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01/07/2013
MCTNET2: È LA VOLTA BUONA?

REVISIONI

È arrivata l’ultima circolare del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti su “tempi e modalità di attuazione” del nuovo protocollo MCTCNet2. Così Il Dipartimento per i trasporti e la navigazione ha definito le nuove tempistiche per i centri di revisione in Italia

Massimo Brunamonti

È LA VOLTA BUONA? Questo è il pensiero che è saltato alla mente di tutti nel leggere l’ultima circolare del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti datata 10 aprile 2013, su “tempi e modalità di attuazione” del nuovo protocollo MCTCNet2. Con questa circolare il Dipartimento per i trasporti e la navigazione ha definito le nuove tempistiche per i centri di revisione in Italia; in sintesi, i nuovi software dovranno essere installati entro il 31 marzo 2014 e tutte le apparecchiature dovranno essere aggiornate entro il 31 marzo 2015.
Non è per mancanza di fiducia ma ritardi, esitazioni e modifiche sono stati talmente tanti che il dubbio sorge spontaneo. Fortunatamente chi è più coinvolto nella situazione può confermare la sensazione che negli ultimi mesi si siano finalmente fatti progressi importanti soprattutto nelle verifiche tecniche di conformità a MCTCNet2 dei software PC Stazione e PC Prenotazione. Per capire meglio la situazione che si viene creando in conseguenza a tutto questo, è bene prima fare un passo indietro.
Tutti noi ricordiamo quando e come la cosa ha avuto inizio: siamo nel 2007, MCTCNet è in esercizio ormai da anni con importanti risultati dal lato automazione e semplificazione; ma rimane la piaga delle revisioni “farlocche”. Il Ministero decide di correre ai ripari e avvia lo studio e la definizione di quello che poi diventerà MCTCNet2. Dopo oltre tre anni di lavori si giunge alla fase operativa: le aziende iniziano lo sviluppo di nuovi software e dispositivi; ma il sistema è complesso e qualcuno comincia a porsi la domanda cruciale: funzionerà? Il Ministero decide, dobbiamo riconoscere, saggiamente, di assicurarsene. È così che viene firmata una convenzione tra il Ministero dei trasporti, Aica – Associazione Italiana Costruttori di Autoattrezzature, Cna/Centri di Revisione e Anara/Confartigianato; le risorse congiunte di amministrazione, costruttori e autoriparatori cooperano per condurre una sperimentazione di MCTCNet2 della durata di circa due mesi presso i centri prova del ministero. Si simulano le revisioni secondo il nuovo sistema su veicoli reali, con apparecchiature aggiornate, condotte da operatori professionisti. I risultati fortunatamente sono incoraggianti: il sistema funziona. Si dà il via alla macchina produttiva. Viene così definita una nuova tempistica di messa in esercizio e tutto sembra andare per il meglio. Ma, come si suol dire, si sono fatti “i conti senza l’oste”; quello che sulla carta dovrebbe andar via liscio come l’olio poi si scontra con imprevisti, carenza di risorse e necessità di modifiche che, nonostante tutta la buona volontà, finiscono con l’allungare i tempi anche in modo significativo. Alla fine si è accumulato un ritardo complessivo di oltre due anni rispetto ai piani originari. Ma tant’è; se vogliamo vedere il bicchiere mezzo pieno: tardi ma bene, o quanto meno con le dovute verifiche fatte.

Adesso cosa succede?
Proviamo a metterci nel panni di un centro di revisione. Il primo problema è: cosa devo fare per adeguare le mie linee di revisione? È presto detto: il PC Stazione e il PC Prenotazione dovranno avere installati i nuovi software Pcp e Pcs, dovrà essere installato il nuovo sistema di riconoscimento automatico della targa del veicolo e tutte le attrezzature dovranno essere adeguate per dialogare e gestire la revione in modalità MCTCNet2. Le scadenze sono quelle indicate sopra: 31 marzo 2014 per software Pcp e Pcs e sistema riconoscimento targa, e 31 marzo 2015 per le apparecchiature, comunque in concomitanza con la relativa verifica periodica. Chi garantisce sulla qualità? Il ministero emetterà i certificati di omologazione dei software e dei sistemi di riconiscimento targa e gli aggiornamenti di omologazione delle apparecchiature da adeguare.
Tutto a posto? Sembrerebbe di sì; saranno poi i risultati, come al solito, a confermare o smentire le previsioni. Una cosa è certa: sulla carta la novità è importante e le conseguenze di un progetto così complesso e ambizioso potranno essere significative. Come abbiamo già sottolineato, l’istanza che ha istruito il tutto è la volontà di dare alle revisioni un profilo di certezza della tutela della sicurezza del cittadino e di protezione dell’ambiete. Non è accettabile l’imposizione di spese per la manutenzione del proprio veicolo quando poi si permette che furbetti di tutte le categorie la facciano franca. Bisogna riconoscere la coerenza e la positività dell’iniziativa del Ministero dei trasporti ma allo stesso tempo non si possono sottacere gli aspetti negativi messi in evidenza dalla vicenda MCTCNet2. Ancora una volta i costruttori e professionisti italiani hanno dato prova di assoluta eccellenza, ribadendo la loro leadeship a livello mondiale, sviluppando soluzioni originali e d’avanguardia e hanno dimostrato apertura e disponibilità all’innovazione. Quello che purtroppo è mancato sono le necessarie risorse per permettere una rapida ed efficace omologazione delle apparecchiature e successiva introduzione sul mercato. Parliamo delle strutture tecniche del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, in Italia, vigente l’istituto dell’omologazione, le verifiche tecniche delle attrezzature sono, per decreto, di sola competenza dei centri specializzati del Ministero. Ma le varie leggi di riduzione di spesa stanno facendo mancare le necessarie risorse strutturali e umane per poter ottemperare all’ufficio. La conseguenza immediata è il ritardo di introduzione nel mercato e alla fine a subirne i danni è ancora una volta quello di cui il nostro paese ha adesso più bisogno: sviluppo e occupazione.
Non è nostra intenzione occuparci di cose che non ci competono, ma una riflessione è doverosa: la competitività, requisito fondamentale per crescita e sviluppo nel panorama moderno, si costruisce anche attraverso un’amministrazione pubblica efficiente. Abbiamo esempi nella Ue di sistemi paese molto più efficienti del nostro. È necessario che i nostri politici si nutrano di questi esempi per guidare decisioni di risparmi di spesa che non sacrifichino i servizi ma che eliminino la massa di adempimenti formali che poco o niente hanno a che fare con reali servizi al paese, finendo semplicemente per alimentare una burocrazia spesso clientelare, ridondante e dannosa.
L’intera vicenda MCTCNet2, nel suo piccolo, si dimostra emblematica di una situazione italiana generalizzata: buone idee, grande capacità e ottima volontà ma anche inefficienza e disorganizzazione. Un’amministrazione pubblica efficiente e un’organizzazione snella e competitiva sono risorse imprescindibili per un paese moderno e per una ripresa stabile e duratura.

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