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Articoli - Archivio

07/05/2019
La sicurezza stradale inizia dal gommista

Lotta all'illegalità

 

Campagna di controlli della Polizia sui gommisti: il 22% degli esercizi è fuori norma, il 9% abusivi. E anche le associazioni di categoria chiedono una riforma della Legge 122/92 per tutelare i rivenditori contro la concorrenza sleale

Guido Gambassi

I gommisti italiani, chi più chi meno, conoscono bene il fenomeno della concorrenza sleale e qualcuno fatica a stare sul mercato di fronte alle “offerte stracciate” di quegli operatori improvvisati che pensano basti uno smontagomme per aprire un’attività. Questa percezione trova ampiamente conferma nei risultati della campagna di controlli presso i gommisti che la Polizia ha realizzato nel 2018 in tutta Italia, che sono stati presentati a febbraio durante il Convegno dal titolo “Pneumatici e Sicurezza Stradale: la voce degli operatori del settore e il ruolo chiave del gommista” che si è svolto a Roma presso la sede dell’ACI.

Infatti, a fronte di 749 esercizi controllati, 166 (il 22%) sono risultati fuori norma, con ben 69 esercizi abusivi, ovvero non iscritti in Camera di Commercio come titolati a esercitare la professione di gommista, cioè il 9% del campione. In totale sono state elevate 280 sanzioni con 35 denunce all’Autorità Giudiziaria e 63 sequestri. Giovanni Busacca, direttore del Servizio Polizia Stradale, nel presentare questi dati ha sottolineato che “è necessario intervenire efficacemente per arginare un fenomeno che incide negativamente su tutto il sistema della circolazione. I pericoli che derivano da una condotta sconsiderata e illegale quale è quella del montare pneumatici non omologati o la pessima manutenzione degli stessi, impongono maggior attenzione e controlli sempre più serrati sui soggetti che operano in tutta la filiera”. Condividono la preoccupazione le stesse associazioni di categoria, che hanno organizzato il convegno insieme alla Polizia: per Fabio Bertolotti, direttore di Assogomma, infatti “non basta produrre gomme nel rispetto di tutte le normative tecniche e giuridiche, aver acquistato le marche più note a garanzia di qualità del prodotto, aver scelto gomme omologate e adatte al proprio veicolo e al periodo stagionale, ma è necessario poi prestare la massima attenzione al corretto montaggio e alla successiva manutenzione”.

Renzo Servadei, segretario generale di Federpneus, ha ricordato un altro elemento cruciale: in uno scenario di forte innovazione tecnologica della mobilità la figura del gommista “deve essere un vero e proprio professionista nella consulenza per la scelta e il montaggio dei pneumatici”, anche perché ormai il sistema ruote è strettamente connesso con i vari apparati elettronici che presiedono l’assistenza alla guida e già oggi, ad esempio, su diversi modelli in caso di regolazione dell’assetto è necessario regolare anche i parametri dell’auto per indicare al computer di bordo l’informativa corretta sul nuovo assetto.

Giuseppe Calì, portavoce nazionale di CNA per la sezione gommisti, ha parlato di “un contesto di diffuso fai da te, e crisi del mercato che hanno conseguenze negative sulla sicurezza stradale e producono concorrenza sleale e danni ambientali”. Confermando, insieme alle altre associazioni di categoria, come sia fondamentale la legalità, che passa da controlli e sanzioni ma anche attraverso la formazione del gommista e la professionalità, e soprattutto dalla riforma della legge 122/92. La richiesta della filiera tutta è dunque quella di una seria riforma della legge 122/92 che istituisca un elenco di attrezzature minime per svolgere l’attività di gommista, il ripristino del registro esercenti attività di gommista, dichiarazione di conformità, regolamentazione in senso restrittivo delle riparazioni ambulanti, e poi controlli e sanzioni severe per chi fosse trovato fuorilegge.

In chiusura dei lavori il prefetto Roberto Sgalla, direttore centrale Specialità della Polizia, ricordando l’importante lavoro svolto negli anni per far comprendere il ruolo centrale del pneumatico ai fini della sicurezza, ha sottolineato il ruolo imprescindibile della sinergia fra i diversi attori: istituzioni, associazioni, operatori e cittadini. Ai fini della prevenzione degli illeciti, infatti, è centrale anche l’attività delle associazioni nella selezione degli operatori: la strada da seguire dovrà essere quindi dare la giusta riconoscibilità per gli operatori seri e fare quadrato per emarginare i rivenditori improvvisati.

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