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Articoli - Archivio

24/06/2021
Materie prime sulle montagne russe

Interviste

 

Prezzi dei trasporti alle stelle, insieme a quelli di tutte le materie prime, con inevitabili ripercussioni sui listini dei produttori. Il fenomeno forse si sta attenuando, ma le previsioni restano incerte.  Ne abbiamo parlato con Fabio Bertolotti, direttore di Assogomma

Carlo Ferro

Circa un anno fa, a sei mesi dall’inizio della pandemia, ogni settore produttivo, già più o meno intaccato da lockdown vicini e lontani, si chiedeva quali sarebbero state le conseguenze nel medio e lungo periodo di questo brusco colpo d’arresto. Oggi possiamo dire che diversi elementi cominciano a delinearsi, e la pandemia mostra a tutti i settori gli effetti della propria “coda lunga” con ripercussioni più estese e durature di quanto si sarebbe potuto inizialmente sperare – come è inevitabile, in un’economia globalizzata come la nostra. I gommisti ed i distributori di pneumatici, ad esempio, poco meno di un anno fa lamentavano di dover pagare un conto via via più alto per i costi di trasporto da oltremare, iniziando così a toccare con mano il fenomeno della crisi dei container.  Di fatto, nell’ultimo anno gli armatori hanno aumentato i prezzi dei noli in misura mai vista prima, superando il 600% in alcuni casi. C’è poi il tema delle materie prime, a partire dalla gomma naturale e dalla gomma sintetica, entrambe oggetto di rialzo a doppia cifra solo dall’inizio del 2021 a oggi, ma già in crescita dal 2020, complici il calo dell’offerta dovuto al Covid, gli ingenti accaparramenti strategici effettuati soprattutto dalla Cina, e non ultimo gli investimenti speculativi tesi a sfruttare le fluttuazioni del mercato. Chiaramente questo vale poi per tutte le materie prime coinvolte nell’industria del pneumatico. Come conseguenza inevitabile i produttori di pneumatici, sia nuovi e che ricostruiti, hanno annunciato rialzi non irrilevanti ai prezzi di listino, in alcuni casi arrivando anche ad annunciare più aumenti consecutivi vista la continua escalation dei costi delle forniture.

Per monitorare questi sviluppi Assogomma ha condotto a gennaio, marzo e maggio delle indagini interne presso le proprie aziende associate, fotografando la situazione dal punto di vista delle imprese trasformatrici italiane in merito a questo complesso scenario di difficoltà. Ne abbiamo parlato con il direttore, Fabio Bertolotti.

 

Ormai da diversi mesi sono nati problemi nella fornitura di gomma e altre materie prime necessarie all’industria. Le aziende Assogomma stanno riscontrando questi disagi?

Certamente anche le industrie della gomma associate ad Assogomma, che rappresentano oltre l’80% della produzione nazionale di settore, stanno registrando, dallo scorso ottobre, problemi di diversa natura legati alla fornitura di materie prime. Intendiamo dire che non è solo una questione di prezzi, che sono andati alle stelle, ma anche di disponibilità dei materiali e di tempistiche di forniture a cui si aggiungono altre problematiche più generali legate alla logistica.

 

Quali sono le cause all’origine di questi rincari? Qual è il trend negli ultimi mesi rispetto all’inizio dell’anno, e quali le previsioni per i prossimi mesi?

Le ragioni di questi rincari sono molteplici, ma per lo più legati ad aspetti finanziari e ad una ripresa delle attività produttive dopo un lungo periodo di riflessione con addirittura la chiusura per mesi di tutte le Aziende costruttrici di veicoli. La Cina, che ha riavviato le sue produzioni con largo anticipo rispetto a tutti gli altri mercati, ha potuto beneficiare di un vantaggio competitivo acquistando le varie materie prime con ordini a programma e quindi di fatto sottraendole agli altri nella fase successiva. Tutto ciò ha generato soprattutto a partire da quest’anno un fenomeno di accaparramento e di corsa agli acquisti dei prodotti finiti anche per ripristinare gli stock ormai ai minimi termini. Quanto alle previsioni è difficile fornire indicazioni. Tuttavia, l’aumento dei prezzi delle materie prime e la loro disponibilità è prevista proseguire con un raffreddamento del trend fino a settembre, con possibili inversioni nell’ultimo trimestre dell’anno in corso. Questa tendenza, tuttavia, non dovrebbe essere confermata per il 2022 che invece è atteso ancora con prezzi delle materie prime in ascesa.

 

Oltre al tema dei prezzi, si parla molto anche di shortage, e ritardi nelle consegne: qual è il riscontro delle aziende su questo aspetto? Ci sono aziende che rischiano un fermo delle linee di produzione?

Tutte le aziende hanno confermato in una recente indagine associativa fenomeni generalizzati di carenza dei materiali, leggi shortage, di ritardi di consegna e di aumenti di prezzo di entità anche doppia rispetto a quelli praticati lo scorso dicembre 2020. Non si possono escludere fermi di produzione anche se non dovrebbero, in linea di massima, verificarsi salvo contestuali problemi di manutenzione degli impianti da parte dei produttori di materie prime.

 

Anche i gommisti già da mesi hanno toccato con mano l’aumento del costo dei trasporti e della logistica in generale. Qual è stata la percentuale di rincaro di queste voci?

Non v’è dubbio che il costo del trasporto e la logistica in generale abbia avuto un aumento dei costi di due/tre e anche più volte superiori alle condizioni ante Covid. È un fenomeno non tipico della gomma, ma generalizzato per tutte le industrie che comunque interessa anche il nostro settore e che inevitabilmente impatta sui prezzi dei prodotti.

 

A fronte degli aumenti di varia natura la scelta obbligata è fra comprimere la marginalità e trasferire i rincari ai clienti. Come stanno reagendo le aziende?

Le Aziende associate stanno cercando di far comprendere ai propri clienti che le richieste di aumento non sono giustificate dalla volontà di recuperare margini, ma di non perderli. In un momento di mercato dell’automotive non certo brillante l’accettazione di una revisione delle condizioni diventa problematica, ma comunque inevitabile. Dall’indagine condotta tra gli associati emerge che nella stragrande maggioranza dei casi si è riusciti a trasferire i maggiori costi subiti, ma solo in parte. In alcuni casi addirittura ciò non è stato possibile.

 

Assogomma conta fra i propri associati i produttori di diverse tipologie di prodotti. In questo scenario critico, ci sono delle particolarità che riguardano in modo specifico l’industria del pneumatico? Quali sono e quali saranno nei prossimi mesi le ripercussioni sulla filiera dei pneumatici?

I pneumatici al pari degli altri prodotti in gomma risentono di queste criticità magari con tempistiche o dinamiche diverse. Da quanto è possibile leggere dai comunicati stampa che vengono diffusi è ormai generalizzata una tendenza al rialzo di tutte le quotazioni dei pneumatici.

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