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Articoli - Archivio

01/03/2019
La legge di bilancio non dimentica i camion

Autotrasporto

 

Soddisfazione delle associazioni di categoria per la conferma dei 240 milioni di euro di fondi per l’autotrasporto. Non sono mancate però le critiche per la mancanza di risorse per il rinnovo del parco circolante e di quelle aggiuntive per i pedaggi autostradali

Paolo Castiglia

Dopo le incognite, le paure e le incertezze, arrivano segnali di moderata soddisfazione dal mondo dell’autotrasporto per quanto è contenuto nella nuova

legge Finanziaria rispetto al mondo del trasporto merci su strada. La norma, appena definita dal Governo, conferma i 240 milioni di euro di fondi per l’autotrasporto destinati al rimborso per il pedaggio autostradale, agli incentivi per la formazione, ai benefici fiscali per il recupero forfettario del contributo al Servizio sanitario nazionale sui premi assicurativi e alla deduzione forfetaria delle spese non documentate.

Le organizzazioni professionali del settore apprezzano in gran parte, quindi, le misure dedicate all’autotrasporto contenute nella legge di bilancio, ma non manca qualche critica per la mancanza delle risorse per il rinnovo del parco circolante e quelle aggiuntive per i pedaggi autostradali.

In particolare, il segretario generale di Fai-Conftrasporto, Andrea Manfron, ha espresso soddisfazione sulla legge di bilancio 2019 “che risponde in buona parte alle richieste del settore”, sottolineando il mantenimento delle risorse per il rimborso delle accise sul gasolio. Ma “un risultato storico è l’affidamento delle revisioni dei mezzi pesanti anche a officine private, conclusione di una mirata e continuativa opera di sensibilizzazione nei confronti delle istituzioni”, precisa Manfron.

Qualche dubbio, invece, viene espresso rispetto al provvedimento destinato a incentivare le assunzioni dei giovani autisti perché, pur essendo “apprezzabile nello spirito”, appare “contorto nella sua applicazione e certamente limitato nei fatti”.

Le associazioni di categoria dell'autotrasporto segnalano però anche che, nella Finanziaria, mancano due provvedimenti importanti: “Dobbiamo evidenziare con rammarico l’assenza nel provvedimento delle annunciate misure per il rinnovo del parco circolante e le risorse aggiuntive dedicate specificatamente al rimborso compensato del pedaggio, assolutamente indispensabili per accompagnare in modo sostenibile le imprese verso una mobilità pulita e sicura”.

Manfron auspica che si proceda nella strada tracciata con il Governo “per fissare un percorso di crescita e riforma del settore salvaguardando le imprese italiane rispetto a fenomeni di concorrenza sleale e dumping sociale”.

Come accennato in apertura, la legge Finanziaria 2019 estende la possibilità di svolgere la revisione periodica presso centri privati anche ai veicoli con massa complessiva superiore a 3,5 tonnellate.

Su questo aspetto forte soddisfazione è stata espressa dell'associazione dell’autotrasporto Anita. Nel maxi-emendamento alla legge di Bilancio 2019 approvata dal Parlamento ci sono infatti, due commi che, secondo Anita, possono finalmente agevolare le revisioni annuali dei veicoli industriali, che in alcune province italiane mostrano gravi ritardi a causa della carenza di personale della motorizzazione. “Nei mesi scorsi – spiega una nota dell’associazione che aderisce a Confindustria – le associazioni dell’autotrasporto avevano ripetutamente chiesto di permettere la revisione anche alle officine, come avviene da anni per i veicoli leggeri con massa fino a 3,5 tonnellate. Ora la Finanziaria lo consente attraverso i commi 1049 e 1050, che modificano il comma 8 dell'articolo 80 Codice della strada”.

La revisione nei centri privati autorizzati ora è permessa anche ai veicoli pesanti, ma non a tutti: quelli che trasportano merci pericolose (Adr) o deperibili in regime di temperatura controllata (Atp) devono continuare a essere revisionati da tecnici della motorizzazione civile.

Secondo Anita si tratta di “un importante risultato che premia la costanza e la tenacia con la quale abbiamo spinto per ottenere questa soluzione, che rappresenta un ulteriore passo di avvicinamento dell'Italia alle prassi in atto negli altri stati Ue, condizione che per Anita costituisce un punto centrale della politica dei trasporti del Paese”, ha dichiarato il presidente Thomas Baumgartner. Che ha aggiunto: “Devo dare atto ai vertici del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti di aver responsabilmente dato risposta agli enormi disagi registrati dalle imprese per i ritardi nelle operazioni di revisione, soprattutto in alcuni territori particolarmente segnati da carenza di personale della motorizzazione e auspico che i tempi indicati dalla legge di bilancio per la sua piena attuazione, vengano rispettati, così da mettere a pieno regime le nuove regole e consentire alle imprese di poter affrontare le prossime revisioni con maggiore serenità”.

Il presidente di Confartigianato trasporti, Amedeo Genedani, ha invece espresso grande soddisfazione per la conferma dell’agevolazione fiscale sulle deduzioni forfettarie per gli autotrasportatori che è stata incrementata quanto a dotazione finanziaria relativamente alle misure per il 2018.

Riguardo agli importi delle deduzioni forfetarie stesse, infatti, per i trasporti effettuati personalmente dall’imprenditore oltre il Comune in cui ha sede l’impresa di autotrasporto merci per conto di terzi, la deduzione forfetaria di spese non documentate, per il periodo d’imposta 2017, passa dai 38,00 euro precedentemente previsti, a 51,00 euro.

La deduzione spetta anche per i trasporti effettuati personalmente dall’imprenditore all’interno del Comune in cui ha sede l’impresa, per un importo pari al 35 per cento di quello riconosciuto per i medesimi trasporti oltre il territorio comunale.

Genedani ha quindi riconosciuto al ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, “di aver mantenuto la promessa fatta agli imprenditori nel corso dell’Assemblea nazionale di Confartigianato trasporti dello scorso mese di settembre”, nel medesimo tempo, riconosce al viceministro Edoardo Rixi “di avere mantenuta ferma la volontà di aiutare le imprese artigiane nonostante le pressioni contrarie da diverse parti avanzate. La Confartigianato trasporti di fronte agli impegni presi e alla serietà dimostrata nel perseguirli non può che ringraziare il ministro e il viceministro, certa che tale atteggiamento responsabile e consapevole porterà altri buoni risultati per la categoria degli autotrasportatori di cose per conto di terzi”.

 

 

DECRETO GENOVA: FONDI AGLI AUTOTRASPORTATORI PER LE MAGGIORI SPESE SOSTENUTE

Il Ministero dei Trasporti conferma l’impegno del decreto Genova di destinare 20 milioni di euro a favore degli autotrasportatori che dal 15 agosto al 31 dicembre 2018 hanno dovuto affrontare maggiori spese in conseguenza del crollo del ponte Morandi. I soldi ora sono stati trasferiti al commissario Toti e passeranno poi all’Autorità di sistema portuale che detterà le ultime regole e procedure per istruire le domande di indennizzo. In questi mesi, a causa di congestionamenti code e allungamenti delle tratte autostradali e stradali, gli autotrasportatori hanno dovuto accollarsi una significativa perdita di produttività, importanti extracosti e una forzata riorganizzazione dei carichi di lavoro.

Le spese ammesse a ristoro dal decreto sono definite in due macro tipologie. Le missioni di viaggio con origine e/o destinazione il Comune e il porto di Genova che dimostrino l’attraversamento del nodo urbano e per le quali il ristoro deriva dagli svantaggi derivanti dei percorsi aggiuntivi stradali e autostradali ovvero dalle difficoltà logistiche dipendenti dall’attraversamento delle aree urbane e portuali di Genova. Le missioni di viaggio compiute nel territorio nazionale che abbiano comportato per effetto del crollo del ponte Morandi la forzata percorrenza di tratti autostradali e/o stradali aggiuntivi.

Su questo intervento, Giuseppe Tagnochetti, coordinatore genovese dell’associazione Trasportounito, ha espresso un parere positivo sia sull’iter, sia sul testo, sia sull’impegno del vice-ministro Rixi. Il valore dell’indennizzo verrà determinato in base al numero complessivo delle missioni di viaggio da ristorare. “Riteniamo comunque che si tratterà di un valore unitario utile – spiega l'associazione –. Il via alle operazioni non appena l’Autorità di sistema portuale di Genova, incaricata nel decreto a effettuare l’istruttoria delle domande, pubblicherà sul proprio sito l’apposito avviso”.

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