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Articoli - Archivio

29/10/2018
Nuovi scenari per i pneumatici ricostruiti

56a assemblea generale Airp

 

Mentre si avvicina la possibilità di vedere confermati i dazi antidumping, sono diversi i fronti che rendono interessante il futuro della ricostruzione, a partire dall’economia circolare, che presto si imporrà come nuovo paradigma produttivo. All’appuntamento annuale dei soci AIRP, cui ha preso parte anche il Bipaver, si è parlato di questi e tanti altri temi di lavoro per l’associazione.

Carlo Ferro

Per la prima volta dopo tanti anni, l’appuntamento annuale dei ricostruttori italiani di pneumatici ha avuto come tema centrale le possibilità concrete che iniziano a intravedersi per il settore: da un lato con la possibile conferma dei dazi antidumping sui pneumatici autocarro cinesi introdotti in via provvisoria lo scorso maggio dalla Commissione europea; dall’altro, con l’approvazione delle nuove direttive europee sull’economia circolare, che in un futuro non troppo remoto dovrebbero portare gli stati dell’Unione ad adottare misure per favorire le pratiche virtuose dal punto di vista ambientale. Sta ai ricostruttori, oltre che alle associazioni, il compito di comprendere e sfruttare appieno queste possibilità. È questo il messaggio che Stefano Carloni, presidente dell’AIRP, ha trasmesso ai soci in occasione della 56a assemblea generale dell’associazione, che si è svolta a Roma nelle giornate del 5 e 6 ottobre.

 

Un’occasione da non sprecare

“Per la prima volta, dopo molti anni, arriviamo a questo appuntamento annuale forti di un risultato molto importante, seppure ancora provvisorio: dal 4 maggio scorso infatti sono in vigore i dazi introdotti dalla Commissione europea sui pneumatici autocarro importati dalla Repubblica popolare cinese” ha affermato Carloni in apertura dei lavori assembleari, facendo riferimento al lungo e articolato lavoro svolto dalla Commissione anche con la collaborazione delle associazioni e della stessa AIRP, e che potrebbe concludersi proprio entro il mese di ottobre, se verranno confermate le misure antidumping. Oltre alla composita vicenda burocratica e istituzionale, però, e al di là dell’interesse specifico della ricostruzione, c’è anche un altro aspetto che secondo Carloni bisogna evidenziare, perché la superpotenza asiatica sta attuando un piano da mille miliardi di dollari per rafforzare i collegamenti infrastrutturali con l’Europa, puntando al controllo di numerosi terminali portuali per container e implementando nuove rotte ferroviarie: “Significa che la bilancia commerciale, già oggi fortemente inclinata a favore della Cina, è destinata a sbilanciarsi ancora di più”, ha affermato. Inoltre, “e pochi finora vi hanno dato il giusto risalto, la sfida non è semplicemente fra potenze economiche, ma è quella fra il libero mercato e una superpotenza i cui metodi di espansione sono stati chiaramente individuati dalle indagini svolte dal DG Trade. Ecco quindi che il dazio è necessario per permettere alle nostre aziende di resistere a questa pressione concorrenziale dopata dagli aiuti di stato; ma è anche un argine necessario che dobbiamo alzare per difendere il nostro modo di fare impresa in un mercato che vuole rimanere libero.”

In questo contesto, ha proseguito Carloni, i dazi verso un prodotto basato sul concetto estremo di usa e getta sono anche uno strumento indispensabile per consentire la transizione verso un modello di economia circolare, che vede proprio la ricostruzione dei pneumatici come pratica esemplare. Non a caso, lo scorso maggio AIRP ha deciso di aderire alla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile: “Abbiamo ritenuto che fosse un passaggio importante per addentrarci sempre di più nelle nuove logiche produttive che necessariamente dovremo abbracciare, e sono infatti numerosi e importanti gli spunti e le informazioni che ci potranno arrivare da questo confronto”, ha spiegato il presidente. Economia circolare significa innanzitutto risparmio massimo del consumo di materie prime e di energia, e questo si riassume in un concetto chiave che è quello dell’eco-design, ovvero la progettazione, a monte, di beni e prodotti il più durevoli possibili, ma anche riparabili, rigenerabili, recuperabili e riciclabili. Proprio questo concetto centrale dei nuovi paradigmi economici, però, costituirà nel caso del pneumatico un’importante sfida, perché al momento non vi è nessuna certificazione a stabilire a priori quali pneumatici sono ricostruibili e quali no. Sarà quindi questo un tema importante per i prossimi anni, secondo Carloni, se si vuole, anche nell’industria dei pneumatici, avere la possibilità di attuare meccanismi di premialità fiscale volti a favorire le produzioni più sostenibili. Altri fronti che rimangono “caldi” per AIRP sono il tema del ritiro dei PFU, che essendo in buona parte causato dalle importazioni irregolari di pneumatici sarebbe opportuno affrontare con un sistema innovativo di tracciabilità che possa seguire il pneumatico in tutti i passaggi, e il tema del mercato autocarro, che in Italia ha visto negli ultimi anni un forte impoverimento anche tecnico, per cui accade che la ricostruzione si ritrova ad affrontare una clientela sempre più ignara delle potenzialità della ricostruzione in termini di costo chilometrico. Al di là però delle varie problematiche da superare, il quadro generale per la ricostruzione inizia, con il concorso dei vari fattori evidenziati, a farsi interessante, conclude quindi Carloni: “le possibilità che potranno derivare dall’economia circolare sono veramente illimitate, starà a voi, alla vostra voglia di farvi valere, alla vostra capacità di interpretare il momento che sta cambiando, riportare le vostre attività, che sembravano marginalizzate, al centro del sistema di gestione del pneumatico nell’epoca dell’economia circolare”.

 

Tanti temi di lavoro anche per l’attività istituzionale

Buona parte delle possibilità che si offrono al futuro del settore dipendono però anche dalle attività associative, ha sottolineato il presidente Carloni. Per fare quindi un riepilogo dei vari fronti di attività che hanno interessato l’associazione nell’ultimo anno e sulle principali tematiche di lavoro, Guido Gambassi, della segreteria AIRP, ha presentato una relazione sulle attività istituzionali, a partire dal complesso lavoro svolto dalla Commissione europea per l’indagine antidumping e dall’associazione per seguire da vicino tutti gli step e per fornire le informazioni e il supporto necessario, con la preziosa collaborazione dell’associazione europea dei ricostruttori, Bipaver. Un lavoro lungo e articolato, iniziato a giugno del 2017, che è stato riassunto in occasione dell’assemblea in tutti i suoi momenti più importanti, come l’imposizione della registrazione di tutte le importazioni di pneumatici autocarro dalla Cina, il 2 febbraio, e il 4 maggio l’introduzione dei dazi provvisori. Le forti contestazioni e ricorsi pervenuti da parte dell’industria cinese hanno aperto inoltre un’articolata fase di contrattazione, che ha visto nuove proposte di modifica dei dazi al ribasso, alle quali hanno a loro volta ribattuto le associazioni europee, con conseguenti rialzi, fino ad arrivare alla proposta definitiva, comprensiva anche della quota di dazio antisovvenzioni ma con importi inferiori a quelli vigenti, resa nota lo scorso 28 settembre, e di cui alla data dell’assemblea non si conosce ancora l’esito.

Fra gli altri temi di approfondimento, è stato illustrato anche il cosiddetto pacchetto “Economia circolare”, approvato lo scorso maggio dal Consiglio europeo: si tratta di quattro direttive che aggiornano con obiettivi più stringenti le principali norme comunitarie in materia di rifiuti, e che entro due anni dovranno essere recepite dagli stati membri. Anche l’Italia, quindi, ha tempo fino a maggio 2020 per aggiornare la propria normativa secondo tali indicazioni: un’occasione importante anche per far valere e valorizzare il ruolo virtuoso della ricostruzione.

Ha parlato dell’importanza di questa sfida anche l’On. Laura Agea, capogruppo della Commissione occupazione e affari sociali del Parlamento europeo, che ha partecipato in rappresentanza delle istituzioni all’assemblea AIRP. “L’economia circolare è l’obiettivo verso il quel dobbiamo tendere, e voi con la lungimiranza che io spesso riconosco agli imprenditori, specialmente italiani, avete anticipato il cambiamento che volenti o nolenti avverrà nelle nostre economie”, ha dichiarato Agea. “Non si parla di decrescita, ma di una crescita che basata su indicatori chiari e riconoscibili, una crescita sostenibile, inclusiva, che punti ad armonizzare l’utilizzo delle risorse, che finora è stato incontrollato. O decidiamo di fare questo cambiamento di paradigma, o avremo un tempo limitato nel quale esauriremo tutte le risorse del pianeta”, ha proseguito l’europarlamentare, che non ha tralasciato anche l’importanza di una difesa, da parte dell’Europa, nei confronti delle economie più aggressive e sregolate: “oggi viviamo gli effetti della globalizzazione perché non si è cercato di porre delle regole armonizzate che permettessero alle diverse economie mondiali di partire da un livello condiviso, ecco perché ci troviamo oggi a parlare ancora di dazi e dumping. Mai come oggi è necessario mettere un argine agli effetti non controllabili di quanto sta avvenendo”.

 

Nuove norme tecniche all’orizzonte

L’ultima parte dell’assemblea è stata dedicata ad approfondimenti sulle normative europee su alcuni aspetti particolari inerenti la ricostruzione. Per offrire alle aziende un quadro esaustivo, AIRP ha invitato in assemblea Michael Schwämmlein, consulente tecnico del Bipaver, che segue direttamente tutte le attività normative che vengono condotte a livello europeo; la sua relazione ha riguardato il tema della nuova proposta di labelling, e la marcatura 3PMSF. Per quanto riguarda l’etichettatura, è ancora in fase di lavorazione un aggiornamento del Regolamento 1222/2009 della Commissione europea, che dovrebbe includere anche i criteri di etichettatura per i pneumatici autocarro ricostruiti; un importante ostacolo tecnico, a tale proposito, è che mentre i valori di aderenza sul bagnato e rumorosità sono facilmente riconducibili al solo battistrada, per quanto riguarda la resistenza al rotolamento la carcassa ha un’influenza determinante, che però non è possibile quantificare separatamente. Il Bipaver sta inoltre proponendo un sistema volontario di etichettatura anche per i ricostruiti vettura, che ad esempio consentirebbe ai ricostruttori di avere accesso ai bandi per le forniture a grandi flotte, che spesso richiedono determinati valori di labelling. L’attualità della marcatura invernale invece è legata innanzitutto alla normativa della Germania, per cui a partire dal 1 gennaio 2018 si considerano pneumatici adatti all’uso invernale solo quelli che riportano la marcatura 3PMSF, per cui anche i ricostruttori italiani che vendono in Germania o i cui clienti vi compiono spedizioni dovranno adeguare i propri prodotti in tal senso, seguendo le indicazioni del regolamento R109 aggiornato. Schwämmlein ha quindi analizzato le varie possibilità di omologazione che esistono per i pneumatici autocarro ricostruiti a caldo, a freddo, e su licenza dei produttori di pneumatici nuovi; mentre per i pneumatici vettura anche in questo caso manca ancora il necessario supporto normativo, ovvero l’estensione del regolamento 108. Un ulteriore approfondimento sul 3PMSF, dall’approccio più operativo, è stato offerto infine da Renato Rittel, che lavora come consulente privato in questo settore, e che ha illustrato anche alcune possibili soluzioni per contenere i costi legati al processo di omologazione.

 

 

CONFERMATE LE CARICHE SOCIALI DI AIRP

La seconda giornata di lavori assembleari è stata dedicata alle votazioni per il rinnovo delle cariche sociali, che ricorrono periodicamente ogni due anni. I risultati vedono riconfermata la composizione del Consiglio direttivo dell’associazione, del quale fanno parte le aziende: BR Pneumatici, Carloni Pneumatici, Carloni srl, La Genovese Gomme, La Lombarda, Malatesta Sud, Marangoni, Pe.Sa Gomme, Rigomma, Rinovis, Tessilgomma, Veneto Gomme. La prima riunione del Consiglio sarà l’occasione per nominare al proprio interno le cariche di presidente, vice presidente e tesoriere economo.

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