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Articoli - Archivio

05/09/2011
Le sanzioni per la violazione della sicurezza stradale

Autotrasporto

Con la circolare dell'Agenzia delle Entrate arrivano le istruzioni per l'applicazione delle sanzioni derivanti dalla violazione degli obblighi sulla sicurezza stradale e sulla regolarità del mercato dell'autotrasporto di cose per conto terzi. Un anno di esclusione dai benefici fiscali, finanziari e previdenziali, per coloro che violano le regole

Paolo Castiglia

La sicurezza stradale - sottolinea il segretario generale Pasquale Russo - non si mercanteggia: ostinarsi a considerare regolare un mercato in cui vengono praticati prezzi come 47 euro per tratte quali Torino-Asti è a dir poco irresponsabile. La committenza insiste a voler contrabbandare l'idea che i costi minimi siano in realtà tariffe imposte: niente di più lontano dal vero.

 

Ora sono nero su bianco. Si tratta delle istruzioni per applicare le sanzioni che derivano dalla violazione degli obblighi sulla sicurezza stradale e sulla regolarità del mercato dell'autotrasporto di cose per conto terzi: un anno di esclusione dai benefici fiscali, finanziari e previdenziali, per coloro che violano le regole. La sanzione, stabilita dall'ormai "celebre" articolo 83-bis del Dl 112 del 2008, ha trovato piena applicazione nella circolare del 6 luglio 2011 dell'Agenzia delle Entrate, con le modalità applicative.
La circolare precisa che le violazioni per le quali è prevista la sanzione sono relative all'inosservanza di norme che disciplinano l'attività di autotrasporto di cose per conto terzi. Anche se la norma fa generalmente riferimento a benefici fiscali, l'Agenzia ritiene che siano interessate dall'esclusione solo le agevolazioni riconducibili all'attività disciplinata dall'articolo 83-bis del decreto legge. Sono invece esclusi gli altri benefici destinati alle persone fisiche, quali ad esempio le agevolazioni connesse alla "prima casa".
Il documento del Ministero detta le regole per il procedimento dell'irrogazione della sanzione, con tutte le informazioni che l'atto deve contenere per informare il destinatario anche delle possibilità di impugnazione. Come funziona lo stop ai benefici fiscali: in particolare, la circolare chiarisce che le violazioni degli obblighi legati alla tutela della sicurezza stradale e della regolarità del mercato dell'autotrasporto di cose per conto di terzi sono rilevate dalla direzione generale per il trasporto stradale e l'intermodalità del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. Un'attività istruttoria che consentirà poi alle direzioni regionali e alle direzioni provinciali di Trento e Bolzano dell'Agenzia delle Entrate di motivare i provvedimenti di applicazione della sanzione amministrativa, che consiste nell'impossibilità per i trasgressori di fruire per un anno delle agevolazioni fiscali. Contro questi atti è ammesso ricorso al Tribunale amministrativo regionale competente entro sessanta giorni dalla notifica.
In questo contesto Unatras - l'Unione Nazionale delle Associazioni dell'Autotrasporto merci - ribadisce la piena legittimità giuridica dell'obbligo di applicare, dal 13 giugno scorso, i costi minimi fissati dal Ministero dei trasporti anche ai contratti di trasporto in forma scritta. "La sicurezza stradale - sottolinea il segretario generale Pasquale Russo - non si mercanteggia: ostinarsi a considerare regolare un mercato in cui vengono praticati prezzi come 47 euro per tratte quali Torino-Asti è a dir poco irresponsabile. La committenza insiste a voler contrabbandare l'idea che i costi minimi siano in realtà tariffe imposte: niente di più lontano dal vero. La libertà negoziale non è in discussione, deve semplicemente venire coniugata con il rispetto di altri principi fondanti del nostro ordinamento".
A giudizio di Russo "l'articolo 83 bis della Legge 133, che impone l'applicazione dei costi minimi anche nei contratti di trasporto stipulati in forma scritta, non rappresenta affatto un passo indietro, come sostiene il presidente di Confindustria. Al contrario, è un grande passo avanti per il paese, è un principio di civiltà, ed il Governo sta dimostrando alla collettività che valori come la sicurezza stradale e sociale vanno tutelati".
"Legalità, sicurezza, mercato sono i tre pilastri che devono sostenere l'autotrasporto di oggi e di domani. Togliamone anche solo uno - continua - e tutto crollerà, con danni irreparabili per imprese e cittadini e l'autotrasporto italiano - insiste Pasquale Russo - deve essere remunerato per i livelli di servizio che offre all'economia stessa: ci accusano di inefficienze, ma il vero problema sono l'intermediazione nel settore e le gravissime carenze infrastrutturali di cui siamo le prime vittime e che si ripercuotono a catena fino al consumatore finale".
Il segretario generale fa rilevare in chiusura che "con l'applicazione dei costi minimi ministeriali anche ai contratti scritti si prevede un'incidenza di appena il 20% sul fatturato totale del trasporto di merci: un aumento che incide in maniera infinitesimale sull'economia reale a fronte del recupero di amplissimi margini di sicurezza per tutti gli utenti della strada".

 

 • La Direttiva Eurovignette penalizza GLI autotrasportatori 

 

La norma approvata a Strasburgo è piratesca: concede agli Stati membri la facoltà di decidere se utilizzare o meno gli introiti per ridurre l'impatto dei cosiddetti "costi esterni" come inquinamento, rumore, congestione, con investimenti nell'autotrasporto: "La direttiva Eurovignette non dà nessuna garanzia che il trasporto stradale di merci sarà reso più pulito: gli Stati membri potranno fare come vogliono con gli introiti dei pedaggi", commenta amareggiato il presidente di Confartigianato Trasporti, Francesco Del Boca.
Pure per le infrastrutture, gli Stati sono semplicemente "incoraggiati" a reinvestire il 15% dei proventi: "Un po' poco di fronte ai tanto conclamati obiettivi di sostenibilità ambientale". Anche per le aree di sosta sicure, fondamentali per garantire il rispetto della normativa sociale dell'autotrasporto, la sicurezza stradale e la concorrenza leale, non vi è nessuna previsione obbligatoria. Del Boca esprime apprezzamento, però, circa l'approvazione della disposizione che consente agli Stati di esentare dai maggior pedaggi i mezzi fino a 12 tonnellate: "Comunque un sollievo per le nostre aziende che utilizzano le piccole e medie portate, che altrimenti finirebbero schiacciate. Considerata l'ampiezza e complessità del dossier e le fortissime pressioni ai massimi livelli istituzionali e di lobby nel corso degli ultimi tre anni, si tratta di un risultato non trascurabile" prosegue Del Boca.
Si rileva comunque come "discriminatoria" la circostanza che solo i trasportatori siano inclusi nel nuovo sistema di tassazione, con esclusione degli altri utenti della strada. Ne risentirà anche l'interscambio di merci fra Stati ed il livello dei prezzi, con penalizzazione sui cittadini e consumatori.
"Abbiamo già detto chiaramente a Bruxelles che da oggi presteremo molta attenzione a come gli Stati impiegheranno questi soldi, dal momento che si sono fatte solenni dichiarazioni - che non costano nulla - circa i futuri investimenti per l'ambiente", ha aggiunto. Peraltro, la stessa Commissione europea ha affermato che nel futuro sistema elettronico di pedaggi, al momento del pagamento verrà emessa ai trasportatori una ricevuta che evidenzierà la maggior quota dell'importo pagato per i "costi esterni", al fine di poterli girare ai clienti finali committenti.
Cosa molto interessante vista la disciplina sui costi minimi che abbiamo in Italia: questo elemento, se in futuro da noi si decidesse di attuare la Direttiva, dovrà essere preso in considerazione" conclude Del Boca.

 

• Controlli su strada ai cronotachigrafi

 

 Il Ministero dell'interno ha diffuso delle importanti indicazioni alle Autorità di controllo su come valutare alcune rilevazioni effettuate durante i controlli su strada ai cronotachigrafi. La circolare cerca d'interpretare alcuni eventi che rientrano nell'attività dell'autista e che non comportano una volontaria violazione dei tempi di guida e di riposo. Il testo è diviso in tre argomenti, per i quali sono giunte al Ministero richieste di chiarimento da parte degli operatori di Polizia e che rappresentano "l'orientamento del Servizio Polizia Stradale" durante i controlli su strada ai veicoli industriali. Il primo tema riguarda l'obbligo di registrazione del riposo giornaliero quando i conducenti si allontanano dal veicolo

 

Nel primo capitolo la circolare precisa che "I periodi di riposo giornaliero vanno registrati o inseriti manualmente sotto il simbolo del lettino, anche quando il conducente si allontana dal veicolo portando al seguito il foglio di registrazione o la carta tachigrafica". L'inosservanza "Comporterà la violazione di cui all'art. 19 della Legge 13 novembre 1978, n. 727, ovvero dell'art. 174 del Codice della Strada solo se si accerta, con diverso metodo e mediante altri elementi probatori, il mancato rispetto del periodo di riposo giornaliero in argomento".

 

Il secondo capitolo è dedicato agli spostamenti del veicolo durante l'interruzione di guida o il riposo giornaliero, quando sono imposti da un Organo di Polizia o da un'altra Autorità, per esempio, quando il camion intralcia la circolazione in un'area di servizio. In questi casi, la circolare stabilisce che l'interruzione del riposo non rappresenta un'infrazione, anche in virtù di una disposizione comunitaria. Però, l'autista deve scrivere a mano il motivo dell'interruzione sul disco o sul tabulato del cronodigitale. È meglio far certificare l'annotazione dall'Autorità che ha disposto lo spostamento del veicolo o, comunque, segnare i suoi dati d'identificazione. Attenzione, però: la stessa circolare precisa che "La nota orientativa comunitaria prende in considerazione l'interruzione della pausa o del riposo solamente per alcuni minuti, che deve essere giustificata dal verificarsi di un evento straordinario ed eccezionale e non, viceversa, per istituire una prassi illegittima finalizzata a limitare i periodi di riposo prescritti in modo tassativo dalla normativa comunitaria".

 

Il terzo capitolo affronta la questione delle tolleranze concesse alle registrazioni con tachigrafo digitale e richiama, anche in questo caso, una disposizione della Commissione Europea. La precisazione riguarda i casi di frequenti soste o ripetute operazioni di carico e scarico e si può vedere come una sorta d'applicazione della "regola del minuto" anche per i cronotachigrafi che non sono tarati per tale innovazione. In pratica, il testo raccomanda una tolleranza nei confronti dei conducenti di veicoli che effettuano soste frequenti o viaggi con ripetute operazioni di carico e scarico e che sono dotati di tachigrafo digitale: "Che può essere applicata sottraendo un minuto per ciascun periodo di guida continuato, dopo una sosta, per un massimo di 15 minuti su un periodo di guida di quattro ore e mezza". La circolare, però, avverte che questa tolleranza vale solo per i periodi di guida e non si applica alle interruzioni o ai riposi giornalieri.

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