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Articoli - Archivio

21/08/2019
Le materie prime dei pneumatici in crescita e sempre più green

Sostenibilità

 

La questione ambientale è sempre più presente e coinvolge anche i pneumatici, sempre più “verdi” sia nei materiali sia nella gestione dell’energia. I loro componenti saranno orientati da questa tematica ma anche dalle tecnologie emergenti e persino futuribili

Nicodemo Angì

Il mercato dalle coperture è previsto in crescita per i prossimi anni e questa è una buona notizia per tutto il comparto. Questo incremento si rifletterà, com’è logico aspettarsi, anche sulle materie prime, in un contesto che vede un progressivo spostamento verso materiali e tecnologie “verdi”. A dirlo sono diverse previsioni che si spingono avanti fin quasi la fine degli anni ‘20 di questo secolo.

Future Market Insight, per esempio, ricorda che nel 2018 il mercato globale dei materiali destinati alla produzione dei pneumatici globali è valso quasi 67 miliardi di dollari. I ricavi del mercato dei materiali per pneumatici sono stimati in crescita a un tasso annuo composto del 4% rispetto nel decennio 2018-2028.

 

Paesi che trainano

Fra le cause di questo aumento della domanda si indica l’aumento della produzione dei pneumatici e l’accelerazione della sostituzione in paesi chiave come la Cina (in crescita anche la zona del Pacifico), l’India e il Brasile. Fra i fattori che concorrono a questo risultato si citano la ricchezza di materie prime, il basso costo della manodopera e regolamenti ambientali e governativi meno rigorosi. Il risultato è che i produttori dei pneumatici sono incoraggiati a espandere la loro produzione in queste aree e questo indirizzerà la domanda di materie prime. Le previsioni per il Nord America e l’Europa parlano di una crescita minore, nel periodo di previsione, perché queste zone sperimenteranno un certo rallentamento della produzione automobilistica e anche per la disponibilità di coperture economiche importate dalla Cina. Questo dovrebbe avvenire nonostante la presenza, i quei paesi, di molti fra i principali produttori di pneumatici.

 

L’ascesa della silice, la caduta della ricostruzione

Fra i materiali in forte incremento c’è la silice, sempre più utilizzata come filler rinforzante per le mescole al posto del nerofumo (Carbon black). L’uso di questo additivo riduce la resistenza al rotolamento del 20% e il consumo di carburante del 5%. Queste percentuali sono interessanti, considerando che il trasporto su strada contribuisce per circa il 20% delle emissioni di CO2 nella UE e in altri paesi industrializzati. Si stima che l’adozione della silice come filler nello sviluppo dei pneumatici verdi riduca le emissioni di anidride carbonica di quasi il 7%. Un settore in controtendenza in un quadro espansivo è quello della ricostruzione, la cui flessione già vista potrebbe persistere, almeno in certi settori. Il calo di questi ultimi anni è da imputare alla maggiore diffusione di pneumatici di costo molto basso la cui costruzione leggera non permette la ricopertura, un fenomeno percepibile soprattutto nel settore delle automobili. Il numero di pneumatici ricostruiti è sceso a 14,3 milioni nel 2017 dai 15,3 milioni del 2014.

 

Veicoli commerciali alla ribalta

Lo sviluppo globale dell’industria, per esempio la produzione, le attività minerarie e le utilities hanno già portato a un aumento delle vendite di veicoli commerciali pesanti e leggeri. Si prevede che esse aumenteranno ulteriormente durante il periodo analizzato e quindi molti produttori di pneumatici stanno focalizzando la loro attenzione sul mercato delle regioni Asia-Pacifico e Medio Oriente e Africa. La loro idea è di sfruttare l’espansione di questi mercati e quindi è prevedibile un aumento del flusso dei materiali necessari ai pneumatici verso queste aree.

Più focalizzato sui pneumatici green, intesi sia per la bassa resistenza al rotolamento sia per la coestrusione ecosostenibile, è poi un forecast di Smithers Rapra, che si estende fino al 2023. La ricerca riferisce che nel 2018 il mercato globale dei pneumatici “verdi” è stato di 81,6 miliardi di dollari, pari a circa il 38% del totale. La proiezione riporta un aumento di circa l’11% all’anno in valore e volume fino al 2023, data nella quale il valore raggiungerà 137 miliardi di dollari.

 

Risorse per tutti

Il principale fattore dell’aumento del mercato dei pneumatici è l’espansione della classe media e il conseguente aumento del numero dei veicoli nelle economie emergenti, in particolare in Asia. È però importante anche la preoccupazione per le emissioni di gas serra e la limitatezza delle risorse naturali, messe di fronte a un numero crescente di consumatori. Da qui le crescenti richieste dei governi e dei mercati di avere prodotti più sostenibili, come i pneumatici verdi.

Conseguentemente i produttori stanno sperimentando tecnologie green per i pneumatici, tra le quali citiamo gomme prodotte da fonti più sostenibili rispetto a quelle classiche. Per ottenerle molti produttori hanno siglato partnership strategiche con ricercatori, aziende governative e del settore delle biotecnologie: lo scopo è indirizzare meglio i loro sforzi nello sviluppo di gomma rinnovabile su scala commerciale.

 

Gomme dallo zucchero?

A titolo di esempio si può citare Kuraray, multinazionale giapponese, che già nel 2017 annunciava che il suo Farnesene liquido iniziava a essere impiegato nei pneumatici per veicoli leggeri. Sumitomo Rubber ha iniziato a utilizzare questa gomma liquida, ricavata dalla canna da zucchero con speciali lieviti, come additivo per migliorare le prestazioni del pneumatico invernale Winter Maxx 02. Questo polimero, sviluppato in collaborazione con l’azienda di biotecnologie Amyris, è l’ingrediente chiave per migliorare l’aderenza su neve e ghiaccio.

I pneumatici “verdi” vengono costantemente ottimizzati per minimizzare la resistenza al rotolamento mediante filler quali la Silice altamente dispersibile (silice HD o HDS), il nerofumo migliorato e i nanomateriali. Si tratta di un segmento che si espanderà molto fino e oltre il 2023 ma grande evidenza avranno le gomme sintetiche non derivate dal petrolio e quelle naturali da coltivazioni più sostenibili. Le tecnologie verdi rappresentano oggi volumi e valori piccoli ma il loro maggior potenziale commerciale si esplicherà verso la fine e dopo l’intervallo della proiezione.

 

Il peso della nuova mobilità

L’aumento della domanda dei pneumatici ecologici causerà un parallelo incremento nel consumo delle materie prime correlate, la cui domanda passerà dai 17,8 milioni di tonnellate del 2018 ai 29 milioni nel 2023. Elastomeri, filler e tessili sono le categorie principali e la crescita sarà guidata da quelli sostenibili come la gomma naturale e le tele di rayon.

È appena il caso di dirlo: i veicoli ibridi ed elettrici sono il mercato “naturale” per le coperture sostenibili. Questo perché la sostenibilità è il tratto distintivo di queste automobili ed essa va quindi estesa anche alle coperture. Queste coperture, lo sappiamo bene, devono gestire coppie e pesi elevati minimizzando gli attriti per non compromettere l’autonomia: la loro diffusione orienterà quindi la produzione dei fabbricanti di pneumatici. È interessante sapere che i possessori di elettriche e ibride sono i più propensi a sostituire pneumatici verdi con prodotti equivalenti, indipendentemente dal prezzo.

L’altro grande trend è la guida autonoma, che si diffonderà veramente dopo il 2023 ma le cui tendenze sono ipotizzabili già oggi. È probabile che la maggior parte di questi veicoli saranno elettrici e dotati di pneumatici con una ridotta resistenza al rotolamento. Queste coperture saranno molto probabilmente “intelligenti” e connesse, così da fornire informazioni dettagliate e in tempo reale sulle condizioni del pneumatico.

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