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Articoli - Archivio

23/06/2016
MATERIALI PER I PNEUMATICI, IL GRANDE BUSINESS

Mercato

 

L’industria dei pneumatici è una delle maggiori del settore industriale e rimarrà tale per molti anni a venire. Vediamo quali prospettive ha nel prossimo periodo

Nicodemo Angì

Gomme, gomme e ancora gomme, per tutti gli usi e i veicoli! Dal carrello del supermercato al dumper di cantiere da 300 tonnellate, dal super jet al go-kart, le coperture in gomma, pneumatiche o meno, sono parte integrante (e importante) della società industriale.

Nel 2014 questo settore ha consumato qualcosa come 40 milioni di tonnellate metriche di materiale e l’acquisto di questa montagna di materiale costituisce il 30% del bilancio totale di un fabbricante di coperture. I materiali per l’industria dei pneumatici hanno avuto un valore totale di 70 miliardi di dollari nel 2014 e, nonostante il ciclo economico non  proprio brillante, si prevede che il consumo dei materiali aumenterà a un tasso di crescita annuo composto (CAGR) del 3,1 %, arrivando a 47 milioni di tonnellate metriche nel 2021.

Nonostante queste prospettive si prevede che il settore delle forniture per l’industria delle coperture incontrerà tempi “sfidanti”, per vari ordini di motivi. La pressante ricerca dell’efficienza, per esempio, porterà all’adozione di pneumatici sempre più leggeri ed essi richiederanno meno materiale e i costruttori intendono inoltre ridurre i costi anche attraverso l’ottimizzazione dei materiali. Fino ai giorni nostri la crescita del mercato dei pneumatici è stata leggermente superiore a quella del prodotto interno lordo globale, alimentato dall’aumento della popolazione e dalla crescita delle economie dei paesi BRIC. La presenza di questi fattori di crescita continuerà ma il rialzo sarà meno accentuato rispetto alle previsioni perché le economie stanno rallentando globalmente e lo slowdown è più accentuato proprio fra i paesi del gruppo BRIC.

 

Le sfide di domani

È inoltre da menzionare che il peso dei materiali impiegati è cresciuto leggermente di più del numero delle gomme, proprio perché l’aumento dei redditi ha aumentato la penetrazione delle gomme più larghe. Se l’economia globale continuasse nel suo rallentamento la tendenza potrebbe invertirsi qualora la taglia media delle gomme dovesse diminuire.

Anche la disponibilità e i costi dei materiali potrebbero essere un fattore da considerare attentamente per l’industria dei pneumatici, le cui dimensioni ne fanno una delle maggiori consumatrici a livello globale di certi tipi di materiali. Tutt’altro che facile è poi l’introduzione di nuovi materiali perché essi dovranno essere, in linea generale, disponibili su scala mondiale, in grandi quantità e con un livello qualitativo costante.

È appena il caso di dire che la gran parte di questi materiali è costituita dalle gomme, il cui impiego è comunque sempre sotto forma di mescole, praticamente obbligate per ottimizzare prestazioni e costi. Esse possono essere anche molto diverse fra loro. Fra i materiali grezzi uno dei più importanti è senza dubbio la gomma naturale che, grazie alle sue doti di resistenza, è ampiamente usata nelle coperture per i mezzi pesanti e nelle macchine agricole. La sua diffusione potrebbe essere perfino superiore se presentasse prezzi meno volatili e una maggiore sicurezza nella costanza delle forniture. La gomma naturale è sempre stata più costosa di quella sintetica ed è per questo che la diffusione di quest’ultima è stata prevalente nella gran parte delle applicazioni. In questo periodo stiamo assistendo a una grande volatilità nei prezzi e ci si aspetta che questo fenomeno continui ancora per qualche tempo.

Fra gli elementi di criticità si segnala anche l’accentuarsi delle questioni ambientali, che hanno già avuto effetti sui mercati delle coperture e dei materiali a esse collegati. Le tematiche relative includono la riduzione delle emissioni, che hanno stimolato la creazione dei pneumatici a bassa resistenza di rotolamento.

Anche la sostenibilità sta orientando le scelte dell’industria sotto vari aspetti, che vanno dalla ricerca di materie prime a basso impatto ambientale agli sforzi per aumentare il riciclo e la diminuzione dei rifiuti alla fine del ciclo di vita delle coperture.

 

Non di sola gomma

Ma una copertura non è fatta solo di elastomeri: un ruolo importante è infatti svolto dagli “additivi” quali il nerofumo, la silice, i filler, i silani e tutti quei composti che prevengono gli effetti deleteri dell’ozono e dell’ossidazione.

Fra i materiali che occuperanno un ruolo importante nel futuro dell’industria dei pneumatici ci saranno sicuramente i filler derivati dalle nanotecnologie e le silici di nuova generazione. Pneurama si è già occupato di queste nuove frontiere nella costruzione delle coperture ed è facile pronosticare una crescente importanza di questi materiali nel futuro, anche prossimo. Si possono già sperimentare riduzioni di peso superiori al 20%, e diminuzioni della resistenza di rotolamento del 30% con performance e durabilità paragonabili ai pneumatici attuali. Nella riduzione del peso, per esempio, saranno importanti le cinture di materiali diversi dal classico acciaio mentre i filler tradizionali, quali il nerofumo e la silice, si vedranno affiancare da nano materiali che potranno diminuire grandemente i fenomeni di isteresi e le conseguenti perdite di energia generate dagli attriti interni. Gli elastomeri dei pneumatici non sono infatti perfettamente elastici: in fase di espansione essi non restituiscono tutta l’energia accumulata durante la compressione ma ne dissipano una parte sotto forma di calore. Le nano fibre e gli altri filler di nuova generazione avranno un ruolo importante in questa riduzione degli attriti interni, diminuendo così l’isteresi (è questo il nome del meccanismo che spreca l’energia elastica). Questi nuovi materiali (Nanoprene, che potrebbe affiancare se non sostituire la Silice, nanoargille, nano fibre e tubuli di Carbonio, Grafene, nanopolimeri e altri ancora) entreranno quindi a far parte dei componenti necessari alla costruzione delle gomme di domani. Un domani che si sta però avvicinando a grandi passi, dato che la formulazione di alcune coperture ormai in commercio comprende già questi materiali innovativi. Del resto mancano ormai meno di 4 anni a quel 2020, una data entro la quale deve avverarsi il sogno europeo di diminuire del 20% il consumo di energia nella EU: dato che quella assorbita dai pneumatici può arrivare al 30% si capisce benissimo quale grande contributo possano dare i nuovi materiali nel raggiungimento di questo risultato. 

 

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