si presenta con l’intero novero di prodotti e servizi, e, soprattutto, lo fa stabilendo il proprio headquarter a Milano, da dove è pronta a coordinare le attività di business e le strategie di sviluppo in tutto il Sud Europa. Una filiale che, accanto agli uffici commerciali, si avvale di un magazzino e di un contact center, necessario per mantenere il filo diretto con i distributori e fornire assistenza a livello locale. Spiega Asma Nacer, key account manager di Orange Electronic: “Per noi l’Italia rappresenta un mercato strategico, nel quale contiamo di consolidare la nostra presenza per ampliare progressivamente la penetrazione negli altri paesi mediterranei”.

 

Obiettivo Oe, le case auto europee

Olanda e Svezia sono invece state scelte come quartier generale rispettivamente per l’Europa centrale e per i paesi scandinavi. “Riteniamo sia ancora troppo presto per entrare nei dettagli delle nostre politiche di espansione. Di certo, in questa prima fase puntiamo l’attenzione soprattutto sulle regioni alpine, dal nord Italia alla Svizzera e all’Austria, così come sul sud della Francia, la Germania e il Benelux”. L’azienda, che ha sede a Taiwan, conta oltre 120 addetti e un fatturato superiore ai 13 milioni di dollari. Specializzata nello sviluppo e nella commercializzazione di sistemi Tpms per auto, moto e mezzi pesanti, Orange Electronic opera sia nell’ambito del primo equipaggiamento che nel mercato del ricambio. Come fornitore Oe (Original equipment) vanta accordi con Toyota, Mitsubishi (per i modelli Lancer, New Colt Plus, Outlander e Fuso), nonché, tra gli altri, con Luxgen e Geely, cui s’aggiungono le partnership con Peugeot e Kymco per gli scooter Metropolis 400i e Myroad 700i. Inoltre, fra i suoi clienti Odm (Original design manufacturer) compaiono i tuner Honda Mugen, Asso International e Japan Daytona. Non a caso lo sviluppo dei Tpms dell’azienda asiatica passa pure dal motorsport: “Le competizioni - dice Nacer - sono un ottimo banco di prova per testare i nuovi prodotti”. Efficienza e durata nella 24 Ore di Le Mans, prestazioni e velocità soprattutto nelle gare di Formula Nippon, mentre per l’affidabilità e le condizioni ambientali estreme la scelta è il Rally Dakar. Forte di questo viatico Orange Electronic si presenta ai principali costruttori europei con il dichiarato obiettivo di entrare nel novero dei fornitori Oe.

 

Tpms universali al ricambio

Aspettative e piani ambiziosi anche e soprattutto sul versante dei prodotti al ricambio, ipotizzando una rapida crescita delle vendite trainata non solo dall’obbligatorietà della normativa Ue per i veicoli nuovi, ma più ancora dai set di pneumatici invernali, anch’essi vincolati al montaggio dei sensori. “Il nostro prodotto di punta - afferma la manager di Orange Electronic - è un dispositivo Tpms programmabile, in grado di sostituire quasi tutti i sensori Oe presenti sul mercato. Il sistema si avvale della tecnologia Autolocation, che consente al veicolo di riconoscere automaticamente la posizione di ogni sensore montato sui singoli pneumatici. Ciò semplifica il lavoro degli installatori, specie quando devono sostituire le coperture”. Per facilitare la programmazione, l’installazione e lo smontaggio, i tecnici di Orange Electronic hanno predisposto una nutrita serie di video tutorial, fruibili anche online. “Attorno a questo prodotto abbiamo sviluppato una famiglia completa di Tpms per coprire le molteplici esigenze del mercato. Peraltro, i nostri dispositivi utilizzano tutti batterie standard”. Fondata nel 2005, Orange Electronic festeggia quest’anno il decennale. “Siamo un’azienda giovane – sottolinea Nacer - formata da giovani impegnati e motivati a innovare. Possiamo contare su un profondo know-how, tanto che abbiamo sviluppato internamente i nostri prodotti, così come abbiamo progettato le attrezzature e i software che gestiscono i processi produttivi. Inoltre, tutti i dipendenti sono spinti ad avanzare proposte per migliorare la qualità e l’efficienza e a contribuire allo sviluppo di nuovi dispositivi e componenti”.

 

Continuare a bruciare le tappe

E, come si conviene per una società hi-tech, l’azienda prevede anche appositi premi per motivare ulteriormente i propri addetti. Nei suoi dieci anni di vita Orange Electronic ha già messo in carniere 33 brevetti, 9 dei quali depositati negli Stati Uniti, 4 in Giappone e pure uno in Corea. “Il nostro principale biglietto da visita è la capacità di innovare, che alimentiamo con continui investimenti nella ricerca e sviluppo. Siamo inoltre molto attenti alle certificazioni sia rispetto al prodotto che al processo di fabbricazione. Tutti i Tpms che escono dai nostri stabilimenti hanno ottenuto le certificazioni di sicurezza: la Fmvss 138 dal dipartimento dei trasporti americano, la Sae J2657 dall’omonima organizzazione internazionale degli standard, nonché la marcatura Ce. E poi, per l’attività di produzione, le conformità Iso e i certificati ambientali RoHs”. L’attuale capacità produttiva mensile di Orange Electronic si attesta attorno ai 460mila Tpms: nel giro di pochi anni dovrebbe più che raddoppiare, portando il numero complessivo annuo oltre i 12 milioni. Tutto ciò, nel solco di un ruolino di marcia che ha visto l’azienda taiwanese bruciare le tappe. A un anno dalla sua fondazione, nel 2006, il fatturato superava di poco i 346mila dollari; nel 2010, il salto di qualità che l’ha vista passare a oltre 4,6 milioni, cifra che alla fine dello scorso anno si è pressoché triplicata. E, ora, il volano concretato dall’estendere il business in Europa. 

 



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