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Articoli - Archivio

02/01/2020
La ricostruzione guarda ancora avanti

Stefano Carloni, presidente Airp

57a Assemblea Generale Airp

 

L’introduzione dei dazi antidumping ha finalmente dato una mano alla ricostruzione, ma resta molto lavoro da fare per fare valere i principi dell’economia circolare e rilanciare davvero il settore: se ne è parlato all’assemblea annuale dei ricostruttori italiani

Carlo Ferro

Se nel 2018 l’appuntamento annuale dei ricostruttori italiani si era svolto in un clima di attesa per i dazi europei sui pneumatici autocarro cinesi – che sarebbero stati confermati poco tempo dopo – l’assemblea generale dell’AIRP, che si è svolta lo scorso 4 ottobre a Roma presso l’Hotel The Hive, è stata l’occasione per tratteggiare un primo bilancio e guardare a quanto ancora rimane da fare per il settore.

 

Le sfide per la ricostruzione non sono ancora finite

Proprio l’andamento del mercato è stato dunque lo spunto da cui ha preso avvio la relazione del presidente AIRP, Stefano Carloni. Il primo dato di cui è opportuno prendere atto, ha evidenziato Carloni, è che già a partire dal secondo trimestre del 2018 i dazi provvisori istituiti dalla Commissione hanno portato a un’inversione dell’andamento negativo che perdurava ormai da circa 12 anni: un dato quindi già di per sé dalla portata storica, anche per l’andamento positivo nei successivi trimestri che ha permesso ai ricostruttori italiani di compensare l’avvio estremamente negativo nei primi mesi del 2018 e chiudere l’anno con un risultato complessivo del +1,7%. Certo si è trattato di una ripresa a macchia di leopardo, con notevoli differenze nella reazione del mercato in aree diverse del Paese, ma la chiusura è senz’altro la dimostrazione di quanto le misure di difesa commerciale tanto a lungo auspicate fossero necessarie per il settore. Condiviso questo punto fermo, però, è anche importante non fermarsi alla prima impressione, perché sono in diversi i ricostruttori che, anche alla luce dell’andamento del mercato nel corso del 2019, avevano delle aspettative un po’ più alte in merito alla ricaduta dei dazi; il presidente AIRP ha infatti affermato: “Quello che adesso molti si chiedono è: la ricostruzione avrebbe potuto crescere di più dopo l’introduzione delle misure antidumping? In via teorica sì, perché avendo la Commissione ripristinato condizioni eque di mercato la ricostruzione ha tutte le possibilità per esprimere a pieno il proprio valore e il proprio vantaggio. In pratica però la risposta è no: non possiamo fare più di così. Per un motivo molto concreto: i clienti ci chiedono pneumatici ricostruiti completi di carcasse, e noi le carcasse da ricostruire non ce le abbiamo – o almeno non ne abbiamo a sufficienza da poter costruire un’offerta maggiore (e migliore) di quella attuale. Scontiamo in questo modo uno dei danni collaterali del dumping asiatico”. A questo, si deve poi aggiungere che lo spazio di mercato che si è liberato a seguito delle misure antidumping sui pneumatici cinesi è stato velocemente occupato soprattutto dalle seconde e terze linee dei produttori di pneumatici nuovi, il che ha contribuito a contenere la ripresa delle vendite dei ricostruiti. Quali possono essere dunque i temi di lavoro da portare avanti per permettere al settore di tornare a una crescita solida e costante? Per il presidente AIRP la via maestra rimane quella dell’economia circolare, o meglio, dei provvedimenti che a vari livelli normativi dovranno attuarne i principi. “Un concetto che trovo particolarmente importante ed emblematico nel quadro dell’economia circolare – ha dichiarato Carloni – è quello ad esempio dell’eco-design: progettare il prodotto per avere un ciclo di vita il più lungo e il meno impattante possibile, prevedendo quindi tutte le possibili modalità di un suo recupero, ripristino e riutilizzo. Guardando al caso specifico della ricostruzione dei pneumatici, sappiamo bene che oggi solo una quota minoritaria dei pneumatici immessi sul mercato è di qualità tale da prestarsi a più cicli di utilizzo. Come possono allora delle nuove politiche produttive favorire l’economia circolare nel caso specifico della ricostruzione? Innanzitutto tramite un sistema di certificazione della progettazione durevole del prodotto, che favorisca la sua corretta e trasparente comunicazione al mercato. A valle, questo dovrebbe tradursi in uno spostamento dei fattori competitivi, che non dovrebbero più essere legati prevalentemente al prezzo ma soprattutto alla durevolezza e alla qualità del prodotto.” Un tema quindi altamente strategico, e forse ancora difficilmente traducibile in azioni concrete, ma al tempo stesso da presidiare con grande attenzione con l’obiettivo di favorire politiche e misure che possano scoraggiare sul nascere strategie commerciali basate sull’usa e getta. Anche perché, ha evidenziato Carloni, “se nel caso dei pneumatici autocarro sono stati elevati dazi a difesa del mercato europeo dai prodotti low cost venduti in dumping, per i pneumatici per vettura siamo ancora sottoposti all’assalto dei prodotti usa-e-getta che stanno avendo impatti profondi su tutta la filiera”; il che rende ancora più importante sollecitare l’attenzione del decisore pubblico per porre un argine preventivo contro tutto ciò che viene progettato al fine di offrire prezzi bassi e sostituzioni più frequenti.

Non tutte le proposte però devono necessariamente passare dall’iter legislativo, AIRP intende infatti impegnarsi anche per fare rispettare le norme già in vigore in sostegno della ricostruzione: è il caso della riserva del 20% di pneumatici ricostruiti, obbligatoria dal 2001 per tutte le flotte di trasporto pubblico locale e per le aziende che svolgano pubblico servizio; nonostante l’obbligo di legge, mancano controlli sull’effettiva applicazione, e gli strumenti sanzionatori, per cui sarebbe opportuno provvedere a colmare questa lacuna.

“Abbiamo quindi, come sempre, diversi fronti di lavoro da portare avanti,” ha concluso il presidente Carloni, “ma credo non sia superfluo ricordare che tutti i vari aspetti su cui ci impegniamo hanno un fattore comune, che è la cultura della qualità e del valore del nostro prodotto”.

 

Nuovi progetti in vista

Dopo la relazione del presidente, Brenno Benaglia, consulente tecnico AIRP che segue in particolare le attività del Bipaver, ha esposto una relazione di aggiornamento sulle attività condotte presso l’associazione europea. Uno dei principali temi di lavoro a livello europeo è il labelling per i pneumatici, per il quale è in corso di definizione un aggiornamento del regolamento che dovrebbe includere anche i pneumatici ricostruiti; Bipaver proporrà in sede europea che per i ricostruiti l’etichettatura sia facoltativa. Per quanto riguarda la ricostruzione a freddo non dovrebbero sorgere particolari problemi, mentre nel caso della ricostruzione a caldo il processo di certificazione delle prestazioni potrebbe risultare particolarmente oneroso, il che rende importante monitorare attentamente i passaggi futuri. Potrebbe inoltre essere utile cercare la collaborazione diretta di produttori di materiali e stampi per offrire assistenza ai ricostruttori. Il tema del labelling, ha affermato Benaglia, può comunque offrire delle opportunità, perché dovrebbe aiutare a ottenere finanziamenti stanziati dall’Unione europea per l’economia circolare. Sul fronte delle omologazioni invernali per i pneumatici ricostruiti invece il Bipaver ha recentemente richiesto una semplificazione delle procedure di test, per il momento però la richiesta è stata respinta dall’UN ECE.

Richiamando le principali attività istituzionali dell’Associazione, Guido Gambassi, della segreteria AIRP, si è soffermato in particolare sulla realizzazione dello studio “Circular economy at work: il caso studio degli pneumatici ricostruiti in Italia” commissionato a I-Com (Istituto per la Competitività), fondazione indipendente specializzata in analisi economiche. Il volume, richiamando i principi teorici e politici dell’economia circolare, analizza la situazione attuale della ricostruzione dei pneumatici e avanza alcune proposte specifiche in sostegno del settore, rivolte chiaramente al decisore pubblico. Interessante, in particolare, lo studio delle ricadute economiche in termine di attivazione della domanda diretta e indiretta, indotto e effetti occupazionali che si avrebbero istituendo un credito di imposta sull’acquisto dei pneumatici ricostruiti. Un’altra proposta veicolata dallo studio è quella di potenziare il Green Public Procurement, ovvero gli acquisti verdi da parte delle pubbliche amministrazioni, aumentando la riserva attualmente prevista di acquisto di ricostruiti per le flotte pubbliche. In questa prospettiva si è quindi inserito l’evento organizzato a Roma in settembre, che ha rappresentato un momento propedeutico all’avanzamento delle proposte in oggetto agli interlocutori istituzionali individuati.

Ha partecipato ai lavori assembleari anche David Wilson, editore e giornalista delle riviste internazionali Retreading Business e Tyre and Rubber Recycling, oltre che collaboratore di Pneurama; Wilson ha presentato una serie di proposte di collaborazione con AIRP in vista della prossima edizione di Autopromotec, nel 2021, che spaziano da momenti convegnistici a nuovi progetti per il comparto espositivo dedicato alla ricostruzione.

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