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27/06/2012
OPPORTUNITÀ E RISCHI DEL LABELLING

CONFERENZA STAMPA ASSOGOMMA SULL'ETICHETTATURA DEI PNEUMATICI
Dal 1° novembre 2012 diventa obbligatoria l’etichettatura dei pneumatici secondo tre parametri: resistenza al rotolamento, aderenza sul bagnato e rumorosità. Ne ha parlato Fabio Bertolotti, direttore di Assogomma, durante una conferenza stampa di presentazione della nuova normativa

Gianluca Bruni

TUTTO CONFERMATO. Come previsto dal regolamento Eu 1222/2009, dal prossimo 1° novembre i pneumatici venduti nell’Unione Europea dovranno essere accompagnati dall’etichettatura. L’obbligo vale per i pneumatici prodotti a partire dal 1° luglio 2012. 

Dal 30 maggio 2012 è invece già possibile, ma non obbligatorio, esporre e vendere pneumatici nuovi con la famosa etichetta. 

L’etichettatura riporta indicazioni espresse in lettere in una scala di sette valori che va dalla migliore prestazione (classe A colore verde) alla peggiore (classe G colore rosso) su resistenza al rotolamento (e quindi anche consumo di carburante) e aderenza sul bagnato, più un valore in decibel sulla rumorosità percepita dall’esterno. Un po’ come avviene da qualche tempo con le classi energetiche di frigoriferi e lavatrici. 

Di questo e di molto altro si è parlato in occasione della conferenza stampa sull’etichettatura, organizzata da Assogomma il 23 maggio a Milano.

La vendita dei pneumatici nuovi sta insomma cambiando. Certamente a vantaggio del consumatore meno esperto che comprensibilmente ha sempre avuto qualche difficoltà a districarsi fra le sigle e le informazioni che accompagnano le gomme (“uno dei settori merceologici più regolamentati”, ci ricorda Fabio Bertolotti, direttore di Assogomma). I costruttori/produttori dovranno applicare l’etichetta sul battistrada o accompagnarla al relativo lotto di produzione, ma soprattutto illustrare sempre al cliente contenuto e significato dell’etichettatura. Come nei negozi di elettrodomestici. 

Nel caso però dei pneumatici ci troveremo di fronte a un approccio indubbiamente più integrato, non solo ecologico, ma mirato anche ad aumentare la sicurezza e l’efficienza economica dei pneumatici. Una cosa che, alla resa dei conti, dovrebbe aiutare l’acquirente a scegliere meglio un prodotto che, oltre ad avere le misure giuste per il suo autoveicolo, corrisponda davvero alle sue esigenze d’uso. Anche se, diciamo subito, alla fine si dovrà trovare un compromesso.

Quest’ultimo tuttavia non sarebbe però una novità, ma solo il riconoscimento di quello che da sempre è un dato di fatto. “È difficile immaginare un pneumatico classificato con due ‘A’ e che magari abbia anche un basso valore in decibel, perché eccellere da un punto di vista vuol dire fare qualche rinuncia sotto altri aspetti” ci spiega Fabio Bertolotti, direttore di Assogomma.

Con la tecnologia attualmente disponibile è infatti difficile ipotizzare che un pneumatico classificato A per aderenza sul bagnato, ovvero in grado di fermarsi in uno spazio molto ridotto, abbia al tempo stesso una resistenza al rotolamento tale da permettergli di conquistarsi la classe A, ovvero nessuna incidenza sui consumi di carburante. 

Uno degli aspetti più importanti sull’etichetta è quello che coinvolge il rapporto qualità/prezzo. L’etichetta indicherà infatti in modo semplice e chiaro dei parametri, tutelando da una parte il patrimonio tecnologico dei costruttori di maggiore tradizione ed esperienza, ed evidenziando dall’altra all’utilizzatore l’eventuale minore qualità di pneumatici offerti a prezzi stracciati. 

“Condivido pienamente lo spirito di questa norma anche se purtroppo l’etichetta è un’autocertificazione del fabbricante” dice Bertolotti. Manca insomma un ente indipendente in grado di avvalorare i risultati. Come diceva Giovenale: “quis custodiet ipsos custodes?” (chi sorveglia i guardiani?). L’etichetta è una sorta di “parola di re” di cui tutti (produttori concorrenti, rivenditori, clienti) dovranno volenti o nolenti fidarsi ciecamente. Per questo tutta la filiera, quella sana, auspica i controlli.

Ci sono poi altri aspetti sui quali sarà opportuno vigilare. Per sua natura, ad esempio, l’etichetta si presta a possibili usi non corretti o addirittura a contraffazione. È pertanto necessario e auspicabile attivare quanto prima un meccanismo di controllo per evitare che si verifichino inadempimenti con danni non solo ai consumatori, ma anche ai fabbricanti di qualità e rivenditori. “L’etichettatura dei pneumatici è un vantaggio per il consumatore che avrà alcuni elementi oggettivi per poter orientare le proprie scelte, che si aggiungeranno a quelli che vengono abitualmente valutati durante il processo di acquisto” dice Bertolotti. 

“Questa novità dovrà però essere accompagnata da una efficace attività di controllo sul mercato da parte delle autorità preposte. Senza controlli infatti si favorirà la frode in commercio con vendita di prodotti non conformi a tutto svantaggio sia del consumatore finale che dei costruttori corretti, vanificando gli sforzi tecnologici finalizzati a migliorare efficienza economica, ambientale e di sicurezza stradale”.

 

A quali pneumatici si applica

Sono soggetti a etichettatura tutti i tipi di pneumatici destinati ad autovetture, veicoli commerciali leggeri e pesanti prodotti dal 1° luglio 2012. L’etichettatura dei pneumatici non si applica ai pneumatici moto, ricostruiti, off road professionali, per impiego temporaneo, racing e altre categorie specifiche.

 

Leggiamo l’etichetta

Consumo di carburante

La classificazione relativa alla resistenza al rotolamento del pneumatico e i suoi riflessi sui consumi di carburante (minore è la resistenza, migliore è la prestazione) è indicata a sinistra dell’etichetta con un pittogramma in quadricromia ossia il pittogramma standard sui consumi energetici usato in tutta l’Unione Europea. Il consumo è espresso in base a una scala da A a G dove A indica una massima scorrevolezza del pneumatico e un assorbimento nullo di energia, mentre G si applica a un pneumatico che può far consumare fino al 7,5% (e anche più nel caso di mezzi pesanti). Da non dimenticare poi che il minor consumo incide inoltre sulle emissioni di CO2 e sui costi di gestione generali del veicolo.

 

Aderenza sul bagnato

La classificazione relativa all’aderenza sul bagnato è indicata a destra della nuova etichetta del pneumatico e fornisce ai consumatori informazioni su un importante aspetto della sicurezza del pneumatico, quale è la sua aderenza su strade bagnate. Pneumatici che hanno un’eccellente aderenza sul bagnato permettono al veicolo di fermasi in spazi contenuti. Anche in questo caso capacità di aderenza di un pneumatico è espressa in base a una scala da A a G, dove A indica il livello massimo e G quello minimo. In pratica, la differenza tra un prodotto di classe A e uno di classe G può tradursi in differenze anche del 30% dello spazio di frenata (nel caso, ad esempio, di una vettura che viaggia a 80 km/h parliamo di qualcosa come 18 metri in meno).

 

Rumore esterno di rotolamento

La classificazione relativa al rumore esterno di rotolamento è indicata nella parte inferiore della nuova etichetta. Il valore è espresso in decibel e visualizzato con fino a tre barre di colore nero. Una barra indica la migliore prestazione dal punto di vista del rumore, il che significa che il livello di rumore è di almeno 3 dB inferiore ai futuri limiti legali.

Sul sito di Pneumatici sotto Controllo è stata creata una sezione dettagliata con tutte le informazioni relative alla nuova normativa: www.pneumaticisottocontrollo.it/etichettatura.html.

 

Cosa fare

Produttori/Importatori

• Le informazioni devono essere rese disponibili come materiale tecnico promozionale sia su carta sia su siti web per ogni tipo di pneumatico vettura e veicoli commerciali. 

• A scelta del produttore o dell’importatore applicare uno specifico adesivo sul battistrada del pneumatico o un’etichetta che accompagna la consegna di un intero lotto di fornitura di pneumatici destinati alla rivendita e al consumatore finale. 

 

Rivenditori

• Devono assicurare che i pneumatici visibili ai consumatori riportino un’etichetta adesiva o un cartellino illustrativo nelle immediate vicinanze che deve essere visibile all’acquirente prima dell’acquisto.

• Nel caso i pneumatici in vendita non siano visibili agli utenti finali, i rivenditori devono fornire le informazioni riportate in etichetta durante il processo/perfezionamento della vendita.

• Le indicazioni poste in etichetta devono essere riportate anche sulla cosiddetta prova di acquisto, ovverosia scontrino fiscale, fattura, ecc. oppure su apposito documento di accompagnamento a quello fiscale.

I pneumatici a stock, privi delle informazioni riportate in etichetta, possono essere venduti anche dopo il 1° novembre 2012 a condizione che siano stati prodotti prima del 1° luglio 2012.

 

Rivenditori/Distributori di veicoli

• Sono tenuti a dichiarare le classi di appartenenza dei pneumatici che equipaggiano il veicolo se differenti da quelli di serie.

• Se viene data la possibilità al cliente di scegliere il pneumatico, devono essere fornite le informazioni riportate in etichetta prima di concludere la vendita.

• Se vengono proposti cerchi in opzione con pneumatici identici a quelli di serie non è necessario fornire le informazioni riportate in etichetta.

 

• Pneumatici oggi e domani. Incontro con Fabio Bertolotti (Assogomma)

Fabio Bertolotti, 52 anni, direttore di Assogomma. Dal 1983 lavora in Assogomma, l’associazione italiana che dal 1945 riunisce i produttori italiani di articoli in gomma. Non solo pneumatici quindi, ma anche guarnizioni, manti impermeabilizzanti, mescole, nastri autoadesivi, nastri trasportatori e cinghie di trasmissione, profilattici e dispositivi medici, tubi.

I pneumatici rappresentano tuttavia una parte molto importante dell’attività di Assogomma che non per niente rappresenta il 100% della produzione italiana (Michelin, Pirelli, Marangoni, Bridgestone, Trelleborg e Vega) nonché importanti aziende multinazionali (Continental, Goodyear e Yokohama). 

Assogomma è il posto ideale dunque per avere una visione globale del presente e del futuro del mondo dei pneumatici le cui vendite, in controtendenza con l’andamento del mercato dell’automobile e dell’economia in generale, continuano a crescere anno dopo anno. 

“L’aumento delle vendite di pneumatici può essere messo in relazione proprio con il rallentamento di quelle degli autoveicoli” spiega il direttore di Assogomma. “In altre parole, gli automobilisti, anziché acquistare automobili nuove, preferiscono curare maggiormente la manutenzione e prolungare la vita di veicoli che hanno sulle spalle un numero ancora limitato di chilometri, rinnovandone proprio la dotazione di pneumatici”. Proposte commerciali mirate in questo senso da parte dei rivenditori potrebbero dunque trovare terreno fertile tra gli automobilisti, specialmente alla vigilia delle ferie estive.

Difficile dire se la positiva tendenza del mercato italiano dei pneumatici evidenziatasi negli ultimi anni si confermerà anche nel 2012. “Ci troviamo di fronte a un mercato molto complicato, caratterizzato da una forte preoccupazione del pubblico e da una sua scarsa propensione all’acquisto” dice Bertolotti.

Per questo motivo i produttori guardano con sempre maggiore attenzione ad alcuni segmenti, come sono stati finora gli invernali e come si annunciano essere i pneumatici ad alte e altissime prestazioni. Se il mercato degli invernali è ben lungi dall’essere saturo (ma è presumibile che le tasche di molti utenti con modelli di non recente costruzione o di piccola cilindrata non possano considerare in questi momenti un doppio equipaggiamento), “una ragionevole sburocratizzazione potrebbe invece incoraggiare alcune fasce di utenti ad adottare pneumatici più prestazionali (pensiamo a un light tuning) e continuare a sostenere così il mercato del secondo equipaggiamento” spiega Bertolotti. “Il Ministero ha fatto un lavoro egregio in questo senso. Sono complessivamente ottimista per il futuro e confido che avremo buone notizie”.

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