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Articoli - Archivio

05/05/2020
L’emergenza sanitaria Covid-19 rallenta l’economia e Pirelli rivede il piano industriale

Industria 

 

Il gruppo della Bicocca ha aggiornato gli obiettivi e le stime di crescita per il 2020

Dino Collazzo

Tutto da rifare. Pirelli corregge il piano industriale presentato pochi mesi fa e rivede a ribasso le stime di crescita per il 2020. L’emergenza sanitaria da Covid-19 e il conseguente impatto sull’economia globale ha indotto il gruppo della Bicocca a rivedere i propri obiettivi. Il consiglio d’amministrazione, a inizio aprile, ha infatti predisposto nuove linee guida per l’anno in corso, prevedendo ulteriori tagli sui costi, minori investimenti, la riduzione dei compensi del top management e la cancellazione del pagamento dei dividendi 2019. Operazioni necessarie, secondo Pirelli, per far fronte a un calo del Pil 2020 a livello mondiale, e dunque di produzione e consumi, pari al - 2,8% (le stime nel piano di febbraio prevedevano un +2,7%). Una previsione che dovrebbero portare a fine anno nelle casse del gruppo ricavi tra i 4,3 e 4,4 miliardi di euro (erano 5,4 nella revisione precedente). In tale scenario le attese per il mercato car tyre globale nel 2020 sono per una flessione di circa il -19%, con un -21% per il canale Primo equipaggiamento (-2,4% la stima precedente) – per effetto della flessione globale della produzione di nuovi autoveicoli – e -18% per il canale ricambi (+0,5% la precedente stima). Le attese sul segmento car new premium (pneumatici car ≥18’’) sono di un calo di circa -14%, più contenuto rispetto alla flessione del -20% (circa -2% la precedente indicazione) prevista per il segmento standard (pneumatici car ≤17’’).

 

Le previsioni per il 2020

Sulla base del nuovo scenario economico Pirelli ha previsto ricavi compresi tra 4,3 e 4,4 miliardi di euro, con volumi complessivi in flessione tra il -18% e il -20% (tra 0% e +1% la precedente indicazione). Sul segmento high value la flessione attesa è pari al -14% (+8% la precedente indicazione) con un andamento sul car new premium pari a circa -11,5% (-14% il calo previsto per il mercato New Premium) e un calo di circa il -26% del segmento standard (-6% la precedente indicazione). Per sostenere redditività e flusso di cassa il cda ha ridotto gli investimenti a 130 milioni di euro – erano 300 nel precedente piano – destinandoli alla gestione degli impianti e al miglioramento del mix di prodotto. Nella nuova previsione Pirelli ha confermato la posizione finanziaria netta a circa -3,3 miliardi di euro, con una generazione di cassa netta di circa 230-260 milioni di euro.

 

Gli obiettivi del piano industriale al 2022

Nel piano industriale 2020-2022, in attesa di vedere cosa verrà modificato nel quarto trimestre dell’anno nelle prospettive per il 2022, Pirelli ha confermato la centralità dei pneumatici high value (misure superiori e uguali a 18 pollici) mentre ha deciso di proseguire con il percorso di riduzione del segmento standard (misure minori e uguali a 17 pollici) con un calo medio annuo in termini di volumi del 4,2% nel 2019-2022. In quest’ultimo caso l’azienda ha però precisato di voler continuare a cogliere le opportunità legate alla sola misura da 17, in cui si prevede una crescita annua superiore all’1% nei prossimi tre anni. Analizzando più nel dettaglio l’aspetto commerciale del piano, il programma messo a punto dal management di Pirelli dovrebbe tradursi in una crescita netta complessiva dei volumi tra il 2019 e il 2022 pari a circa 5 milioni di pezzi, con un contributo rilevante fornito proprio dal segmento high value (+9 milioni di pezzi). Il successo dell’alto di gamma dipenderà molto dalle azioni che l’azienda metterà in atto sia nel canale del ricambio – l’80% dei volumi si concentrerà sulle specialties e sulle misure superiori ai 19 pollici – sia sul fronte del primo equipaggiamento. Di diverso tenore sarà invece la strategia legata al segmento standard. In questo caso a fronte della riduzione nei calettamenti inferiori ai 17 pollici e dei second brand, si assisterà a un rinnovo delle linee delle misure da 17 pollici. Per essere certi della riuscita dell’operazione Pirelli ha anche previso un rafforzamento della propria rete distributiva, con un incremento dei punti vendita a oltre 20mila dagli attuali 16mila.

 

Innovazione tecnologica

Nel prossimo triennio Pirelli ha in programma di presentare sul mercato 20 nuove linee di pneumatici di cui 5 destinate al primo equipaggiamento e 15 al canale ricambi. I nuovi prodotti, per ora in fase di progettazione, avranno un maggiore apporto tecnologico. È previsto infatti che nei prossimi anni vengano sviluppate nuove specialities con tecnologia pncs, seal inside e run flat. Un’attenzione particolare è stata riservata inoltre ai nuovi trend legati alla mobilità e alla connettività. Nello specifico l’azienda sta lavorando su pneumatici innovativi destinati ai veicoli elettrici – attualmente Pirelli vanta 74 omologazioni ed è al lavoro su 286 progetti – mentre ha da poco completato la prima fase di test del Cyber Tyre. L’idea della società è di sviluppare su larga scala per i produttori di auto premium e contemporaneamente creare un sistema di connettività rivolto alla sicurezza, al controllo del veicolo e alla riduzione delle emissioni. Coerentemente con la trasformazione digitale in atto, l’azienda ha introdotto delle tecniche virtuali di sviluppo di prodotto che consente di abbreviare il ‘time to market’ del 30% e di ridurre del 20% il numero dei prototipi prodotti. È il caso del simulatore statico, inaugurato nel Centro di ricerca e sviluppo di Milano, che consente di ottimizzare le fasi di sviluppo e test dei nuovi pneumatici, sia stradali sia motorsport, grazie all’utilizzo dei prototipi virtuali per i diversi modelli di auto. Un’attenzione particolare è stata poi riservata al tema dell’utilizzo di materie prime e dell’economia circolare. Il programma triennale prevede un crescente impiego di materiali derivanti da fonti rinnovabili e riciclati (pneumatici a fine vita), con l’obiettivo di arrivare al 2025 a utilizzare oltre il 40% di materiali rinnovabili nelle nuove line di prodotto.

 

 

Brembo e il miliardario cinese Niu Yishun entrano nell'azionariato di Pirelli

Brembo entra in Pirelli. Il gruppo controllato da Alberto Bombassei e attivo nella produzione di sistemi frenanti ha acquistato una quota del 2,43 della società guidata da Marco Tronchetti Provera. Oltre a Brembo si è registrato anche l’annuncio di Niu Yishun, miliardario cinese fondatore del Hixih Rubber Industry Group, già partner di Pirelli con una joint venture iniziata nel 2005, di realizzare una partecipazione all’interno dell’azienda della P lunga. Secondo le comunicazioni Consob, Niu è entrato nel capitale Pirelli con un potenziale del 5,19% attraverso la controllata Longmarch Holding. Intanto ChemChina, già azionisti del gruppo milanese, ha deciso di rafforzare la sua posizione all’interno di Pirelli acquistando, attraverso Marco Polo International, lo 0,5% e arrivando così al 46,036%.

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