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Articoli - Archivio

24/04/2017
MOLTE LE TEMATICHE DECISIVE SULLE QUALI IL SETTORE ATTENDE RISPOSTE DAL GOVERNO

Autotrasporto

 

Mobilitazione nell’autotrasporto che chiede “regole chiare e tempi certi”

Paolo Castiglia

 

Manifestazioni unitarie in tutto il Paese. Un mondo dell’autotrasporto così compatto non si vedeva da decenni. A unire le associazioni di categoria che rappresentano in camionisti italiani sono le molte tematiche decisive sulle quali l’autotrasporto attende risposte dal Governo.

“Abbiamo i costi di esercizio più alti d’Europa, subiamo la concorrenza selvaggia degli operatori abusivi e dei vettori esteri, che violano le leggi sui trasporti internazionali, non abbiamo certezza sui costi indicativi di esercizio da far valere nei confronti dei committenti, dobbiamo attendere mesi o anni per essere pagati dalle imprese committenti, non sappiamo quando verranno sbloccate le autorizzazioni per i trasporti eccezionali, non possiamo contare sul pieno funzionamento delle motorizzazioni civili, siamo ancora in attesa del ferro-bonus, del mare-bonus, della decontribuzione per gli autisti che fanno trasporti internazionali e del mantenimento delle accise sui veicoli. Non chiediamo altro che risposte rapide a questi problemi che stanno mettendo in ginocchio le nostre imprese”.

Non è poco, in effetti, come spiega la nota degli autotrasportatori citata; è stata forte anche la soddisfazione degli organizzatori per l'ampia adesione alla mobilitazione nazionale dell'autotrasporto organizzata dalle sigle aderenti al coordinamento unitario Unatras e da Cna-Fita.

Ma come si sono svolte le manifestazioni? Stavolta hanno evitato i gravi disagi alla popolazione che vengono dai tradizionali “fermi” dei camion: gli autotrasportatori sono invece scesi nelle principali piazze d’Italia per chiedere risposte al Governo con una manifestazione civile e composta, che rappresenta probabilmente solo la prima di una serie di iniziative.

“Da Milano a Roma, da Trieste a Genova, da Ancona a Venezia e ancora a Parma, Piacenza e in molte altre città le aziende di autotrasporto hanno fatto sentire la propria voce al Governo; – insiste la nota degli autotrasportatori – i nodi irrisolti sono noti: in particolare il settore sente la necessità di stabilire sanzioni precise per far rispettare i tempi di pagamenti per le aziende di trasporto. Forti richieste anche sulla presenza di regole certe nel settore a partire da politiche, condivise con gli altri paesi europei, in grado di fermare la concorrenza sleale estera e l’abusivismo, oppure dai tagli delle risorse per il settore, primo fra tutti quello relativo alle cosiddette ‘deduzioni forfettarie’, fondamentali per la sopravvivenza delle aziende artigiane; fino alle risorse economiche promesse e mai stanziate per favorire l’intermodalità e il trasporto merci via mare come il “mare-bonus”.

E ancora gli autotrasportatori denunciano il fatto che vi siano motorizzazioni civili sotto organico, incapaci di svolgere le più normali mansioni, dalle revisioni dei veicoli in tempi consoni ai controlli sulla normativa per il trasporto di merci pericolose Adr che ad oggi non risulta siano mai stati effettuati, a discapito della sicurezza di tutti.

Secondo le rivendicazioni presentate, “va anche sostanzialmente modificata la normativa sui trasporti eccezionali prima che accadano nuove disgrazie per crolli di altri ponti e si attende che il Governo passi dalle parole ai fatti”.

Piccolo focus anche su un'iniziativa diversa dal solito, in un luogo assolutamente significativo come la sede romana della Rai a Saxa Rubra: questa la scelta unitaria che le associazioni di Roma e del Lazio, aderenti all’Unatras, hanno messo in campo per far sì che, anche nella capitale, “risuonassero forti e chiare le parole d'ordine dell'autotrasporto italiano e la protesta per la disattenzione e l'incuria con cui Governo e Istituzioni guardano a un settore strategico per l'economia e la vita civile e produttiva del Paese” spiega una nota ad hoc.

Di fronte agli studi dei telegiornali nazionali sono stati presenti alcuni camion ricoperti di enormi striscioni con le parole d'ordine della mobilitazione. Sul palco e tra i trasportatori un gruppo di attori che, impersonando le figure dei più importanti interlocutori dell'autotrasportatore – dal giudice al poliziotto, dal committente in smoking all’Europa fasciata di azzurro – hanno dato vita a un vivace momento di animazione e di coinvolgimento, rappresentando concretamente, sia pure nella finzione scenica, le principali questioni che l'Unatras ha posto al centro della propria mobilitazione.

E, insieme ai trasportatori che ben volentieri si sono fatti trascinare nella rappresentazione collettiva del disagio e della volontà di cambiamento, i massimi rappresentanti delle associazioni che hanno voluto questa giornata di lotta: dal presidente di Unatras e di Confartigianato Trasporti, Amedeo Genedani, al segretario generale di Transfrigoroute Italia Claudio Donati, al segretario romano della Fai, Angelo Punzi.

Le allegre immagini della giornata non debbono tuttavia ingannare, tengono a precisare gli organizzatori: “La posta in gioco – dichiarano – non soltanto è ben chiara a tutti i trasportatori, ma non ammette ulteriori dilazioni. Tocca al Governo ed alle Istituzioni far sì che sulle questioni decisive arrivino al settore risposte rapide ed efficaci: parliamo della regolarità e la trasparenza, del riconoscimento di un adeguato ristoro dei costi necessari alla produzione del trasporto, del pagamento dei servizi in tempi tali da non costringere il trasportatore a far da banca ai propri committenti e della lotta contro ogni forma di dumping e di concorrenza sleale”. L’evento – ha spiegato il presidente Genedani – si è svolto in ben 20 città in 11 regioni: Asti, Cuneo, Novara, Torino, Genova, Milano, Lecco, Bergamo, Brescia, Venezia, Trento, Trieste, Parma, Forlì Cesena, Prato, Ancona, Roma, Napoli, Catanzaro, Messina. Oltre ai cortei di camion, sono stati organizzati conferenze stampa, sit in davanti alle sedi della motorizzazione civile e della prefettura, incontri con parlamentari ed esponenti delle istituzioni.

“Se non otterremo risposte e il mantenimento degli impegni assunti dal Governo nei confronti delle nostre imprese – è la chiusura di Genedani – saremo costretti, nostro malgrado, ad attuare la sospensione dei servizi, in difesa degli interessi dei nostri imprenditori”.

 

 

 

Anita: no agli sconti sui pedaggi autostradali per i veicoli di vecchia generazione

“Riteniamo sia obbligo di ogni trasportatore cercare di ridurre l'inquinamento dei veicoli industriali e di investire in veicoli moderni che abbiano il minor impatto ambientale possibile”. Sono parole di Thomas Baumgartner, presidente di Anita, una delle principali associazioni di categoria del settore, a seguito della discussione sulla direttiva relativa agli sconti dei pedaggi autostradali per il 2017. La proposta fatta dal ministero delle Infrastrutture e Trasporti prevede, per il 2017, uno sconto massimo del 5% anche per i veicoli con il motore Euro3, ormai non più immatricolabili dal 1° ottobre 2006, dopo che l’anno scorso “con la generale rivisitazione dello schema degli sconti tale importo era inspiegabilmente stato aumentato al 9% per la classe di fatturato maggiore” spiega ancora Anita. Gli artigiani contestano tale proposta e vorrebbero uno sconto maggiore per i veicoli di classe Euro3. Proposta fermamente respinta da Anita e altre associazioni. “Le normative comunitarie sui pedaggi autostradali prevedono che l'entità degli stessi, tra gli altri elementi, tengano conto anche dell'impatto ambientale e considerato che il Governo per il 2017 ha confermato il super-ammortamento per i veicoli strumentali, non riusciamo a comprendere la richiesta in quanto – prosegue Baumgartner – per chi fa un certo numero di chilometri all'anno, conviene anche da un punto di vista dei costi di manutenzione e di sicurezza stradale sostituire i veicoli di vecchia generazione, con un beneficio per la collettività. Le imprese che effettuano pochi chilometri con tali veicoli, ottengono uno sconto sui pedaggi comunque irrisorio”. Anita auspica, quindi, una riduzione della percentuale di sconto o al massimo il mantenimento della proposta del ministero del 5% per i veicoli Euro3.

 

 

Veicoli industriali: la ripartenza delle immatricolazioni

Notizie confortanti per il settore del trasporto pesante: il mese di febbraio 2017 vede un incremento delle immatricolazioni di veicoli industriali con massa totale a terra superiore alle 3,5 t, pari a +11,9% rispetto al febbraio 2016, di fatto 1.800 unità immatricolate contro 1.608. Il Centro studi e statistiche dell’Unrae, basandosi sui dati di immatricolazione forniti dal ministero delle Infrastrutture e Trasporti, ha stimato poi che nel primo bimestre dell’anno in corso l’incremento è stato di +19,8% rispetto all’anno precedente, con 3.750 unità immatricolate contro 3.131.

Per quanto riguarda i veicoli industriali pesanti, con massa totale a terra uguale o superiore alle 16 t, i dati stimati per febbraio 2017 hanno fatto registrare un incremento di +11,2% rispetto allo stesso mese del 2016, mentre nel bimestre gennaio-febbraio l’aumento è stato di +18,6% sullo stesso periodo del 2016. Tale andamento positivo è sostenuto dalle misure di finanziamento per l’acquisto di nuovi mezzi emanate alla fine del 2016 dal Ministero, per le quali la percentuale di esiti positivi delle domande presentate è andata aumentando dal 2013 ad oggi. “L’Unrae sta collaborando con i competenti uffici del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per rendere sempre più concretamente efficace la destinazione degli incentivi, in termini di minori emissioni inquinanti nell’atmosfera – ha dichiarato in proposito Franco Fenoglio presidente di Unrae – promuovendo tutte le soluzioni tecnologiche innovative, capaci di dare una spinta sostanziale all’incremento della mobilità sostenibile, soprattutto nelle nostre città, dove gli autoveicoli svolgono un ruolo fondamentale nella distribuzione delle merci”. “Queste misure – ha concluso Fenoglio – dovrebbero pertanto essere rivolte, in applicazione del principio di neutralità tecnologica al quale Unrae si ispira, a tutte le tipologie di alimentazione – nessuna esclusa – che garantiscano il raggiungimento di obiettivi ecologici e di tutela della qualità dell’aria, assicurando un tempestivo e reale rinnovo del parco circolante”.

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