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Articoli - Archivio

01/04/2011
Luci e ombre per l'autotrasporto

Intervista a Paolo Uggè, Presidente della FAI 

Presentate le linee guida del nuovo Piano della logistica con obiettivi e azioni per dare impulso alla competitività del sistema paese. Indietro invece l'applicazione dell'accordo programmatico col Governo

di Paolo Castiglia

Tanto per cominciare, la fortissima impennata dei costi: rispetto a gennaio 2010 il gasolio è aumentato di circa il 20%, le autostrade da un minimo del 2% ad un massimo del 13%, addirittura la Torino-Milano negli ultimi 3 anni è aumentata del 50%, le assicurazioni dal 3% al 20%.

 

Il Piano della logistica rappresenta uno strumento importante per ridurre l'inefficienza logistica e rilanciare il settore dell'autotrasporto. Tra le linee strategiche del Piano, alcuni aspetti in particolare danno impulso alla crescita e allo sviluppo del nostro sistema economico. È un documento completo "che indica obiettivi e definisce azioni utili a dare competitività al sistema paese e diviene indispensabile che il Piano, predisposto dal sottosegretario Giachino, divenga uno strumento vincolante per tutte le parti interessate". La prima domanda non c'è neanche bisogno di farla. Paolo Uggè, presidente della Fai, una delle maggiori associazioni di categoria dell'autotrasporto, nonché membro del Cnel ed ex sottosegretario ai Trasporti, scende subito in campo su un terreno a lui congeniale. 

Congeniale perché il primo promotore del Piano recentemente approvato, e che intende "resettare" e rilanciare tutta la filiera del trasporto merci, è stato proprio lui quando, come sottosegretario, era anche presidente della Consulta per l'autotrasporto e la logistica, ruolo ricoperto oggi da Bartolomeo Giachino.

 

Si è completato anche il quadro per la definizione di organico e impegni della Consulta per l'autotrasporto. Che ne pensa?

Mi sembra positivo che siano ripresi i lavori della Consulta, che ha anche provveduto alla nomina del Comitato Esecutivo nel quale, per la Fai/Conftrasporto, è stato nominato il nostro Giorgio Colato, ex vicepresidente dell'Albo, che va così a ricoprire il ruolo di rappresentanza delle federazioni Conftrasporto in un organismo così delicato. Davvero Auguri.

 

Uggè, via libera quasi trionfale per il Piano della logistica, più tormentato il discorso sul contratto di lavoro...

Guardi, noi, facendo seguito a quanto deliberato negli organismi, abbiamo preso atto delle decisioni di alcune federazioni dall'autotrasporto di dare via libera, senza mantenere le linee comuni definite, al rinnovo del contratto di lavoro, condividendo le proposte già avanzate dal mondo della spedizione. La nostra federazione ha pertanto invitato le imprese aderenti a riconoscere gli incrementi nell'entità convenuta dalle altre organizzazioni. Gli organismi della federazione verranno convocati poi, secondo le disposizioni statutarie, per esprimersi complessivamente sull'impianto del nuovo contratto.

 

Ma qual è la situazione nel settore?

Vi sono luci ma, soprattutto, ombre: da una parte di positivo vi è, come accennato, che sono state presentate le linee guida del nuovo Piano della logistica con il presidente Giachino che ha sottolineato l'importanza del documento programmatico e ha evidenziato le prospettive e le utilità che potranno discendere dalla approvazione di questo strumento.

 

E le ombre?

Siamo molto indietro con l'applicazione dell'accordo programmatico col Governo e non v'è ombra di dubbio che, se le normative ottenute non diverranno operative a causa anche di azioni frenanti da parte di chi ha le responsabilità, il Governo sarà chiamato a risponderne.

 

Si rischia la rottura?

Non siamo ancora a questo punto e speriamo proprio di non arrivarci, ma intanto l'Unatras ha deciso di diramare una nota con la quale si è fatto presente al Governo l'intenzione di esaminare all'interno dell'esecutivo la disdetta del Patto sottoscritto, qualora non si avviasse il percorso attuativo delle nuove normative, tutto questo pur non disconoscendo le positività che tutti hanno potuto registrare sia sulla parte connessa alla legge finanziaria, sia sul Mille proroghe.

 

Quali sono fondamentalmente i problemi più urgenti da risolvere?

Tanto per cominciare la fortissima impennata dei costi: rispetto a gennaio 2010 il gasolio è aumentato di circa il 20%, le autostrade da un minimo del 2% ad un massimo del 13%, addirittura la Torino-Milano negli ultimi 3 anni è aumentata del 50%, le assicurazioni dal 3% al 20%, senza contare il costo dei pneumatici, le manutenzioni ed il costo orario dei dipendenti autisti, derivante dal recente accordo sul contratto nazionale di lavoro. Ma a fronte di tutti questi aumenti, non c'è stato aumento del costo del trasporto, e addirittura i committenti continuano a chiedere ulteriori ribassi delle tariffe.

 

Ma i trasportatori sembrano intenzionati a chiedere aumenti delle tariffe...

Sì, ma ci troviamo di fronte ad un autotrasporto debole, non regolamentato e non tutelato dalle istituzioni, che finisce per essere in balia di committenti, petrolieri, gestori autostradali e assicurazioni. Ecco che qui il Governo deve farsi carico di fare rispettare le norme di legge. In caso contrario saremo costretti a riprendere le azioni a tutela della nostra categoria.

 

 

• Via libera al Piano della logistica


La tassa della inefficienza logistica incide pesantemente sul costo di produzione e costituisce uno dei maggiori motivi di perdita di competitività del nostro paese. Per questo la Consulta per l'autotrasporto e la logistica ha approvato le linee politiche di attuazione del nuovo Piano nazionale della logistica, dando esecuzione alla direttiva del Ministro Matteoli dello scorso giugno. Il piano è lo strumento messo in campo per operare i cambiamenti delle politiche di trasporto e logistica necessari per le linee strategiche da realizzare nel breve e medio periodo, per aumentare la competitività del nostro paese.
"L'approccio pragmatico si realizzerà attraverso 50 azioni concrete - afferma Piero Luzzati, direttore generale di Confetra - e piace al mondo delle imprese, che vogliono fatti e non parole. Maggiore attenzione dovrebbe però essere rivolta al grande tema della liberalizzazione dei servizi postali prevista per il 2011 e a quello degli enormi ritardi di pagamento dell'Iva a credito da parte dello Stato".
Avvalendosi del Comitato Scientifico, insediato al proprio interno, la Consulta ai fini dell'elaborazione del piano, è stata impegnata in oltre 50 momenti di confronto politico-operativo con tutto il mondo della logistica e dei trasporti a livello locale e nazionale. Il compito del piano è cominciare a ridurre la cosiddetta "grande tassa" della logistica - che secondo la Banca d'Italia vale 40 miliardi - che pesa gravemente sulla economia nazionale, e consentire al contempo che il settore possa diventare un fattore di sviluppo che spinga il paese a crescere di più.
Con le "azioni" del piano, scaturite dagli incontri e le audizioni degli addetti ai lavori, si punta ad ottenere una riduzione dei costi della logistica del 10% all'anno (e questo significa 4 miliardi di euro solo in termini di riduzione delle inefficienze), ma, allo stesso tempo, ad aumentare la capacità di attrazione di nuovi flussi di traffico.

 

• La corsa dei costi d'esercizio

Da una stima di Trasportounito, il rincaro dei costi del gasolio, delle assicurazioni e dei pedaggi autostradali, per le sole imprese di autotrasporto di merci per conto terzi, equivale ad un aumento dei costi per un totale di circa 2,26 miliardi di euro. Il gasolio da autotrazione, tra il 2009 ed il 2010 ha registrato un incremento del 10,29% che si traduce, per il solo trasporto di merci in conto terzi, in una maggiore bolletta di 1,3 miliardi di euro. Le compagnie di assicurazione, nonostante il calo dell'incidentalità, dal 2001 al 2009, del 18,1%, hanno deciso di disdettare le polizze di assicurazione all'autotrasporto conto terzi, soprattutto nel mezzogiorno, raddoppiando o triplicando il costo dei premi rispetto agli anni precedenti e determinando così un maggior costo stimato in 650 milioni di euro.
L'adeguamento dei pedaggi autostradali, dal 1° gennaio 2011, determinerà, nel corso dell'anno, un rincaro, per le sole imprese di autotrasporto di merci per conto terzi, di 80 milioni di euro circa. Mentre gli aumenti del costo del lavoro, derivanti dal recente rinnovo del contratto collettivo costano, per l'anno 2011, circa 130 milioni di euro. "In teoria - evidenzia Maurizio Longo, segretario generale di Trasportounito - tali costi dovrebbero essere sistematicamente ribaltati al costo delle merci. In realtà, i committenti continuano a chiedere ribassi delle tariffe approfittando della debolezza contrattuale e del forte indebitamento delle imprese di autotrasporto".

 

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