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29/12/2014
OBIETTIVO: RIDURRE DEL 50% LA MORTALITÀ SULLE STRADE

Sicurezza stradale

 

Il progetto comune di Polizia di Stato, Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, Anas, Aiscat, Anci, Direzione trasporti Ue e Università La Sapienza di Roma

Paolo Castiglia

 

Uno dei più ambiziosi progetti mai realizzati in tema di sicurezza stradale. Una strategia comune che, si auspica, porterà a risultati straordinari in Europa: Polizia di Stato, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ANAS, AISCAT, ANCI, Direzione Generale dei Trasporti della Commissione europea e Università La Sapienza di Roma ambiscono alla riduzione del 50% del numero delle vittime da incidente stradale, ossia a salvare più di duemila vite.

Questo è l’impegno europeo per il 2020 preso a Roma, presso la Scuola Superiore di Polizia: siamo di fronte a una strategia comune che punta al miglioramento dell’educazione stradale e della preparazione degli utenti della strada, ma anche al rafforzamento dell’applicazione delle norme, al miglioramento della sicurezza delle infrastrutture e di quella dei veicoli, alla promozione dell’uso delle moderne tecnologie, al miglioramento dei servizi di emergenza e di assistenza post incidente e alla protezione degli utenti vulnerabili della strada.

Tutti “ingredienti” che porteranno a una maggiore sicurezza sulla strada per arrivare entro il 2020 ad un obiettivo previsto di 2.020 vite umane salvate.  Non a caso è proprio “Insieme siamo la sicurezza stradale” il motto dell’impegno europeo che punta a un costante aggiornamento degli obiettivi e delle attività di prevenzione.

All’incontro sono intervenuti: il direttore centrale della Polizia Stradale, Ferroviaria, delle Comunicazioni e per i Reparti Speciali della Polizia di Stato, Roberto Sgalla; il direttore del Servizio Polizia Stradale, Giuseppe Bisogno; il presidente di ANAS Pietro Ciucci; il vice presidente dell’AISCAT, Paolo Pierantoni; il direttore generale per la Sicurezza Stradale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Sergio Dondolini; Maria Teresa Sanz Villegas, rappresentante della Direzione Generale  dei Trasporti della Commissione europea;  Antonio Ragonesi dell’Area Relazioni Internazionali e Cooperazione/Sicurezza Infrastrutture e Protezione Civile, Cultura e Sport dell’Associazione Nazionale Comuni d’Italia dell’ANCI e Annamaria Giannini, professore ordinario dell’Università La Sapienza di Roma – Dipartimento di Psicologia.  Ha concluso il vice capo della Polizia Alessandro Marangoni.

“Una sfida presente, per il nostro obiettivo comune. Un impegno europeo - ha spiegato Roberto Sgalla -  perché il 10 novembre del 2010 il Servizio Polizia Stradale ha sottoscritto la Carta Europea della Sicurezza Stradale, assumendo formalmente l’impegno di contribuire al raggiungimento dell’obiettivo europeo della riduzione del 50% del numero dei morti a causa di incidenti stradali, attraverso concrete e innovative linee di azione ispirate a criteri di efficienza ed efficacia”.

“In questa direzione, in questi quattro anni - ha continuato Sgalla - la Polizia Stradale ha potenziato particolarmente
l’attività di prevenzione e i servizi di vigilanza stradale sulle autostrade e sulle strade di grande comunicazione e ha perseguito una capillare strategia di comunicazione sia a livello nazionale che europeo, sviluppando politiche e progetti congiunti all’interno dell’Unione europea, anche in collaborazione con altri stati membri e con linee di azione comuni per l’istruzione e la formazione in materia di sicurezza stradale nate dal Progetto ICARUS (cofinanziato dalla DG Move). Ogni anno è stato contraddistinto da un obiettivo specifico: più sicurezza, più incolumità, più legalità, meno velocità. Tutte insieme queste parole hanno significato maggiore sicurezza sulla strada”. 

Come finirà? Riusciremo a centrare lo straordinario obiettivo? Il direttore generale per la Sicurezza Stradale del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Sergio Dondolini, ha spiegato che siamo un po’ in ritardo, con un 4% circa da recuperare, ma poi è stato Pietro Ciucci, presidente dell’Anas, a spiegare che “È necessario non perdere la speranza, anche se può sembrare utopico, di portare a zero la mortalità sulle strade italiane, perché è  indubbio – ha sottolineato Ciucci – che nel nostro paese in questi anni si è lavorato molto e bene e che, accanto all’inasprimento delle norme e all’introduzione della patente a punti, è cresciuta una cultura nazionale della cooperazione per la sicurezza che considera le attività di ciascun soggetto come tasselli di una stessa strategia condivisa, da mettere a fattor comune”.

Ciucci ha spiegato che la forte diminuzione dei dati dell’incidentalità dimostra che i risultati sono stati soddisfacenti. Ma che “non dobbiamo accontentarci di questi pur lusinghieri risultati e dobbiamo lavorare per aspirare a una mortalità sulle strade italiane pari a zero. Qualcuno potrà giudicare questo obiettivo un’utopia, ma solo attraverso le utopie noi possiamo aspirare a modificare la realtà”. 

 

 

INCIDENTI MORTALI IN CALO (-9,8%), SOPRATTUTTO TRA CICLISTI (-14,0%) E MOTOCICLISTI (-14,5%)

Diminuiscono gli incidenti stradali in Italia, con una consistente riduzione del numero delle vittime che nel 2013 ha permesso di risparmiare 368 vite umane, quasi il 10% in meno rispetto al 2012, con risultati particolarmente rilevanti per alcune categorie di utenti vulnerabili, come i ciclisti (-14,0%) e i motociclisti (-14,5%). I dati contenuti nell’ultimo Rapporto ACI-ISTAT documentano che nel 2013 sulle nostre strade si sono registrati 181.227 sinistri con lesioni a persone (-3,7% rispetto al 2012), che hanno causato 3.385 morti (-9,8%) e 257.421 feriti (-3,5%). In media, ogni giorno 9 persone muoiono in incidente stradale e 705 restano ferite. La UE ha imposto la riduzione del 50% delle vittime entro il 2020 rispetto ai valori 2010 e verso questo obiettivo il nostro Paese si posiziona nella media dei 28 Stati membri (-17,7% nel triennio 2010/2013).

Migliora anche la sicurezza stradale nelle città: rispetto al 2012 si registra un calo degli incidenti del 4,4%, dei morti dell’11,3% e dei feriti del 4,2%. Malgrado ciò, sulle strade urbane si concentrano il 75% degli incidenti e il 42% dei morti. I comuni che presentano il più alto indice di mortalità sono Napoli (1,69 morti ogni 100 incidenti), Catania (1,57), Trieste (1,43) e Torino (1,31), rispetto a una media di 0,71 decessi nei grandi comuni. Se a bordo delle automobili si muore di meno (-12,2% decessi rispetto al 2012), per le due ruote i miglioramenti sono più netti: -14,5% per i motocicli e -14% per le biciclette. Tra i conducenti le fasce di età più a rischio sono quelle dei giovani, in particolare tra 20 e 24 anni (219 vittime), e quella degli adulti tra 40 e 44 anni (215 vittime).

“La sicurezza stradale migliora grazie a una maggiore consapevolezza dei conducenti – dichiara il presidente dell’Automobile Club d’Italia, Angelo Sticchi Damiani – e lo dimostrano i dati sulle quattro ruote ma soprattutto quelli relativi a moto e bici. La formazione e la sensibilizzazione funzionano, quindi vanno intensificati gli sforzi per l’educazione di tutti gli utenti della strada. Le novità del Codice annunciate dal Parlamento, alle quali ACI ha contribuito fattivamente, potranno accelerare i miglioramenti permettendo al nostro paese il raggiungimento degli obiettivi imposti dall’Unione europea”.

“Gli incidenti stradali sono la prima causa di morte e di invalidità permanente per i giovani e questo rappresenta un costo enorme per lo Stato. Nonostante gli sforzi già compiuti per recuperare le posizioni di altri paesi europei, occorre non abbassare la guardia, intensificare l’azione preventiva sul sistema della mobilità e disporre di dati affidabili e di qualità affinché le politiche per la sicurezza stradali siano basate su evidenze scientifiche”, afferma il presidente dell’Istat, Giorgio Alleva, che aggiunge: “Produrre informazioni di qualità è un’attività complessa e anche costosa, ne sono consapevoli tutte le istituzioni pubbliche che contribuiscono alla rilevazione degli incidenti stradali. Anche per rendere un servizio sempre più utile al paese, è necessario mantenere alta l’attenzione e rafforzare gli sforzi per aumentare la tempestività e la qualità delle informazioni trasmesse all’Istituto”. 

 


LE STRADE CON PIÙ INCIDENTI


NOME STRADA

DA KM

A KM

Incidenti per km

Località

Raccordo Autostradale di Reggio Calabria

1

5

14,8

Reggio Calabria (RC)

A 24 - Penetrazione urbana

0

7

14,6

GRA-Portonaccio (RM)

A 51 - Tangenziale Est Milano

10

15

14,0

Cologno Monzese/Brugherio (MI)

Raccordo Tangenziale Nord Città di Bologna

11

18

13,9

Casalecchio -San Lazzaro (BO)

SS 016 - Adriatica

202

209

13,4

Rimini (RN)

A 90 - Grande Raccordo Anulare di Roma

18

48

12,1

Tratto da Flaminia ad Appia (RM)

A 08 - Milano-Varese (Autostrada dei Laghi)

0

3

11,7

Fiera Milano (MI)

A 04 - Torino-Trieste

125

130

10,8

Cormano (MI)

A 12 - Genova-Roma (tratto Genova-Rosignano)

1

5

10,8

Genova Est (GE)

A 07 - Milano-Genova

125

130

10,6

Binasco (MI)

SS 036 - del Lago di Como e dello Spluga

12

17

10,6

Monza/Villasanta (MB)

A 20 - Messina-Palermo

5

10

10,4

Messina centro (ME)

A 01 - Diramazione Capodichino

0

3

10,3

Capodichino (NA)

A 10 - Genova-Ventimiglia

1

5

8,3

Genova aeroporto (GE)

SS 148 - Pontina

17

22

7,8

Svincolo GRA (RM)

Media Italia

 

 

0,68

 

 

 



 LE STRADE PIÙ PERICOLOSE PER LE DUE RUOTE



NOME STRADA

DA KM

A KM

Incidenti

Località

SS 001 - Aurelia

510

511

9

Pieve Ligure (GE)

SS 001 - Aurelia

511

512

7

Bogliasco (GE)

SS 001 - Aurelia

389

390

6

Ortonovo (SP)

SS 001 - Aurelia

588

589

6

Noli (SV)

SS 001 - Aurelia

661

662

6

Riva Ligure (IM)

SS 006 - Casilina

12

13

6

Torrenova (RM)

SS 016 - Adriatica

201

202

6

Variante di Rimini (RN)

SS 001 - Aurelia

509

510

5

Sori (GE)

SS 001 -  Aurelia

580

581

5

Vado Ligure (SV)

SS 007 -  Appia

13

14

5

Ciampino (RM)

SS 008 bis - Ostiense

7

8

5

Traversa di Roma (RM)

SS 011 - Padana Sup.

425

426

5

Venezia (VE)

SS 036 - del Lago di Como e dello Spluga

70

71

5

Fiumelatte di Varenna (LC)

SS 047 -  della Valsugana

38

39

5

Bassano del Grappa (VI)

SS 213 -  Flacca

30

31

5

Gaeta (LT)

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