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01/03/2019
Marangoni rafforza l'impegno per una ricostruzione indipendente

Vittorio e Giuseppe Marangoni

Marangoni

 

In un momento in cui il Gruppo Marangoni annuncia tre importanti mosse strategiche, come l'accordo con la DMack per la produzione di pneumatici per il motorsport, l'alleanza globale con Vipal e l'acquisizione di una partecipazione di maggioranza con Leader Tread, Retreading Business ha intervistato Vittorio e Giuseppe Marangoni, rispettivamente Presidente e Vicepresidente dell’azienda Italiana specializzata nella ricostruzione. 

David Wilson - Giornalista ed editore della rivista Retreading Business

Il chiaro messaggio da Rovereto è stato che il mercato globale della ricostruzione sta cambiando radicalmente e in modo positivo, offrendo una grande opportunità per quella parte dell’industria della ricostruzione indipendente che guarda al futuro. L'aumento della redditività a seguito dell'introduzione di tariffe europee sui pneumatici per autocarri cinesi è percepita come una gradita coincidenza, offrendo al settore tempo e spazio per organizzarsi, anche se le fonti dei principali cambiamenti del mercato, dice il Gruppo, si trovano altrove. Una cosa degna di nota, sottolinea l'azienda, è che il mercato non sarà più come prima.

Secondo Vittorio Marangoni: "L'industria della ricostruzione per molti anni ha operato da una posizione in cui il processo di ricostruzione è stato importante per ragioni economiche, e gran parte dell'industria si è trasformata nel tempo in un'economia di massa abbracciando le ragioni di un’economia di scala. Alla fine, però, l'industria è stata sorpresa da una "tempesta perfetta" e ha rischiato di morire a causa della riduzione dei prezzi delle materie prime e da un’economia sempre più “usa e getta”. Tuttavia, il futuro mostra segnali diversi. In uno scenario, in cui il pianeta ha risorse sempre più limitate e si nota un crescente interesse per l'economia circolare, l'industria della ricostruzione è nella posizione ideale per trarne il massimo beneficio. Riteniamo che la crisi sia ormai alle spalle e che il mercato si stia stabilizzando”.

"Anche la Cina sta cambiando", aggiunge, "e non perché i prezzi si sono alzati, ma perché c'è un crescente interesse a ridurre i consumi e ad aumentare i livelli di servizio. Di conseguenza, le aziende che hanno abbandonato la ricostruzione per vendere pneumatici cinesi a basso costo scommettendo solo sul prezzo, sono ora in difficoltà. D'altra parte, coloro che hanno continuato a ricostruire sono sopravvissuti grazie a rapporti più fidelizzati con i clienti e ora possono guardare al futuro con fiducia".

Il punto di vista di Marangoni sul mercato globale della ricostruzione è che ora ci sarà una tendenza alla crescita di piccoli ricostruttori alleati a grandi realtà come Marangoni. Ciò deriva dalla necessità di fornire alle flotte un servizio molto più flessibile e veloce, cosa che, ovviamente, i ricostruttori più grandi non sono in grado di fare.

"La logistica sta diventando sempre più importante", dice Vittorio Marangoni. "La crescita dell'e-commerce ha di fatto velocizzato i servizi. Stiamo assistendo ad una crescita costante nelle immatricolazioni di furgoni perché sono più flessibili”.

"Anche i servizi fanno leva sulla tecnologia. C'è una crescente necessità di utilizzare i Big Data – puntando al miglioramento del ciclo di vita del prodotto. Se puoi misurare le prestazioni, puoi vendere le prestazioni”.

"In aggiunta, stiamo assistendo ad un processo di inversione della globalizzazione. I mercati stanno alzando barriere commerciali e, poiché la ricostruzione è per sua natura un servizio di prossimità, anche questo aiuta. Tutti questi fattori erano negativi qualche anno fa, ma ora sono di nuovo positivi".

Per Marangoni, la sfida principale è rappresentata dalla filiera della ricostruzione che negli ultimi anni si è notevolmente ridotta. Tuttavia, l'azienda vede una nuova crescita nel mercato proveniente da società di servizi, aziende di ricambi, grandi flotte che investono nella ricostruzione, così come la crescita dei ricostruttori sopravvissuti agli anni difficili e il ritorno di altri precedentemente usciti dal mercato.

Tutto questo, naturalmente, ha implicazioni per i grandi impianti di ricostruzione pneumatici come quello di Marangoni a Rovereto. Questi grandi impianti sono orientati verso le economie di scala ma non sono in grado di fornire la velocità e flessibilità di servizio che Marangoni ritiene necessaria in futuro. Da qui nasce l'idea di un polo tecnologico a Rovereto, e il recente accordo con DMack ne diventerà il primo contratto.

"Quello di Rovereto è un grande impianto", spiega Vittorio Marangoni. "Un tempo era una fabbrica polivalente, ma a causa di ristrutturazioni all'interno del Gruppo, le sue attività sono state ridotte. Il nostro concetto è quello di condividere i processi produttivi condividendo funzioni essenziali come R&S, servizi, amministrazione, logistica, spazio, energia, compounding, ecc. Il nostro obiettivo sono le aziende che ora vogliono produrre in Europa. Questo accordo consente di farlo rapidamente e con livelli di investimento sostenibili. Prevediamo, inoltre, che grazie a questi passi la fabbrica tornerà ad avere gli stessi volumi del passato. L'obiettivo finale è trasformare gli impianti di produzione in un parco tecnologico, rafforzando l'industria locale e sviluppando le competenze delle maestranze. L’accordo con DMack è il primo progetto di questo tipo e sarà presto attivo - molto probabilmente nei prossimi sei mesi".

La subfornitura di spazi produttivi ad aziende esterne al settore della ricostruzione, tuttavia, non è l'unico cambiamento che vedrà come protagonista lo stabilimento di Rovereto. L'azienda ha tenuto a precisare che continuerà a ricostruire pneumatici nella sua storica fabbrica, e ci sono buoni motivi per aspettarsi qualche cambiamento anche nel tipo di pneumatici prodotti a Rovereto.

Per cominciare, Marangoni ha individuato la necessità di considerare seriamente la produzione di pneumatici ricostruiti da 16", vista la crescente distribuzione “porta a porta” all'interno dei grandi agglomerati urbani, utilizzando piccoli furgoni, altrimenti noti come "last-mile truck". I pneumatici da 16 pollici possono essere prodotti con il processo a freddo, sottolinea Vittorio Marangoni.

C'è poi da considerare il potenziale ruolo di Marangoni come centro di coordinamento della sua filiera della ricostruzione. Marangoni identifica il proprio core business nel battistrada prestampato mantenendo al contempo una serie di attività legate ad esso: macchinari, mescole, ricostruzione diretta e servizi. Questo è importante perché aiuta l'azienda a comprendere il mercato nel suo complesso e come il modello di business sta cambiando.

Vittorio Marangoni sottolinea che la pressione esercitata negli ultimi anni sul settore della ricostruzione ha offerto ai produttori di pneumatici nuovi l’opportunità di acquisire diverse imprese di ricostruzione, animati dalla necessità di offrire servizi sempre più integrati, ma anche come reazione all'aggressione cinese. Questa strategia, però, non aiuterà l'innovazione, sostiene Marangoni, ed è qui che nasce l'idea di un polo di innovazione/tecnologia a Rovereto.

Anche se Marangoni non lo ha menzionato specificamente, c'è ovviamente anche la possibilità di utilizzare la tecnologia condivisa per i battistrada prestampati in collaborazione con i partner associati, il che ci porta al secondo importante annuncio di Marangoni, ovvero quello dell'accordo, per una cooperazione globale, con Vipal. Questo, secondo Giuseppe Marangoni, si basa completamente su una visione globale e sul potenziale vantaggio dalle molteplici sinergie tra le due aziende. "Marangoni e Vipal sono i due maggiori attori indipendenti del settore", sottolinea. "Insieme daremo vita ad una partnership formidabile".

Vittorio e Giuseppe Marangoni hanno mantenuto un certo riserbo sull'accordo Vipal in quanto gran parte di esso rimane confidenziale, ma dal posizionamento di Marangoni, il piano del Gruppo è quello di rafforzare il core business così come la ricostruzione indipendente a livello globale. "Molti possono aver pensato che la ricostruzione indipendente fosse morta, ma si sbagliavano", sottolinea Vittorio Marangoni. “Vogliamo cambiare il mondo della ricostruzione e crediamo che questa sia una mossa importante per difendere la ricostruzione indipendente nel mondo". Le nostre due aziende si adattano perfettamente in termini di localizzazione degli stabilimenti, così come nel posizionamento dei marchi".

Nelle prime fasi della partnership, l'obiettivo sarà quello di trovare sinergie nella capacità industriale - e negli approvvigionamenti - per rendere entrambe le aziende più efficienti e, in questo contesto, Marangoni ha confermato che il prossimo piano industriale per entrambe le aziende sarà realizzato in collaborazione.

Questo ci porta naturalmente al terzo tema principale: lo sviluppo del business di Marangoni su scala globale. In quest’ottica, l'acquisizione di una partecipazione di maggioranza in Leader Tread ne è una parte importante, anche perché permetterà all'azienda di espandere il sistema Ringtread in tutta l'Africa sub-sahariana.

Particolarmente importante è anche l'attività del Gruppo in India, e Giuseppe Marangoni esprime una notevole soddisfazione per i progressi compiuti in quella regione. "Crediamo di poter crescere nel mercato Indiano in maniera molto efficace. Crediamo di essere al posto giusto e al momento giusto", ha aggiunto. Di primaria importanza per l'azienda, tuttavia, è la possibilità di sfruttare appieno il mercato cinese, soprattutto se l'interesse continuerà a crescere anche l'anno prossimo. "La Cina sta cambiando molto rapidamente", afferma Vittorio Marangoni. “Il governo cinese è a favore dell'ambiente e da lì arriva un grande impulso. Crediamo che questo cambiamento arriverà molto rapidamente e dobbiamo farci trovare pronti". È assolutamente vero che in Cina i pneumatici ricostruiti vengono utilizzati principalmente sulle flotte di autobus, ma anche i trasportatori stanno gradualmente cambiando atteggiamento. Oggi veniamo regolarmente contattati da aziende di trasporto cinesi che vogliono saperne di più sul concetto di costo chilometrico".

"Il mondo intero guarda ora alla ricostruzione dal punto di vista del servizio", conclude Vittorio Marangoni. “Crediamo di dover insistere su questo tipo di concetto. Non è facile, ma si tratta di un approccio completamente diverso basato su una migliore elaborazione dei dati e informatizzazione senza dimenticare l’importanza di una costante innovazione, sia attraverso lo sviluppo di tecnologie di compounding, come l'uso del grafene nei pneumatici ricostruiti per farli durare più a lungo e permetterci di produrli con battistrada più sottili, sia attraverso lo sviluppo di macchinari migliori. C'è ancora un grande divario tecnologico, dato che negli ultimi anni gli investimenti in nuove tecnologie per la ricostruzione sono stati relativamente scarsi, quindi ci sono molte opportunità per noi, come settore, di fare meglio".

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