Condividi su

Articoli - Archivio

05/09/2011
La ruota fa cultura

Intervista a Corrado Bergagna, presidente Assoruote

Grande energia e traguardi importanti, così si presenta Assoruote a due anni dalla nascita. Si punta sul rilancio del settore, tutela del consumatore e cultura del mondo ruote 

Roberta Papadia

L'aftermarket va bene e il settore è in forte crescita. Il mercato italiano vale più di un milione di pezzi. Il 2010 ha registrato un aumento sull'anno precedente intorno al 30%. È un settore che si era ridotto a circa 700mila pezzi e oggi supera nel suo complesso il milione.

 

L'associazione italiana dei produttori di ruote si propone con una visione tutta nuova e un approccio dinamico dove non mancano idee e progetti per comunicare con il mercato, dalla produzione alla distribuzione fino all'utilizzatore finale. Ne parliamo con Corrado Bergagna, presidente di Assoruote.

 

Quali esigenze hanno portato alla nascita dell'associazione italiana dei produttori di ruote. Gli obiettivi?
In primo luogo perché era qualcosa che mancava. L'Italia ha una lunga storia e una forte tradizione nella produzione di ruote. Si può dire quasi che le ruote siano nate nel nostro paese. Qualcosa però nel corso degli anni si è incrinato e per fattori contingenti i produttori sono diminuiti in modo considerevole e il mercato ha subito una forte contrazione. Da qui l'esigenza, forse meglio dire necessità, di creare Assoruote, un'associazione nazionale che riunisce il settore presentandosi oggi con una forte identità istituzionale e come riferimento autorevole sia per l'industria italiana che per la sicurezza stradale. Un motore propulsivo per tutelare contemporaneamente gli operatori professionali e gli utenti. Tra gli obiettivi: rilanciare il settore e sviluppare maggiormente quella cultura imprenditoriale necessaria per far fronte alla concorrenza; dare maggior forza e voce ad un prodotto con un contenuto tecnico molto importante.

 

A due anni dalla nascita, facciamo un bilancio dell'attività associativa. Quale ruolo svolge oggi Assoruote a livello nazionale e internazionale?
L'associazione svolge sicuramente un duplice ruolo, un trait d'union autorevole tra professionisti del settore e consumatori. Assoruote offre un supporto tecnico e normativo ai produttori di ruote, rappresentando la categoria presso enti e istituzioni per portare avanti le istanze del settore. È inoltre presente ad importanti tavoli di lavoro. Rappresenta anche un contenitore di idee per fornire spunti e strumenti per nuove strategie di marketing e per riportare ai livelli massimi il settore italiano delle ruote. Dall'altra parte, si propone come organo d'informazione per far conoscere a tutti gli utenti il mondo ruote, evidenziando l'importanza del cerchio di qualità e i rischi di un prodotto non a regola d'arte, e quindi non sicuro.
Inoltre l'associazione è il referente del mercato nazionale nei rapporti internazionali, ad esempio con l'associazione europea dei produttori di ruote Euwa. In realtà diversi produttori associati sono anche membri dell'Euwa, per cui poteva sembrare non ci fosse bisogno di creare un'associazione nazionale, ma era necessario sia per l'importanza del mercato nazionale che per il target. Assoruote raccoglie non solo grandi aziende, ma anche medie e medio-piccole. Si rivolge direttamente al proprio mercato nazionale, ne vive le peculiarità e può interagire per raccordarsi con le macrorealtà internazionali.

 

La ruota è sicuramente un prodotto molto specialistico. Quale conoscenza hanno i consumatori dell'elemento ruota e della sua importanza ai fini della sicurezza?
Questo è proprio uno dei motivi che hanno portato alla decisione di creare un'associazione di categoria: la necessità di comunicare su un prodotto molto importante per la sicurezza stradale, ma poco conosciuto tra i non addetti ai lavori. Vogliamo far comprendere che dietro il cerchio ci sono continue ricerche, investimenti tecnologici e costanti sviluppi di prodotto. Una ruota apparentemente semplice è un prodotto complesso e di sicurezza attiva. C'è ancora poca consapevolezza tra gli automobilisti e quindi il consumatore è attratto principalmente dall'aspetto estetico senza collegare la ruota alla sua funzione effettiva nella circolazione stradale. Il cerchio in lega è considerato per l'impatto visivo e il cerchio in ferro come qualcosa che c'è e sta lì, mentre il cerchio necessita di standard tecnici di sicurezza e qualità.
La ruota ha una sua "competenza" specifica che esula dagli altri componenti; è giusto che venga rappresentata in modo competente.


Ha parlato di sicurezza e della necessità di comunicare sul mondo delle ruote. Parliamo dell'importanza della tutela del consumatore e del quadro normativo attuale.
A livello europeo per la ruota aftermarket esiste un regolamento, l'Ece Onu 124. In alcuni paesi europei la norma è stata armonizzata con la legislazione nazionale. Possiamo dire che il percorso normativo è partito dalla Germania, nazione di riferimento del settore. I tedeschi hanno una loro norma specifica e da molti anni hanno reso obbligatoria l'omologazione della ruota. In Italia si sta lavorando seriamente per un'armonizzazione della normativa con la legislazione nazionale. Assoruote non è solo un organismo istituzionale ma ha un know how tecnico molto forte, infatti in commissione tecnica sono presenti professionisti esperti che a suo tempo hanno anche contribuito alla stesura del regolamento 124.
Parlando di regole è importante sottolineare la tracciabilità del prodotto, noi ci battiamo per trasparenza e chiarezza a tutela degli utilizzatori finali. È necessario che vi sia una filiera della responsabilità, diverse ruote in commercio non hanno riferimenti. Il 124 al riguardo prevede una serie di marcature, tra cui ad esempio il codice di omologazione, la data di fabbricazione e il codice di identificazione della ruota.
Parlando di tutela dei consumatori vorrei richiamare una recente operazione della Guardia di Finanza di La Spezia nota come "circle of life", sulla sicurezza dei prodotti e sulla contraffazione, che ha portato al sequestro di 50.000 cerchi in lega per auto, 100.000 accessori raffiguranti i loghi di importanti case automobilistiche e 400 stampi da fusione. I cerchi sequestrati, sottoposti anche a test a campione, riproducenti quelli forniti dalle principali industrie, violavano, secondo la Guardia di Finanza, non solo i diritti di proprietà intellettuale, ma soprattutto erano pericolosi per gli automobilisti.

 

Rimanendo sul tema normativo, recentemente è intervenuto un provvedimento europeo molto importante, un dazio antidumping sull'importazione di ruote in alluminio originarie della Cina.
Sì, è stato un provvedimento molto significativo a tutela del mercato. Dal dazio provvisorio del 20,6% siamo passati a quello definitivo istituito dal regolamento di esecuzione n. 964/2010 del 25 ottobre 2010 dell'Unione Europea. Il regolamento dispone la riscossione definitiva dei dazi provvisori sulle importazioni di determinate ruote in alluminio originarie della Repubblica Popolare Cinese. Il dazio riequilibra il delta con le produzioni europee. Euwa e le associazioni nazionali, tra cui Assoruote, si sono impegnate molto su questo fronte. L'antidumping ha riportato equilibrio nel mercato europeo, un traguardo importante per tutelare la concorrenza leale e la trasparenza del mercato.

 

Passando al mercato, può dare alcuni dati sul trend? Come si è chiuso il 2010 e le prime tendenze di quest'anno?
L'aftermarket va bene e il settore è in forte crescita. Il mercato italiano, sempre come aftermarket, vale più di un milione di pezzi. Il 2010 ha registrato un aumento sull'anno precedente intorno al 30%. È un settore che si era ridotto a circa 700mila pezzi e oggi supera nel suo complesso il milione. Un'altra tendenza che si sta affermando è la crescita del cerchio in lega sull'invernale.
L'offerta è cambiata molto e questo grazie alle nuove tecnologie di produzione e nonostante il costo delle materie prime; sia acciaio che alluminio stanno crescendo in modo esponenziale. Oggi l'offerta è veramente completa e diversificata, il cerchio in lega può essere una scelta non dipendente dal costo ma libera perché le differenze di prezzo sono molto ridotte.
Tornando al trend, l'inizio del 2011 conferma l'andamento positivo. Il cerchio torna ad essere un qualcosa di importante. Dall'altra parte però, il mercato sta subendo il peso dell'aumento considerevole del costo delle materie prime. L'alluminio è passato in meno di un anno da 1800 $ a 2700 $ la tonnellata; lo stesso acciaio, proprio in questo periodo, ha un apprezzamento di almeno 120 euro la tonnellata. Il costo maggiore arriva direttamente dalle materie prime, ma non si può svendere il prodotto. Per i produttori questi aumenti rappresentano una perdita di marginalità a fronte di un maggiore fatturato. Le aziende serie e solide stanno incrementando solo il netto del costo maggiore delle materie, anzi cercano di assorbirne in parte l'effetto.

 

Come si riflette sul mondo delle ruote la forte spinta dell'invernale?
La grande crescita dell'invernale ha contribuito anche ai numeri positivi dei cerchi. L'impennata delle vendite di pneumatici winter sta influenzando l'organizzazione della rivendita che si trova ad affrontare una professione che si sposta verso una marcata stagionalità. La stagionalità vuol dire concentrare in pochi mesi gran parte dell'affluenza nel punto vendita con difficoltà logistiche non indifferenti. In questo momento una delle opportunità per migliorare l'organizzazione e la produttività, macchina servita all'ora per ponte, è rappresentata dalle fitted units, ovvero il complesso cerchio-pneumatico già assemblato. La preparazione del kit può essere gestita dal gommista nei periodi più tranquilli, in modo da diluire il lavoro nei tempi di minor traffico e ottimizzare quelli di maggior traffico del cambio gomme. Il mercato di riferimento sia sull'invernale che sulle ruote resta la Germania, dove circa il 30% di pneumatici invernali viene venduto come kit, con la ruota già assemblata. Inoltre il kit completo offre anche una maggiore elasticità nel gestire le diverse misure di pneumatici presenti sulla carta di circolazione.
Parlando di fitted units, va ricordata l'importanza di far capire agli utenti che il kit "pronto all'uso" non vuol dire "fai da te". Pneumatici e cerchi devono essere gestiti da professionisti perché elementi complessi e primari per la sicurezza, come previsto dalla stessa legge 122/92 che disciplina l'attività di autoriparazione al fine di raggiungere un più elevato grado di sicurezza stradale.

 

Progetti per il futuro?
Anche se giovane, Assoruote è un'associazione che ha fatto già molto e ha raggiunto una sua autorevolezza. Progetti? Molti, il primo è "fare più cultura". Il ruolo associativo deve anche essere quello di affiancare tutta la filiera. Ci sono, ad esempio, molti importatori di ruote e vorremmo aprire un dialogo serio e costruttivo con loro per parlare insieme di qualità e sicurezza. Aprirsi di più agli altri e fare cultura insieme.

 

• I nomi di Assoruote

 

• Alcar
• Antera
• Arcasting
• Bimecc
• EtaBeta
• Evocorse
• Fondmetal
• Gmp Italy
• Mak
• Magnetto Wheels
• Ruote Borrani
• Rvs
• Stilauto
• Uniwheels Italy 

torna all'archivio