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Articoli - Archivio

03/07/2018
Montatele solo se omologate

Ruote aftermarket per autovetture

 

Le ruote aftermarket per autovettura devono riportare l’approvazione Ece (europea) o quella Nad (nazionale). Il presidente di Assoruote, Corrado Bergagna ci spiega come riconoscerle, quali documenti servono e cosa rischiano i trasgressori.

Massimo Condolo

Il decreto 20 del 10 gennaio 2013 è pienamente operativo ormai da più di due anni. Da allora, la vendita e il montaggio di ruote per autovetture e fuoristrada (classi M1 e M1G) sono rigidamente disciplinati. Il loro effetto sul mercato è stato molto positivo, perché ha chiuso le porte a operatori poco seri, a prodotti pericolosi e introdotto severi standard di sicurezza, decretando la fine di un sistema che, di fatto, lasciava una situazione di illegalità. Pneurama ha fatto il punto della situazione con Corrado Bergagna, presidente di Assoruote.

 

Quali sono gli aspetti toccati dalle nuove normative, quali gli operatori coinvolti e quali i tipi di ruota?

Il decreto coinvolge tutta la filiera che la ruota percorre prima di arrivare al cliente: progettazione, produzione, commercializzazione e installazione. Tutti gli operatori sono coinvolti: produttore, distributore, rivenditore. Ognuno ha la sua parte di responsabilità ben definita. Quanto ai tipi di ruota, il decreto si applica solo alle ruote aftermarket e non a quelle fornite dal costruttore del veicolo, siano esse di primo equipaggiamento o sostitutive.

 

Abbiamo detto “ruote per autovettura”. Quindi la norma non riguarda le furgonette derivate da vettura e tutti i veicoli con omologazione autocarro?

È così: i molti fuoristrada omologati autocarro, tanto per fare un esempio ricorrente, possono montare ruote non omologate. Avere in magazzino ruote non omologate non è quindi di per sé un illecito: lo è, invece, commercializzarle e montarle su un veicolo di classe M1 o M1G.

 

Come si riconosce una ruota omologata e quali sono le basi della sua omologazione?

La si riconosce dalla presenza della marcatura Ece oppure Nad. La normativa Ece 124R è disciplinata dalle disposizioni uniformi relative all’omologazione di ruote per autovetture e loro rimorchi emesse della Commissione economica per l’Europa dell’Onu (Ece, appunto) con il regolamento 375/558 del 12 dicembre 2006. La relativa marcatura riporta la sigla 124R seguita dal numero dell’omologazione. Nad è nazionale, emessa dalla Direzione Generale della Motorizzazione; è composta dalla sigla Nad, seguita da una lettera che indica l’anno di ottenimento dell’omologazione (si inizia con la D, che indica il 2013; nel 2030 si arriverà alla Y) e da un numero di tre cifre che indica l’omologazione di base. Le omologazioni devono essere riportate sulla ruota in maniera permanente: con uno stampo nella fusione o una punzonatura per le Ece. Per le Nad è ammessa anche un’etichetta fissata con colle non rimovibili.

 

Una ruota deve quindi riportare entrambe le omologazioni?

No, una ruota deve obbligatoriamente riportare solo una delle omologazioni, ma il costruttore può scegliere di riportarle entrambe, in modo da ampliare il campo di applicazione della ruota. In estrema sintesi se c’è una omologazione Ece non servono estensioni nazionali o prove supplementari. Vengono quindi sottoposte all’omologazione Nad le ruote speciali, così come quelle omologate secondo normative di altri Paesi Ue o See (Ue più Islanda, Liechtenstein e Norvegia); in quest’ultimo caso la Motorizzazione esamina la documentazione e può richiedere prove supplementari se avvisa che alcuni parametri siano stati valutati in maniera meno severa di quanto previsto in Italia.

 

La normativa introduce i concetti di “sistema ruota”, “famiglia di veicoli” e “campo di impiego”: cosa significano?

“Sistema ruota” è una definizione che si applica a tutte le ruote non originali o previste come sostitutive dalla casa costruttrice; è l’oggetto delle omologazioni. Comprende il cerchio, i dadi e le colonnine ed eventuali distanziali e adattatori necessari per il suo montaggio. Una “famiglia di veicoli” è composta da veicoli dello stesso tipo, uguali nella carrozzeria e nelle caratteristiche dimensionali e prestazionali dell’impianto frenante. Il “campo di impiego” è infine l’elenco delle famiglie di veicoli su cui un sistema ruota può essere montato.

 

Come deve quindi comportarsi l’installatore?

Deve innanzitutto verificare la compatibilità tra la famiglia di veicoli e il cerchio che intende montare, quindi le possibili combinazioni cerchio/pneumatico e quindi montare il sistema ruota secondo le indicazioni del costruttore della ruota e infine, per ruote omologate Nad, consegnare certificato di conformità e dichiarazione di corretta installazione.

 

Cosa rischia chi trasgredisce le regole?

La materia è disciplinata da Codice della Strada, Codice del Consumo, direttive Ue. Fatte salve ulteriori ipotesi di reato, chi produce o importa componenti tecniche per autovetture non omologati rischia, secondo l’articolo 77, comma 3 bis del codice della Strada, da 155 a 624 euro. Se l’installazione comporta violazioni relative ai sistemi di sicurezza del veicolo la multa va da 780 a 3119 euro oltre al sequestro del componente anche se già installato (decreto legge 285/1992). L’articolo 180 ai commi 7 e 8 stabilisce infine una sanzione da 41 a 169 euro per la mancanza a bordo veicolo del certificato di conformità o della dichiarazione di corretta installazione e da 422 a 1695 euro per la mancata presentazione agli organi di Pubblica Sicurezza di certificato o dichiarazioni mancanti. Inoltre, è previsto uno stanziamento di cinque milioni di euro (legge di stabilità 2016) per le verifiche di conformità sui veicoli. Questi controlli potranno riguardare tutti gli operatori della filiera.

 

L’installatore deve quindi fornire sempre il certificato di conformità e la dichiarazione di corretta installazione? Questi due documenti sono sempre sufficienti?

Certificato e dichiarazione servono solo per i sistemi ruota con omologazione Nad. L’omologazione Ece è invece di per sé sufficiente. Per le ruote Nad i due documenti bastano se non vengono variate le misure dei pneumatici e se la loro installazione non comporta modifiche a parafanghi, codolini, fiancate o altri elementi della carrozzeria. In questo caso serve una visita e prova del veicolo con aggiornamento della carta di circolazione.

 

Il decreto 20 ha migliorato il mercato? Ci sono ancora rischi legati a prodotti low cost,? E, infine, si può ancora migliorare la situazione?

Sì, il mercato è stato pulito e razionalizzato; anche i dazi antidumping sulle ruote di alluminio made in China hanno contribuito a selezionare l’offerta del mercato. I rischi maggiori arrivano dal commercio online, anche da paesi Eu. Infine, Assoruote ha proposto alcune semplificazioni delle procedure per facilitare il dialogo tra Motorizzazione e costruttori di ruote.

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